SAN GIUSEPPE JATO (PA) – Domenica 7 dicembre, alle 17.15, la cappella dell’Immacolata della Chiesa del SS. Redentore e San Nicolò di Bari si è trasformata nel cuore simbolico del Natale jatino. Prima della Santa Messa è stato inaugurato il gruppo scultoreo “Nativity” di Pippo Madè, il presepe in vetro di Murano che ha già fatto tappa in luoghi iconici come Assisi e Santa Croce a Firenze.
Alla cerimonia erano presenti l’arciprete don Giuseppe Vasi, il sindaco Giuseppe Siviglia, l’assessore allo Spettacolo Mariano Lo Bianco e il presidente del Consiglio comunale Antonino Liuzza. Nella cappella da cui, secondo tradizione, viene calata la statua dell’Immacolata per la processione del lunedì, le figure di vetro si sono illuminate all’improvviso grazie al lavoro del tecnico Francesco Miosi, tra la commozione dei fedeli. L’evento è stato curato e organizzato dall’Associazione Culturale “Festina lente” di Rosario Lo Cicero Madè e Claudia Scavone.
Gli antichi mestieri attorno alla Sacra Famiglia
Realizzato alla fine degli anni Settanta insieme alle mani sapienti del maestro vetraio Loredano Rosin a Murano, il presepe di Madè porta in scena una Natività popolata da personaggi che, intorno alla Sacra Famiglia, si muovono, ovvero le figure degli antichi mestieri – contadini, artigiani, lavoratori del quotidiano – che l’artista palermitano ha raccontato in uno dei cicli più noti del suo percorso, esposto in Italia e all’estero.
È un modo per dire che la nascita di Gesù si inserisce nella trama concreta della storia umana: non solo angeli e re, ma la gente comune che regge il mondo con il proprio lavoro.
Nel suo intervento, don Giuseppe Vasi ha letto il presepe a partire dal tema della luce: la luce che attraversa il vetro come metafora di Cristo che entra nella fragilità dell’uomo. Le sculture, ha sottolineato, non sono un semplice ornamento natalizio, ma un invito a lasciarsi “rischiarare” interiormente.
Un’interpretazione che dialoga con le parole della storica dell’arte Adriana Mastrangelo, per la quale “Nativity” è una vera catechesi visiva, capace di annunciare il Vangelo con il linguaggio immediato delle immagini.
Un momento centrale è stata la lettura, da parte del sindaco Siviglia, della lettera inviata dal custode del Sacro Convento di Assisi, padre Marco Moroni. Il francescano ha espresso la propria benedizione per il presepe e per l’evento, ricordando il gemellaggio tra San Giuseppe Jato e Assisi e la posa, nel chiostro trecentesco della Basilica inferiore, di una stazione della Via Crucis di Madè donata dal Comune siciliano.
Il Sindaco ha voluto ricordare la presenza, nel Centro diurno per anziani di San Giuseppe Jato, dell’intera riproduzione della Via Crucis di Madè: segno di un legame ormai strutturale tra l’arte dell’artista palermitano e la storia recente del paese.
A conclusione della Messa, la comunità ha celebrato il battesimo di due bambini, tra cui un piccolo Giuseppe. La coincidenza del nome con quello del patrono e del sindaco ha toccato profondamente Pippo Madè, che al termine del rito ha voluto salutare personalmente il neobattezzato e la sua famiglia.
Guardando al futuro, il sindaco ha annunciato la volontà di organizzare una manifestazione conclusiva in occasione del finissage di “Nativity”, fissato per il 18 gennaio 2026, e l’impegno a fare il possibile affinché, nel mese di marzo – in occasione dell’anniversario del gemellaggio con Assisi – padre Marco Moroni possa essere presente a San Giuseppe Jato.
Fino ad allora, la “Nativity” di Pippo Madè resterà esposta nella cappella dell’Immacolata, visitabile negli orari di apertura della chiesa. Per fedeli e visitatori sarà l’occasione per incontrare, in un piccolo centro della provincia di Palermo, un’opera che intreccia arte contemporanea, memoria degli antichi mestieri e spiritualità francescana, tutta giocata su una parola chiave: luce.





foto di Claudia Scavone


