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Italian Brothers ai Tulipani di Seta Nera: Jasper Godel e Simone Prestigiacomo scelti nella giuria del cinema sociale

Dal microfono del podcast al red carpet del The Space Cinema Moderno di RomaJasper Godel e Simone Prestigiacomo, fondatori del progetto Italian Brothers, sono stati scelti per far parte della Giuria Cinema, Spettacolo e Terzo Settore della XIX edizione di Tulipani di Seta Nera – Festival Internazionale della Cinematografia Sociale, manifestazione che si è tenuta dal 7 al 10 maggio, dedicata al rapporto tra cinema, impegno civile e racconto delle fragilità contemporanee.

La loro non è stata una semplice presenza mondana: Godel e Prestigiacomo sono stati selezionati attraverso un bando e inseriti in una giuria chiamata a visionare, valutare e interpretare cortometraggi, documentari e opere audiovisive capaci di affrontare temi sociali, culturali e umani con uno sguardo non convenzionale. Nell’elenco ufficiale della giuria compaiono infatti anche i loro nomi, Godel Gaspare e Prestigiacomo Simone, tra i componenti della sezione Cinema, Spettacolo e Terzo Settore. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché certifica il loro ruolo dentro un contesto professionale, istituzionale e culturale.

Il Festival, presieduto da Diego Righini e diretto artisticamente da Paola Tassone, è arrivato alla sua diciannovesima edizione confermando una vocazione precisa: portare sullo schermo storie spesso escluse dai circuiti più commerciali, dando spazio a temi come inclusione, disabilità, immigrazione, violenza domestica, disagio giovanile, lavoro, salute, sostenibilità, giustizia, memoria e nuove forme di marginalità. Un cinema che chiede allo spettatore di restare sveglio e di non voltarsi dall’altra parte.

Le immagini dal red carpet raccontano bene il peso della manifestazione. Accanto al logo dei Tulipani di Seta Nera e alla dicitura Festival Internazionale della Cinematografia Sociale, compaiono realtà istituzionali e culturali di primo piano: Ministero della CulturaRegione LazioPresidenza del Consiglio dei MinistriMinistero dell’Istruzione e del MeritoRai Cinema ChannelRai per la Sostenibilità ESGRai Pubblica UtilitàRai Play SoundUNICEF ItaliaASviSANCoSANMILFondazione UniVerdeFedermanager e Movimento per la Giustizia – Art. 3. Una rete ampia, nella quale cinema, televisione, istituzioni, terzo settore e comunicazione pubblica si incontrano attorno a un’idea di audiovisivo come strumento di consapevolezza.

È dentro questa cornice che l’esperienza di Italian Brothers assume un significato particolare. Il podcast creato da Jasper Godel e Simone Prestigiacomo nasce come spazio di dialogo diretto, contemporaneo, capace di utilizzare i linguaggi della comunicazione digitale senza perdere il contatto con la realtà. Due voci con una stessa esigenza: raccontare ciò che accade fuori dalle formule preconfezionate, attraversando cultura, società, attualità e nuove forme di narrazione. La loro presenza nella giuria conferma un dato ormai evidente: oggi la comunicazione culturale non passa più soltanto dalle pagine dei giornali o dalle sale cinematografiche, ma anche dai podcast, dai social, dalle piattaforme, dai luoghi in cui una nuova generazione cerca strumenti per leggere il presente.

Godel e Prestigiacomo hanno lavorato come giurati attraverso apposite schede di valutazione, prendendo in esame opere di registi emergenti e autori già affermati. I cortometraggi affrontavano temi diversi, ma tutti attraversati da una domanda comune: che cosa può ancora fare il cinema davanti alle ferite del mondo? Può raccontare una coppia in crisi, una storia di violenza domestica, un’esperienza autobiografica, una vicenda di immigrazione o una solitudine prodotta dai social. Può farlo in pochi minuti, con la forza rapida e spesso spietata del cortometraggio.

Il programma del festival ha raccontato, tra le sezioni e i riconoscimenti, tutto ciò, poiché compaiono il Premio Sorriso per l’immigrazione, il Premio Sorriso per la transizione energetica e digitale, il Premio Sorriso per il lavoro, la salute e il benessere, il Premio Sorriso per la disabilità, il Premio Sorriso per l’infanzia, il Premio Sorriso per il sociale e il Premio Sorriso per la giustizia. Tutti questi premi ci raccontano una rassegna che utilizza il linguaggio audiovisivo per entrare nelle zone delicate della società.

Nelle giornate del 7, 8 e 9 maggio, le sale del The Space Cinema Moderno hanno ospitato proiezioni, incontri, eventi speciali e momenti di approfondimento. Si è parlato di sport come esperienza di vita con “Da passione a professione: quando lo sport è vita”, con interventi, tra gli altri, di Paolo TrancassiniGrazia Di MaggioGianni De BiasiAlfredo Cirillo e Saverio Montingelli. Sono stati proiettati lavori come “Per un padre” di Simone Scarcelli, “La fibra sensibile” di Isabel Andrés Portí, “In ultimo” di Mario Balsamo e “Tomoshibi” di Lorenzo Squarcia. La programmazione ha incluso sezioni dedicate ai cortometraggi, ai documentari, ai podcast e ai social clip, confermando che il cinema sociale oggi attraversa media diversi.

Tra gli appuntamenti più significativi emerge la serata evento del 7 maggio con la proiezione di “Mistake” di Honey Lauren, alla presenza di personalità come Giuseppe Sergio Santo, amministratore delegato Rai Com, Mariarita Grieco, direttrice della direzione Offerta Estero Rai, Fulvio Firrito di Rai Cinema, Alma Laias dell’American Chamber of Commerce in Italy, il professor Giovanni De Ficchy, presidente dell’Associazione Italia USA, e la stessa regista Honey Lauren. Un parterre che testimonia il respiro internazionale della manifestazione. L’8 maggio la sezione documentari ha ospitato anche “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” di Simone Manetti, titolo che da solo basta a indicare la direzione del festival. Nella stessa giornata sono stati presentati cortometraggi e documentari come “Sunday” di Giulio Tonicelli, “Il capitano” di Antonio Longobardi, “Watchdog” di Paola Piscitelli, insieme a incontri dedicati alla produzione cinematografica e alla possibilità di realizzare cortometraggi di qualità anche senza budget importanti.

Il 9 maggio, invece, il programma ha messo al centro memoria, nuove tecnologie, tradizione e formazione. Di particolare interesse la tavola rotonda “Rielaborare la memoria e le tradizioni – Focus: cinema e nuove tecnologie reinterpretano riti, storia e identità culturale”, con la partecipazione di Daniele FerraraNino Celeste, storico direttore della fotografia, Gino Screva, direttore della fotografia, e il professor Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca. Un incontro che è stato una riflessione sulla memoria, sull’identità e sui modi in cui la tecnologia modifica il nostro rapporto con le immagini.

Sempre il 9 maggio, la sezione #SocialClip ha dato spazio a un altro aspetto decisivo della contemporaneità: la musica e il videoclip come dispositivi narrativi. Anche qui il festival intercetta un linguaggio che parla soprattutto alle generazioni cresciute tra cinema, musica, piattaforme e social.

Tra gli ospiti e i protagonisti del programma anche figure di rilievo del mondo cinematografico e culturale, come Nino Celeste, storico direttore della fotografia, accanto ad autori, giornalisti, registi e operatori del settore.

In questo scenario, la selezione di Jasper Godel e Simone Prestigiacomo nella giuria rappresenta un riconoscimento importante. I due fondatori di Italian Brothers portano uno sguardo generazionale diverso vicino alla velocità del presente ma non per questo superficiale. La loro esperienza dimostra che il podcast può diventare anche laboratorio critico e strumento di partecipazione culturale. Per Jasper Godel e Simone Prestigiacomo, abituati a lavorare con la parola parlata, il ritmo del dialogo e la rapidità dei nuovi media, questa esperienza rappresenta un salto di qualità.

Italian Brothers è entrato ai Tulipani di Seta Nera come espressione di una comunicazione culturale che oggi si muove tra podcast, video, interviste, immagini, social network e presenza dal vivo. In questo senso, la loro selezione in giuria racconta anche un cambiamento più ampio: i festival riconoscono il valore di chi costruisce comunità attraverso nuovi strumenti narrativi.

Il loro compito è stato quello di valutare le opere considerando non solo la qualità tecnica, ma anche la forza del messaggio, l’efficacia del racconto, la coerenza tra forma e contenuto, la capacità di incidere sullo spettatore.

C’è una frase attribuita a François Truffaut che torna utile: «Il cinema è la vita senza i momenti noiosi». Nel caso del cinema sociale, però, si potrebbe quasi rovesciare la formula: il cinema è la vita proprio quando decide di non saltare i momenti scomodi, quelli che normalmente restano fuori campo. Tulipani di Seta Nera ha trasformato la fragilità in racconto pubblico.

La manifestazione si è conclusa il 10 maggio con il Gran Galà del Sociale, condotto da Lorena Bianchetti, momento finale di una rassegna che ha intrecciato cinema, istituzioni, televisione e impegno civile. Per Italian Brothers, l’esperienza romana alla XIX edizione del Festival Internazionale della Cinematografia Sociale segna dunque un passaggio significativo: Jasper Godel e Simone Prestigiacomo hanno attraversato un festival che chiede al cinema non soltanto di intrattenere.

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