domenica, 24 Ottobre 2021
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La Messa da Requiem di Verdi, diretta da Riccardo Muti, in streaming dal Teatro Massimo

Omer Meir Wellber, direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo, vince il Premio Speciale conferito dall’Associazione Nazionale Critici Musicali

Sarà trasmessa in streaming il 18 aprile alle 20.00 la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi che Riccardo Muti ha diretto a Palermo, tornando dopo cinquanta anni alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo. Nel cast quattro solisti di grande rilievo come il soprano Joyce El-Khouri, il tenore Francesco Meli, il mezzosoprano Martina Belli, il basso Riccardo Zanellato. Alla direzione del Coro il Maestro Ciro Visco.

Il concerto, registrato al termine di una straordinaria settimana di lavoro a Palermo (21-27 marzo) con le compagini artistiche del Teatro Massimo, dopo lo streaming sulla web Tv del Teatro domenica 18 aprile alle 20.00 resterà disponibile on line per sessanta giorni, su teatromassimo.it, in collaborazione con RMMUSIC – riccardomutimusic.com .

Un Requiem che sfida l’impossibile per dire al mondo che siamo vivi”, – ha commentato Riccardo Muti, elogiando la sensibilità e la preparazione dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo, distribuito per il distanziamento in ognuno dei palchi. Da più di un anno si lavora in condizioni proibitive per rispettare le misure di sicurezza ma nonostante questo il Maestro Muti ha affermato: “Ho scoperto un Teatro in pienissima forma, un’eccellente Orchestra, un eccellente Coro, preparato dal Maestro Visco, e un ambiente estremamente professionale, di classe, degno della grande tradizione siciliana”. E prosegue: “Svolgo gran parte della mia attività all’estero, tra Chicago, Vienna, Salisburgo, e tornare dopo tanti anni in un teatro del Sud, uno dei più grandi al mondo, così in ottima forma, mi spinge alla possibilità di un ritorno al Teatro Massimo per fare musica per il pubblico in presenza, probabilmente con un’opera, per la prima volta a Palermo. Lo streaming va bene temporaneamente ma dobbiamo tornare assolutamente al teatro vivo, come ci è stato tramandato per millenni”. Nel corso della settimana trascorsa al Teatro Massimo il Maestro Muti ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Palermo dal sindaco Leoluca Orlando nel corso di una cerimonia a Palazzo delle Aquile a cui ha preso parte in collegamento anche il Ministro Dario Franceschini.

Considerato il più grande interprete vivente della musica di Giuseppe Verdi, Riccardo Muti ha diretto il 27 marzo il Requiem al Teatro Massimo con un cast di solisti di grande rilievo, a partire da Francesco Meli, tra i tenori italiani più acclamati, sempre più presente sui palcoscenici dei principali teatri d’opera del mondo; insieme a lui, con grande forza espressiva, il soprano libanese Joyce El-Khouri, cresciuta tra Canada e Stati Uniti; e ancora il mezzosoprano Martina Belli, che torna al Teatro Massimo dopo avere interpretato con grande carattere la Maddalena del Rigoletto diretto da John Turturro nel 2018; infine il basso Riccardo Zanellato, vincitore dell’Oscar della Lirica 2019 con una carriera che lo ha visto affermarsi come uno dei principali artisti di riferimento del repertorio verdiano.

La Messa da Requiem è considerata il capolavoro sinfonico-corale di Giuseppe Verdi. Fu composta sull’onda dell’emozione per la morte di Alessandro Manzoni, poeta amatissimo dal compositore, ed eseguita dallo stesso Verdi per la prima volta nel 1874 per commemorare lo scrittore a un anno dalla scomparsa. Al debutto a Brera ebbe un così grande successo che dopo la prima esecuzione se ne tennero altre tre al Teatro alla Scala.

Nonostante non abbia mai fatto mistero della sua visione atea e orgogliosamente anticlericale, Verdi con il Requiem ha composto un grandioso capolavoro di musica sacra, ricco di sentimenti religiosi e carico di grande spiritualità, che confrontandosi col mistero della morte evoca riflessioni filosofiche sul senso della vita.

Il testo è articolato in sette grandi sezioni: Requiem e Kyrie, il terrificante e reiterato Dies iraeDomine JesuSanctusAgnus DeiLux aeterna, e Libera me che conclude il Requiem con la struggente preghiera “Libera me Domine de morte aeterna”, ma come scrive il musicologo Massimo Mila, citato nel programma di sala (scaricabile gratuitamente dal sito del Teatro Massimo), «la Messa da Requiem consiste principalmente nel Dies irae, col suo incubo michelangiolesco del giudizio finale». Infatti «nel Dies irae è tutto il genere umano che […] stramazza fulminato, come selvaggina abbattuta di colpo dall’improvvisa palla di fucile, passando di punto in bianco dal calore d’una vita intensissima al gelo della morte».

Il concerto sarà trasmesso in streaming sulla WebTv del Teatro Massimo, a partire da domenica 18 aprile alle ore 20.00, e sul canale YouTube della Fondazione. Per assistere basta collegarsi al sito del Teatro e selezionare in homepage la sezione “Teatro Massimo Tv”. La fruizione è libera ma, per chi volesse, è possibile fare una donazione tramite carte di credito o PayPal.

SOTTO UNA NUOVA LUCE
Non vi lasciamo senza musica

Il Teatro Massimo per il progetto ANFOLS #apertinonostantetutto

Domenica 18 aprile 2021 – ore 20.00 in streaming
Giuseppe Verdi
Messa da Requiem

Direttore Riccardo Muti
Maestro del Coro Ciro Visco
Soprano Joyce El-Khoury
Mezzosoprano Martina Belli
Tenore Francesco Meli
Basso Riccardo Zanellato

Orchestra e Coro del Teatro Massimo.

Omer Meir Wellber vince il Premio Speciale dell’Associazione Nazionale Critici Musicali

PREMIO ABBIATI. Omer Meir Wellber, direttore musicale del Teatro Massimo di Palermo, vince il Premio Speciale conferito dall’Associazione Nazionale Critici Musicali.

“E’ una grande gioia per tutto il Teatro Massimo la notizia del Premio Abbiati della Critica Musicale Italiana conferito al direttore musicale Omer Meir Wellber”.

Con queste parole il sovrintendente Francesco Giambrone commenta il prestigioso riconoscimento attribuito al musicista israeliano, dal gennaio 2020 direttore musicale della Fondazione: “Wellber è entrato in carica all’alba di un anno difficilissimo per tutti noi che ci ha messo di fronte a sfide inimmaginabili. In poco tempo è riuscito a segnare con la sua personalità artistica e con le sue qualità umane la progettualità del nostro Teatro in un rapporto bellissimo e importante con il pubblico e con la città. Il Parsifal da lui concepito insieme a Graham Vick e che ha segnato l’inizio della collaborazione con il nostro Teatro nel nuovo ruolo è stata una grande sfida per tutti, ma in particolare per lui, che l’ha vinta. Sono seguiti tanti concerti e, a settembre, un particolarissimo Don Giovanni in forma scenica, pochi giorni prima delle nuove chiusure imposte dalla pandemia. Momenti musicali altissimi, che resteranno nella storia del Teatro Massimo a conferma della capacità del Teatro e di tutte le sue componenti di reagire alla pandemia e reinterpretare in maniera innovativa e originale il proprio ruolo in grande sintonia con il suo direttore musicale. Questo premio è un riconoscimento alla forza di un progetto, di un percorso, di una visione di teatro condivisa e, come espresso chiaramente nelle motivazioni, a un profilo nuovo e moderno di direttore musicale. A Omer Meir Wellber vanno le congratulazioni di tutti noi e all’Associazione Nazionale Critici Musicali un ringraziamento per l’attenzione con la quale ci segue”.

Le motivazioni espresse dalla giuria

“In gennaio, nel tempo di ieri, tutto era iniziato regolarmente secondo programma, con un Parsifal wagneriano eloquente, narrativo, concertato in stretta sintonia d’intenti con la regia di Graham Vick: non solo riletto, ma raccontato al presente, senza paura di scendere nel torbido o dissacrante. Nel calendario di Omer Meir Wellber, direttore israeliano, 39 anni, il 2020 era segnato come anno numero uno al Massimo di Palermo, con il nuovo scettro di guida musicale del Teatro. A nemmeno un mese dall’ultima replica, Parsifal sarebbe diventato inconsapevolmente uno dei monumenti a una storia destinata a finire, a chiudere, perdurando questa incertezza ancora fino ad ora. In quel silenzio obbligatorio e necessario per ragioni di sicurezza sanitaria, il Massimo ha trovato in Wellber una guida presente, piena di energia (appena le regole lo hanno permesso) e soprattutto di idee musicali. Capace di rinnovare la bellezza del suono di Wagner in un Don Giovanni di Mozart, che reinventava la meravigliosa acustica del Teatro con l’Orchestra disposta in platea. Al fortepiano, lo stesso direttore non solo concertava con lucida esattezza la partitura ma insieme reinventava con estro i recitativi, osandoli anche in versione di canzone americana. Nella maratona di musica, dopo il silenzio di mesi, brillavano gli omaggi a Beethoven e a sorpresa una serata di jazz, nella chiesa scoperchiata dello Spasimo, dove l’eclettico fantasista Wellber suonava fisarmonica e pianoforte. A confermare un nuovo profilo, a tutto tondo, per il ruolo di direttore principale e musicale di cui non potremo più fare a meno”.

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