“IO MI RIFIUTO”. Tasi e Tari, per i Comitati Civici unica alternativa: non pagare

Comitati Civici e numerosi cittadini non sembrano avere più dubbi. “Non pagare i tributi è l’unica strada da intraprendere, è una protesta seria ed intelligente”. La notizia risale a qualche giorno fa e arriva a conclusione del dibattito, svoltosi il 22 Aprile. L ’incontro ha lasciato parecchie bocche amare. “L’amministrazione comunale – secondo quanto dichiarato dall’ Avv. Leonardo Canto consigliere del gruppo Comitati Civici della VI Circoscrizione e dal Presidente del Comitato Civico della Settima Circoscrizione Giovanni Moncada – ha snobbato con la propria ‘consapevole’ assenza, il ruolo della Circoscrizione”. E così niente dialogo, niente soluzioni e chiarimenti. Rimane il degrado urbano, la microcriminalità, l’abusivismo e, nonostante la collaborazione garantita dalle forze dell’ordine, persiste l’insufficiente funzionalità della polizia municipale in alcune aree del territorio di Palermo.

I problemi che tanto affliggono i cittadini non sono certamente svaniti, ma si sono mescolati alla delusione e alla rabbia. Alle critiche manifeste, la domanda si presenta lecita, “perché pagare un servizio, che non viene garantito?” Di qui si è passati ai fatti, alla scelta di fare un ricorso per il rimborso della Tasi e delle Tari 2014, due imposte che “pesano sulle spalle dei cittadini” e che sembrano “inadeguate”.

Decisione questa che a qualcuno potrebbe costare “cara”, ma che preannuncia l’inizio di una battaglia, “IO MI RIFIUTO”. Nasce l’iniziativa contro tasi e tari che vede in prima linea i Comitati Civici. Fiduciosi e Grintosi l’Avv. Leonardo Canto, l’Avv. Fabio Busellini, Giovanni Moncada Presidente del Comitato Civico della Settima Circoscrizione ed Anna Maria D’Amico, che, insieme a molti altri, hanno aderito.

Cerchiamo di svegliare le istituzioni. Il disegno è particolarmente articolato, delicato, analitico, ma non bisogna solo lamentarsi in maniera pleonastica. Dobbiamo raggiungere degli obiettivi concreti” – dice l’avv. Busellini. A rafforzare questa iniziativa il peso dell’illegittimità di queste imposte. “La Tari, infatti, – ci spiega Busellini – è illegittima perché la Legge di Stabilità 2014, la n. 147/2013, relativa alla parte istitutiva della IUC (Imposta Unica Comunale), comprendente al suo interno la TARI, è stata approvata in violazione dei principi contenuti nella Direttiva UE 91.156 e nella Direttiva UE 2008.98, in tema di gestione dei rifiuti all’interno dei Paesi aderenti all’Unione Economica e Monetaria”.

La Tari avrebbe dovuto ridurre la produzione di rifiuti da smaltire e i costi del servizio a carico dei Cittadini e delle Aziende produttive, presupponendo anche una necessaria “funzione sociale”. “Nulla di tutto ciò è stato fatto dai Comuni d’Italia, salvo qualche piccolissima deroga di pochi virtuosi Comuni, soprattutto quelli del Nord Italia”. A questi profili di “incostituzionalità” i componenti dei Comitati aggiungono la violazione dell’art. 53 della Costituzione, che attiene al principio di capacità contributiva, in base al quale i cittadini hanno il dovere di concorrere alle spese pubbliche in ottemperanza alle proprie risorse e l’incidenza sugli immobili già assoggettati all’IMU. “Tra l’altro, – precisano – le previste detrazioni dovrebbero essere inversamente proporzionali al reddito posseduto e legate ad altri indicatori economici (quali, ad esempio, l’ISEE, la presenza nel nucleo familiare di disabili o disoccupati, la contrazione di un mutuo in corso…)”.

Un tributo pagato, un servizio mancato” è la chiave per intraprendere questa strada. Un possibile esito negativo non sembra scoraggiare i promotori “l’unico rischio che si può correre, a livello economico, è la perdita delle spese del contributo unificato, ma, a parte questo, il fatto di avere solidarizzato tra noi cittadini è la cosa fondamentale.”

Partecipare all’iniziativa significa prima di tutto compilare l’apposita istanza di rimborso, ritirata dal patronato o scaricata da internet; questa va consegnata, con gli appositi allegati, i modelli F24 dell’acconto e del saldo 2014, nei rispettivi CAF entro il 30 Giugno. Dopo la presentazione dell’istanza di rimborso al protocollo dell’ufficio competente, scaduti i 90 giorni, sarà possibile impugnare il silenzio rigetto dell’amministrazione comunale presso la competente Commissione Tributaria Provinciale. Sarà possibile anche dissociare la domanda di rimborso: il cittadino, in base alle proprie disponibilità economiche o alla personale condivisione di questa iniziativa, potrà scegliere di impugnare, separatamente o insieme, Tari e Tasi.

Per la valutazione delle prove da parte del Giudice tributario – precisa l’avv. Busellini – allegheremo delle prove fotografiche atte a dimostrare effettivamente il servizio vergognoso e il degrado. Tengo, inoltre, a precisare che da parte di alcuni soggetti, si ipotizza di mandare gli atti alla procura della Repubblica per un’eventuale violazione di natura penale”.

IO MI RIFIUTO” è la “primaverile brezza di protesta” che arriva in città e che non sembra per adesso scomporre l’amministrazione comunale e il Sindaco “che ha tutti i poteri per intervenire, laddove ci sono delle deficienze negli uffici”. Rimuovere i dirigenti inadempienti è ciò che chiedono i comitati civici, “non vogliamo che in questa città l’illegittimità regni sovrana”.