mercoledì, 22 Settembre 2021
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Il vuoto più assoluto

Sprofondare nell'apatia ma sperare che presto passi

Sprofondato sul mio divano preferito, annoiato dal vedere la televisione, i telegiornali che danno sempre le stesse notizie, la malattia del 2020 che imperversa, e allora cosa vedere? Qualche film? Già per oggi ne ho visto distrattamente due, uno di questi era un film a cartoni animati, manco ne ricordo il titolo. Vedi come mi sono ridotto? E allora cosa fare per ingannare il tempo?

Dalla mia libreria ho preso un libro con l’intenzione di leggerlo. L’ho aperto, sfogliato e posato sul tavolino. E’ ancora lì, in bella mostra, che aspetta di essere letto, ma può aspettare. Non mi va proprio, mi rifiuto.

A questo punto rivolgo la mia attenzione ad altro e in particolare girando lo sguardo guardo fuori attraverso la finestra. Cosa vedo?

Vedo la porta finestra e prima ancora la bianca tenda, una porzione di sedia a sdraio e un ombrellone, che fino a qualche ora prima stavano sul balcone.

Poi vedo un po’ più lontano una porzione della ringhiera del balcone e la parte alta di alcune piante che fanno capolino. Ancora più lontano, intravedo le fronde del ficus che attualmente perde le foglie e che cadendo a terra, in questo silenzio irreale, fanno uno strano rumore quasi come fosse il calpestio di qualche raro passante. Infatti qualche ora prima quando ero seduto in balcone, sentendo questo suono mi giravo per vedere chi passava, ma non c’era nessuno erano solo il fremito delle foglie cadenti che mi traeva in inganno. 

Leggermente più lontano del ficus intravedo le fronde del pino marino che ondeggiano leggermente, sicuramente si sarà levata quella leggera brezza primaverile tipica di questo periodo.

Più in basso del pino, vedo una parte del patio della villetta dei dirimpettai, una vecchia poltroncina di vimini e un tavolino, lasciati lì e ormai consumati dal tempo e dalle intemperie. Peccato, sarebbe bastato metterli al riparo prima dell’inizio della stagione invernale per preservarli.

Sullo sfondo intravedo una parte di un tetto di una dependance e una canna fumaria, e più in là ancora, molto sfumata, una porzione di veranda ed una porzione di terrazzo. 

Fatto questo, annoiato cerco di assopirmi, nell’attesa che si faccia buio e venga l’ora della cena, ma non ci riesco e allora comincio a pensare, “cosa ci dirà stasera il Premier sulle nuove misure che verranno adottate da domani?  Cosa conterrà il nuovo ennesimo Decreto? Ci sarà il libera tutti, come da più parti auspicato? Non credo, sarebbe da folli allentare le misure di sicurezza fin qui adottate. Questa mia previsione, la sera dopo il discorso del Premier si è rivelata giusta”.

Quanto esposto sopra dalle mie parti si chiama “malu chiffari”, ovvero per i non siculi non avendo nulla da fare ci si lascia sopraffare dall’apatia. Questo la dice lunga sul mio stato attuale generato da questo lungo isolamento che chissà quando finirà. Sono sicuro e consapevole che queste limitazioni sono per il nostro e per l’altrui bene. Per quanto riguarda il mio stato sono certo di non essere solo ma in buona compagnia.

Quello che ho descritto è un momento di vita vissuta naif ieri nel tardo pomeriggio, nell’ultima domenica del mese di aprile 2020.

Verranno tempi migliori, non può sempre durare così. Dobbiamo avere fede e speranza che tutto si risolverà per il meglio e torneremo, non come prima ma speriamo più maturi e consapevoli, ad affrontare al meglio il futuro che ancora ci aspetta.

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