La protesta degli studenti palermitani, “Il calcolo ISEE è una beffa”

Un antico proverbio cinese precisa che “Chi per caso viene in possesso di un’ingente somma di denaro sarà o molto felice o molto infelice”. E così, per alcuni studenti universitari, la gioia iniziale di avere ottenuto, nell’anno precedente, una borsa di studio (anche se non è un’ingente somma), sembrerebbe trasformarsi, con il nuovo anno accademico, in un’ingiustizia.

“Sono povero come l’anno scorso e ho bisogno della borsa di studio per poter studiare e sostenere i costi dell’università , ma siccome l’anno scorso già l’ho ricevuta allora non ne ho più diritto perché il nuovo calcolo mi dice che quei soldi (che fra l’altro arrivano tardi e non coprono mai tutte le mie spese di studente) fanno parte del mio reddito. Manco fosse l’eredità milionaria”. Così, infatti, si legge nella recente piattaforma Facebook “Studenti contro il nuovo Isee Palermo “, nata per contestare i nuovi criteri utilizzati per l’elaborazione del calcolo Isee, introdotti con il decreto “Salva Italia”.

La riforma dell’ISEE, secondo quanto precisato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, assicura una maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia, riducendo le sperequazioni nell’accesso alle prestazioni e rafforzando il sistema dei controlli. Da questo momento, gli enti erogatori (comuni, università, ecc.) avranno l’obbligo di utilizzare l’ISEE come indicatore della situazione economica. Sul portale studenti dell’Università di Palermo, infatti, l’avviso è ben messo in rilievo: “A partire dall’A.A. corrente 2015/2016, l’ISEE rappresenta l’unico parametro per la determinazione delle tasse universitarie”. Dunque con la nuova normativa tutte le tipologie di ISEE e ISEEU previste precedentemente, confluiscono in un unico ISEE per le prestazioni per il diritto universitario.

Meno burocrazia, più controlli, attenzione alle famiglie numerose, un maggiore sostegno alle persone con disabilità più grave e con redditi più bassi. Questi pare siano i punti principali del nuovo indicatore, ma non sono tutti a pensarla così. “I criteri utilizzati per l’elaborazione del calcolo Isee rendono sistematicamente i redditi più alti nonostante nella pratica essi rimangano invariati”, sostengono alcuni studenti universitari, che oggi hanno organizzato un’azione simbolica di protesta, esponendo uno striscione dalle scale degli uffici accanto alla segreteria, nella cittadella del viale delle Scienze, a Palermo, con scritto “Siamo diventati ricchi e non lo sapevamo! Studenti contro il nuovo Isee”.

Secondo i manifestanti, infatti, le borse di studio verrebbero considerate come una capacità economica reale, con l’effettiva riduzione dei servizi annessi e delle agevolazioni fiscali. “Non possiamo rimanere a guardare mentre ci mettono le mani nelle tasche!”, è la voce degli studenti palermitani contro il nuovo Isee, che si unisce a quella dei giovani di altre università italiane, come Pisa, Torino e Bologna.

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