lunedì, 27 Settembre 2021
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Il Villino Messina Verderame, gioiello del Liberty palermitano, tornerà presto al suo splendore

Un milione e 200 mila euro per la riqualificazione del Villino Liberty che diverrà un bene della Regione. Beatrice Feo Filangeri, che ha condotto in questi anni una dura battaglia per ridare luce all'immobile che fu della sua famiglia, spera che presto divenga un bene fruibile a tutti

Ce l’abbiamo fatta“, con questa frase, quando in Aula, alla Regione Siciliana, si discusse sulla Finanziaria di qualche anno fa, l’assessore all’Economia e Vice presidente della Regione, Gaetano Armao, ha annunciato a Beatrice Feo Filangeri, che da anni porta avanti una dura battaglia per non far cadere nell’oblio il Villino Messina Verderame appartenuto alla sua famiglia, che la Regione avrebbe acquisito il bene. Ed ora arrivano anche i fondi: un milione e duecentomila euro per la sua riqualificazione.

“Nella notte in cui fu votata la Finanziaria – racconta al GCPress Beatrice Feo Filangeri – ricordo che mi arrivò un messaggio dal Vice presidente della Regione Armao che mi annunciava che il villino, era stato inserito in Finanziaria, è quindi si preparava a diventare un bene della Regione. La bella notizia, di qualche giorno fa, riguarda appunto i fondi, ovvero che sono stati stanziati 1 milione e 200 mila euro per avviare il suo restauro con progetti, già pronti, in concerto con la Soprintendenza dei Beni Culturali”.

Un pò di storia sul Villino Messina Verderame

La storia di questo gioiello del Liberty palermitano, che ben si scorge dalla via Notarbartolo, ce la racconta proprio Beatrice Feo Filangeri che, a sua volta, ci riporta le parole del padre, l’avvocato Franz Feo, rievocando la vita all’interno di questa prestigiosa casa, e degli anni ’50 nella via Notarbartolo a Palermo, allora attorniata da tantissimi villini in stile Liberty, commissionati ai più importanti architetti del tempo, e dove si era trasferita gran parte dell’alta borghesia cittadina. Franz Feo era figlio di un Ammiraglio della Marina Militare e la sua famiglia era anche nel settore industriale, nel campo del cotone e del ferro. Fu verso la fine degli anni ’40, quando Franz Feo si trasferì coi genitori al Villino Messina Verderame, che era già esistente, e la proprietà era condivisa tra loro, al piano di sopra, e gli antiquari La Villa, al piano di sotto.

“Nelle notti – prosegue la Filangeri – mio padre sentiva suonare il pianoforte, e a suonarlo era il marito di una donna anziana dalle trecce d’argento e con cui poi strinse una bella amicizia. La via Notarbartolo era così, elegante e bella, piena di fiori e dal profumo di rose e gelsomini, e tutti coloro che la vissero in quel periodo, la ricordano proprio così”.

L’avvocato Feo, poi si sposò, e abitò al Villino fino al ’65, lasciando così la casa con cui viveva coi genitori. Il legame che però ebbe con questo luogo fu molto speciale, e durante il triste periodo del ”sacco di Palermo” i vari proprietari dei villini Liberty si erano fortemente opposti a quanto stava accadendo, e così fecero i familiari di Beatrice Feo Filangeri per quanto concerne la vendita del villino, o meglio l’eventuale ”svendita” che avrebbe portato all’abbattimento. “Papà – aggiunge Beatrice – da affezionato residente di via Notarbartolo, era infatti un notarbartolino, sostantivo con cui negli anni ’50 e ’60 si chiamavano i residenti della zona, e prima di morire, nel 2012, mi fece promettere di proseguire io con la battaglia per salvare il Villino”.

Successivamente, dagli anni ’60 ai giorni nostri, Villino Messina Verderame ha subito alcuni cambiamenti, in un primo momento fu sede di una caserma dei Carabinieri fino agli anni ’80 circa, dopo la CRIAS (Cassa Regionale per il Credito alle Imprese Artigiane Siciliane) di Catania, acquistò l’immobile per uso uffici, ma non riuscì a portare a termine tale operazione, anche dopo aver fatto modifiche e alzato muri all’interno. Verso gli anni ’90, il Villino fu nuovamente chiuso, e le finestre addirittura furono murate, dopo di che, fu messo all’asta fallimentare, e rimase ancora chiuso per molto tempo, cadendo purtroppo nell’oblio e cedendo al degrado.

Ed è stato a partire dagli anni ’90 che Beatrice Feo Filangeri si è mossa per salvare il Villino, intanto indagando sulla proprietà, ed è in questo momento che lei viene a conoscenza della CRIAS, si reca quindi a Catania dove propone un acquisto o la donazione di un archivio storico affinché il Villino fosse riqualificato e aperto al pubblico. La CRIAS si mostrò disponibile a conoscerne le volontà d’uso, in quanto il bene era andato tante volte all’asta, ma mai acquistato.

La Filangeri nel frattempo, tristemente, constatò che erano tantissimi gli enti che non conoscevano neanche l’esistenza di questo immobile, da qui, la sua idea di pubblicizzarlo il più possibile evitando che rimanesse dimenticato e abbandonato. Così decide di avviare una petizione insieme ad un’intensa campagna conoscitiva lanciata su tutti i social, coinvolgendo anche, ad un certo punto, il deputato Vittorio Sgarbi che si recò proprio sul luogo e girò un video con un esplicito appello per salvare il Villino, video che in pochissimi giorni ottenne migliaia di visualizzazioni, gratificando così il suo viaggio che lo portò a Palermo proprio per questo motivo.

Successivamente, la Filangeri conobbe l’architetto Luigi Benfratello, nipote dell’architetto Salvatore Benfratello che nel 1915 costruì Villino Messina Verderame, e con lui nacque una bella sinergia. Benfratello firmò anch’esso la petizione, ampliando la visibilità della vicenda e la volontà di salvare il bene. Da quel momento, crebbe l’interesse della gente verso questo edificio ora non più sconosciuto. Ma purtroppo, ancora, non si muoveva nulla di concreto, così la Filangeri iniziò a coinvolgere tutte le istituzioni politiche della città, dal Sindaco al Vicesindaco, approdando anche alla Regione, qui, l’onorevole Alessandro Aricò sposò subito la causa, e poco dopo si è unito l’Assessore Gaetano Armao. L’acquisizione del Villino sembrava vicina, infatti, la volontà della Filangeri era proprio questa: che tutte le forze politiche regionali si unissero al suo desiderio, affinché la Regione potesse acquisire dalla CRIAS l’immobile, che sarebbe divenuto bene regionale.

“Tra l’altro – aggiunge la Filangeri – l’onorevole Armao, che è stato anch’esso abitante della zona e conosceva il Villino, si è unito con gioia a questo intento, e con lui ed Aricò hanno sposato la causa anche altri esponenti politici, decidendo di fare qualcosa per salvare questo bene liberty”.

E se oggi questa deliziosa palazzina è tornata alla luce, pronta alla sua riqualificazione, lo si deve alla caparbietà di Beatrice Feo Filangeri che è riuscita ad accendere un riflettore per salvare il Villino dal degrado.

“Siamo arrivati al traguardo – conclude Beatrice Feo Filangeri – in tutto questo, oggi Villino Messina Verderame lo troviamo su Google Maps, e oggi tutti parlano di questo edificio, che presto sarà aperto e fruibile al pubblico, e quindi noi attendiamo l’avvio del cantiere e seguiremo questo restauro con grande gioia perché resta il simbolo di diverse battaglie vinte: la prima contro il ‘sacco di Palermo’, e la seconda contro l’oblio e il degrado che, purtroppo, hanno segnato il destino di molti monumenti cittadini. Grazie a tutti coloro che mi hanno ascoltata, e spero vivamente di poter essere presente il giorno in cui si taglierà il nastro che ci consentirà di entrare in questa nuova realtà spero fruibile a tutti, così come avrebbe voluto mio padre e gli antiquari che abitarono anch’essi il Villino”.

Sull’argomento leggi anche qui:

https://www.giornalecittadinopress.it/nuove-speranze-per-villino-messina-verderame-la-regione-sicilia-pronta-ad-acquisirlo/

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