Lo scrittore licatese Vincenzo Bonelli torna a raccontare la Sicilia con una nuova avvincente opera: La notte degli imbrogli. Il mistero del Caravaggio scomparso (Ventura Edizioni), un thriller storico che prende spunto da uno dei più celebri misteri della storia dell’arte italiana.
Dopo Palermo e Licata, il nuovo romanzo di Vincenzo Bonelli verrà presentato in dialogo con Stefano De Angelis sabato 13 giugno alle 17.30 presso D’A Project Room di Via Nicola Coviello 18 a Catania.
Con questo nuovo romanzo, Bonelli conferma la sua capacità di intrecciare vicende storiche, suspense e profondità umana, accompagnando il lettore all’interno di una storia che affonda le radici in un fatto realmente accaduto: il furto dall’Oratorio di San Lorenzo di Palermo della Natività di Michelangelo Merisi, ovvero Caravaggio (Milano 1571 – Porto Ercole 1610).
La notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969, nel silenzio di una città ancora inconsapevole, uno dei più grandi capolavori della pittura mondiale viene strappato dal suo altare e inghiottito nel buio. Da quel momento prende forma un intrigo fatto di criminalità organizzata, potere, segreti e interessi internazionali. Tra le strade della Kalsa, le ville della borghesia palermitana e i circuiti clandestini del mercato dell’arte, il mistero della scomparsa del dipinto si intreccia con un feroce delitto e con una rete di verità nascoste.
«L’idea di scrivere un romanzo sul furto del Caravaggio mi accompagnava da molto tempo», racconta l’autore «Poi mi sono chiesto cosa sarebbe successo se coloro che avevano materialmente rubato il quadro fossero arrivati dal mandante trovandolo assassinato? Da quella domanda è nata la storia».
L’ambientazione del 1969 offre inoltre uno sfondo storico straordinario: lo sbarco sulla Luna, Woodstock, le grandi mobilitazioni operaie e studentesche e le profonde trasformazioni sociali che avrebbero cambiato l’Italia per sempre, fino ad arrivare a quel fatidico 12 dicembre che verrà ricordato per i cinque attentati terroristici simultanei a Roma e, soprattutto, per la strage di Piazza Fontana a Milano. Un periodo di speranze e tensioni che diventa parte integrante della narrazione.
La notte degli imbrogli rappresenta un ulteriore tassello nel percorso narrativo dell’autore, iniziato nel 2022 con Comu vena, si cunta!, romanzo ambientato nel dopoguerra tra Licata e Milano, tra lotte contadine, mafia e desiderio di riscatto sociale. Una storia che seguiva le vicende di uomini e donne costretti a scegliere tra la propria terra e l’emigrazione, in una Sicilia segnata dai conflitti sociali e dalle speranze della ricostruzione.
Quel mondo è stato ripreso e ampliato in U quartieri da Marina, romanzo corale che ha riportato in scena molti dei protagonisti del libro d’esordio. Tra Milano, Licata, la Corsica e la remota isola greca di Koufonissi, la vicenda si sviluppa intrecciando amicizia, identità, memoria e redenzione. Il tutto a partire dalla scomparsa Il 30 dicembre 1949 del restauratore siciliano del Museo di Brera Luciano Magliarisi, che lascia incompiuti i lavori per l’inaugurazione dell’Accademia di Brera prevista il 9 giugno 1950 e incredula la direttrice Fernanda Wittgens, figura centrale della rinascita culturale italiana, alla quale tuttavia fa ritrovare nascosto nella biblioteca del museo, dopo essere stato trafugato dai nazisti durante la guerra, un altro capolavoro creduto perduto, Veduta del bacino del Canal Grande verso la Punta della Dogana di Giovanni Antonio Canal (Venezia 1697/1768), detto Canaletto.
Se nei primi due romanzi il filo conduttore era rappresentato dalla ricerca delle proprie radici e dalla possibilità di una rinascita personale e collettiva, con La notte degli imbrogli Vincenzo Bonelli amplia ulteriormente il proprio orizzonte narrativo, affrontando un mistero che da oltre mezzo secolo continua ad affascinare storici, investigatori e appassionati d’arte.
La notte degli imbrogli è dunque un romanzo intenso e coinvolgente che mescola storia e finzione, cronaca e immaginazione, restituendo tutta la tensione di un’epoca sospesa tra arte, mafia e intrighi internazionali.
Perché alcune notti non finiscono mai davvero. E alcuni misteri continuano a interrogare il presente.
Per saperne di più…
Palermo, notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969. In pochi minuti, nel silenzio complice della città, uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte viene strappato dal suo altare: la Natività di Caravaggio scompare nel buio, recisa con un rasoio come un corpo violato. Da quel momento si apre un intrigo oscuro fatto di criminalità, potere e segreti inconfessabili. Tra le strade della Kalsa, le ville della borghesia e i circuiti internazionali del mercato clandestino dell’arte, il furto si intreccia con un delitto feroce e con interessi molto più grandi di quanto sembri.
A muoversi in questo scenario sono uomini segnati dal passato, investigatori, ex militari e figure ambigue legate a un mondo in cui verità e menzogna si confondono. Ritrovare il dipinto significa entrare in una rete pericolosa, dove ogni pista può rivelarsi una trappola. La notte degli imbrogli è un thriller storico avvincente, ispirato a un mistero realmente accaduto, che restituisce tutta la tensione di un’Italia sospesa tra arte, mafia e intrighi internazionali.
Un romanzo che scava nel buio di una notte da cui, forse, non si è mai davvero usciti.
Vincenzo Bonelli nasce a Licata il 1° marzo del 1968, e nel settembre dello stesso anno la sua famiglia si trasferisce al Nord. Dopo essersi laureato in Scienze politiche presso l’Università Statale di Milano nel 2001, incomincia a lavorare come responsabile del settore finanziario. Dal 1996 è sposato con Silvia, con la quale ha avuto due figli, Valeria e Nicola. Comu vena, si cunta! è il suo romanzo d’esordio. Ha poi pubblicato, sempre con Ventura Edizioni, U Quarteri da Marina.
Com’è nella tradizione siciliana, Vincenzo è il nome del nonno paterno e di questo ne va fiero. Ama a pasta cu sucu e i mulingiani fritti (la pasta col sugo e le melanzane fritte), il mare, il sole, il verde, il pane e la pizza alta e con i bordi croccanti, quasi bruciati.
Alla notte preferisce il giorno, alle vacanze statiche preferisce quelle in cui si esplora, in cui si conosce sempre qualcosa di nuovo o si entra in contatto con la natura. Non ha una stagione preferita, ma l’inverno pensa abbia qualcosa in più. Ama il tennis (lo gioca da quando aveva 15 anni) e la lettura, oltre alla musica e alla scrittura.


