venerdì, 16 Aprile 2021
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La Pasqua del Museo coi riti musicali della Sicilia. Per Sicilian Puppets Series, i fratelli Napoli con Cristo al Golgota

Un weekend interamente dedicato alle celebrazioni pasquali, quello trasmesso in streaming dal Museo internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.
Si parte giovedì 1 aprile fino a domenica 4 aprile, alle 17, verranno riproposti sui social web del museo (Facebook, Youtube, Twitter e Instagram) le video presentazioni sui “Riti musicali e coreutici della Pasqua in Sicilia“, tenute da Sergio Bonanzinga, Ignazio E. Buttitta e Rosario Perricone e realizzate lo scorso anno nell’ambito dell’iniziativa #ilmuseopasqualinoacasatua.
Si tratta di un viaggio virtuale in diversi comuni siciliani alla scoperta del patrimonio culturale del territorio che posa lo sguardo sulle diverse pratiche del periodo pasquale: dal Giovedì Santo alle celebrazioni della Domenica di Pasqua.

Un periodo che – in Sicilia non meno che in altre aree dell’Europa cattolica – costituisce una straordinaria occasione per mettere in scena le risorse espressive delle comunità. Un sistema di suoni e di gesti che, come gli altri segni del tempo festivo (cibi, abiti, addobbi), si strutturano in un modello entro cui forme variabili assumono funzioni costanti.

Nuovo appuntamento, sempre in tema pasquale, con Sicilian Puppets Series, la rassegna annuale ideata dal Museo delle Marionette che vede coinvolte le 10 compagnie di Opera dei pupi della “Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi”.
Sono 80 gli spettacoli che, fino al 31 ottobre, verranno messi in scena in streaming, gratuitamente (e in presenza non appena possibile) dai teatri stabili di Opera dei pupi e dai luoghi della cultura di cinque comuni siciliani.
Sabato sarà la volta della Compagnia marionettistica Fratelli Napoli.

Il programma di questo weekend

Sabato 3 aprile | ore 21

Cristo al Golgota | di Alessandro e Fiorenzo Napoli

Compagnia Marionettistica Fratelli Napoli

Come già ebbe modo di documentare Giuseppe Pitrè in alcune pagine memorabili dei suoi scritti, nei giorni di Pasqua la tradizione dell’Opera dei pupi imponeva che si sospendesse il ciclo cavalleresco rappresentato per mettere in scena la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. I pupari siciliani, oltre che naturalmente alla vulgata dei Vangeli canonici, si rifacevano al dramma sacro di Filippo Orioles intitolato “Il riscatto di Adamo nella morte di Gesù Cristo”, probabilmente stampato la prima volta intorno al 1750 e più comunemente noto come Mortorio di Cristo. Venivano altresì accolti molti episodi di tradizione popolare risalenti ai vangeli apocrifi.

L’allestimento scenico dei fratelli Napoli recupera questo toccante momento dello spettacolo tradizionale e intende restituire al pubblico contemporaneo l’atmosfera rituale che si creava nei teatri di quartiere in occasione di quella Sacra Rappresentazione.

Lo spettacolo prende le mosse dall’ingresso di Gesù a Gerusalemme e ripercorre le tappe fondamentali della Passione: l’Ultima Cena, l’arresto nell’Orto degli ulivi, il processo nel Sinedrio, l’incontro con Pilato ed Erode, fino ai commoventi quadri della flagellazione, della crocifissione e del ribaltamento della pietra del sepolcro. Parola e messinscena si uniscono armonicamente per presentare al pubblico di oggi, secondo l’antica tradizione dell’Opira catanese, il dramma interiore degli uomini – Cristo, Giuda e Pilato – che hanno mutato il destino del mondo.

La prima stesura di questo copione risale al 1986. Ripreso ora a molti anni di distanza, esso tiene conto anche di altre più recenti letture, i cui echi sono serviti a una migliore definizione storica e umana di alcuni personaggi: Vangelo apocrifo di Nicodemo, più comunemente noto come Atti di Pilato; i libri II e V della Guerra giudaica di Giuseppe Flavio; Donna de Paradiso di Jacopone da Todi; Il procuratore della Giudea di Anatole France; i capitoli II, XVI, XXV, XXVI del Maestro e Margherita di Michail Bulgakov; Tre versioni di Giuda di Jorge Luis Borges; le liriche di Tim Rice per Jesus Christ Superstar e il romanzo La gloria di Giuseppe Berto.

Compagnia Marionettistica Fratelli Napoli

Nasce con Don Gaetano Napoli che fonda la compagnia nel 1921, quando inaugura a Catania, nel quartiere di Cibali, il Teatro Etna. Da allora e fino al 1973 la famiglia Napoli svolge un’intensa attività nei teatri popolari di quartiere, lavorando col mestiere storico, i pupi alti m.1,30 e pesanti fino a 30 – 35 chili. Le regole e le tecniche di messinscena nel tempo vengono trasmesse alle successive generazioni: prima a ai figli di don Gaetano – Pippo, Rosario e Natale –  e poi  a Fiorenzo, Giuseppe, Salvatore e Gaetano, figli di Natale e Italia Chiesa Napoli. Gli anni Sessanta e Settanta del Novecento tuttavia innescano una grave crisi e i Napoli lavorano per adattare l’Opira catanese alle esigenze di un pubblico nuovo, pur mantenendosi fedeli ai codici e alle regole di messinscena della tradizione. Facendo tesoro dei suggerimenti di Nino Amico, Natale Napoli escogitò nel 1973 l’idea dei “pupi piccoli” di cm. 80, che consentirono alla tradizione catanese di confrontarsi con pubblico ben più ampio e largamente composto da giovani e giovanissimi. In questi anni, alla morte del padre Natale, Fiorenzo diventa direttore artistico della compagnia e i suoi figli Davide, Dario e Marco apprendono anch’essi le regole del mestiere, assicurando la continuità alla tradizione catanese dell’Opera dei pupi.

Link diretta streaming: mwww.facebook.com/museoantonio.pasqualino/

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