Venerdì 13 marzo, alle 18.30, presso l’Ufficio dei Consulenti Finanziari di Banca Mediolanum in via Libertà 179/A a Palermo, si è inaugurata la mostra “Madè. Corse e Piloti”, alla presenza di un pubblico numeroso che ha gremito gli spazi espositivi per rendere omaggio a uno dei capitoli più significativi della carriera di Pippo Madè.
A inaugurare l’esposizione è stato l’On. Marco Intravaia, componente della Commissione Antimafia Regionale e presidente del Consiglio comunale di Monreale. Nel suo intervento ha sottolineato il legame personale che lo unisce alla famiglia Madè: «Una lunga amicizia personale mi lega alla famiglia Madè e in particolare a Rosario e Claudia, che da oltre venticinque anni risiedono a Monreale e, di conseguenza, al caro maestro Pippo Madè, presente con le sue opere a Monreale sin dai primi anni Sessanta. Sono felice di essere stato scelto per inaugurare questa mostra e nell’occasione annuncio una imminente esposizione a Monreale e il conferimento della Cittadinanza Onoraria, concordato con il Sindaco Arcidiacono, all’artista che a maggio taglierà il traguardo delle novanta primavere».
La presentazione è stata affidata allo scrittore e studioso Salvatore Requirez, tra i più autorevoli conoscitori della storia dell’automobilismo sportivo, che ha accompagnato il pubblico in un percorso arricchito dalla proiezione di immagini e documenti storici legati alle opere esposte. Il suo intervento ha ricostruito il rapporto profondo tra arte e corse automobilistiche nella produzione di Madè, partendo da una constatazione: il maestro è un interprete di un immaginario collettivo.
Requirez ha ricordato come la passione di Madè per il motorismo nasca in un contesto familiare e storico preciso, in un’Italia che, uscita dalla guerra, nel giro di pochi anni dominava le competizioni internazionali con Alfa Romeo, Maserati, Lancia e Ferrari. Ha evocato la dimensione quasi epica di quelle stagioni, quando i campioni diventavano simboli e la folla si alzava alle quattro del mattino per assistere, anche solo per pochi secondi, al passaggio delle vetture lungo le strade del Giro di Sicilia e della Targa Florio. «Può esserci un’espressione di passione maggiore di questa?» ha osservato, sottolineando come quell’energia popolare sia parte integrante dell’iconografia di Madè.
Non a caso, ha spiegato, nelle opere del maestro raramente mancano gli spettatori. Il pubblico è protagonista emotivo. Le sue tele restituiscono la tensione dei duelli, la sperimentazione tecnica, la potenza dei motori e, insieme, l’attesa collettiva. Requirez ha ricordato le amicizie della famiglia Madè con grandi campioni dell’automobilismo, da Ayrton Senna a Clay Regazzoni, fino ad Antonio Pucci e all’indimenticabile amico Nino Vaccarella, evidenziando come il legame con i piloti non sia mai stato solo professionale ma umano. Ricordando anche Francesco Faraco, padre della moglie, morto in gara nel tragico incidente del Giro automobilistico di Sicilia del 1951. Ha richiamato episodi simbolici, come l’omaggio a Ignazio Florio, la memoria delle Mercedes Grand Prix anteguerra, la Delage del 1922, le Porsche 906 Carrera, la sperimentazione tecnica delle Alfa Romeo e le imprese di Alberto Ascari e Michele Alboreto, tracciando un filo continuo tra l’evoluzione meccanica e l’elaborazione pittorica.
Secondo Requirez, “guidare un’auto al massimo livello sportivo è una forma d’arte, e Madè ne coglie l’essenza traducendo in pittura il gesto tecnico e la tensione agonistica. Le sue opere non si limitano alla cronaca: sono sintesi simboliche, capaci di riattivare memorie, emozioni e identità. È questa – ha concluso – la forza dell’iconografia sportiva quando diventa patrimonio culturale”.
La mostra segna l’avvio ufficiale di una serie di iniziative che accompagneranno l’artista verso il traguardo dei novant’anni, che compirà nel maggio 2026, con un programma pensato per restituire al mondo dell’arte una rilettura organica e consapevole della sua lunga produzione. Il progetto espositivo ripercorre uno dei capitoli fondativi del percorso di Madè. Nel 1968, su impulso dell’allora presidente dell’ACI Palermo Mario Sansone, l’artista fu incaricato di realizzare opere ispirate alla Targa Florio, simbolo della Sicilia nel mondo. La prima mostra, nel 1969 ai Saloni C.R.I.S.P.A. di Palermo, ottenne un ampio consenso istituzionale e mediatico, con l’inaugurazione affidata a Nino Vaccarella, pilota ufficiale Ferrari. Nel 1971 le opere entrarono nel programma ufficiale FIA della 55ª Targa Florio, valida per il Campionato Mondiale Marche, allestite a Cefalù alla presenza di piloti e dirigenti delle principali case automobilistiche europee. Nel 1973, in occasione dell’ultima edizione valida per il Mondiale Marche, Madè illustrò il volume celebrativo “Arrivederci Targa”, oggi oggetto di collezione.
Le venti opere esposte non si concentrano esclusivamente sulla Targa Florio, ma affrontano più ampiamente il tema delle corse automobilistiche come esperienza umana e simbolica. Realizzate con tecnica mista su carta in fibra di cotone con interventi in oro e argento a missione, restituiscono un linguaggio maturo, in cui il dinamismo sportivo si traduce in racconto visivo. Piloti, pubblico, paesaggi e tensione agonistica diventano elementi di una narrazione che supera l’evento sportivo per trasformarsi in riflessione sulla memoria, sull’identità e sul valore sociale dello sport. Particolare rilievo assume un dipinto inedito dedicato alle edizioni 1937–1940 della Targa Florio disputate nel Parco della Favorita sotto la denominazione “Coppa Principe di Napoli – Targa Florio Circuito di Palermo”, episodio storico poco noto che è stato approfondito nel corso della presentazione.
La mostra è curata dall’Associazione Culturale Festina Lente, di Rosario Lo Cicero Madè e Claudia Scavone, ed è stata promossa da Vincenzo Salvatore D’Ippolito, responsabile dell’Agenzia dei Consulenti Finanziari di Banca Mediolanum di via Libertà, insieme a Loredana Sammarco, Maurizio Curiale e Walter La Marca.
Tra i presenti all’evento il pilota Natale Mannino, pluricampione italiano di rally e velocità in salita, lo scrittore Giuseppe Giaconia di Migaido, presidente del Circolo Vincenzo Florio, lo scrittore Francesco Teriaca, gli artisti Salvatore e Giada Caputo, l’attore e cabarettista Totò Borgese, gli operatori del Servizio Produzioni Multimediali dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – impegnati nella realizzazione di un documentario dedicato a Madè – e il presidente dell’ACI Palermo Angelo Pizzuto.
La mostra sarà visitabile dal 13 marzo al 20 settembre 2026 presso la sede dell’Ufficio dei Consulenti Finanziari di Banca Mediolanum in via Libertà 179/A a Palermo, dal lunedì al venerdì su appuntamento al numero 339 8164383.


