In giro per la Sicilia: la Cala della Malavia, approdo di pirati e contrabbandieri | Video

La Cala della Malavia
La Cala della Malavia

La costa Est di Mazara del Vallo, in direzione di Torretta Granitola, è spesso alta, rocciosa e frastagliata, in alcuni punti è del tutto inaccessibile sia dal mare che da terra, in altri invece offre insperati e segreti approdi. Uno di questi, utilizzato da contrabbandieri e da pirati, è “la cala della Malavia”, una piccola caletta sicura, invisibile da terra, dove però sboccava una ricca sorgente di preziosa acqua dolce.

La cala della Malavia è un approdo segreto per naviganti ed un rifugio per i mandriani, un vecchio detto del posto così recita “Alla Malavia non ci vai né solo né in compagnia”. Infatti dal ‘400 all’800 era una zona frequentata sia dai pirati che dai contrabbandieri.

La zona rappresentava quindi un duplice approdo: uno per i naviganti per fare cambusa e rifornimento d’acqua, ed uno per i mandriani che utilizzavano la fonte proprio per alimentare un grande abbeveratoio e le loro mandrie. L’abbeveratoio, a sua volta, era alimentato dal pozzo e di facile accesso dalla strada sovrastante. Tutt’ora sono visibili sia i resti dell’abbeveratoio che della strada di accesso.

L’antico pozzo, invece, è stato segnalato da diversi studiosi come Tiburzio Spannocchi e Camillo Camilliani, e dai vari ingegneri militari che hanno studiato e realizzato le opere militari a difesa della costa siciliana fra il 1500 ed il 1600.

Questa piccola depressione, ben riparata dai venti, crea anche una nicchia ecologica di interesse naturalistico: troviamo infatti la palma nana, il lentisco, e altri vegetali di grande interesse.

Ovviamente i marosi portano sulla spiaggia della caletta di tutto e di più, dal legname ai rifiuti, alle posidonie ma, ciò nonostante, in special modo nel periodo estivo, questa perla della costa, è sempre stata considerata un approdo sicuro ed un’ottima base per tutte le attività subacquee.

Per qualche anno, nel solo periodo estivo, era stata installata una piattaforma ed un piccolo ristoro per offrire una modesta assistenza ai numerosi turisti che la visitavano, ma poi questa iniziativa è stata abbandonata.

Ormai  tutta l’area è sempre più selvaggia, ma la bellezza prorompente del mare e dei marosi resta inalterata.

Ecco il VIDEO che racconta la zona: