Il BolaWrap è un nuovo strumento pensato per le Forze dell’ordine, studiato per bloccare un soggetto senza arrecare danni gravi. Ha la forma che ricorda un telecomando, anche nelle dimensioni (15x8x4 cm circa). Il dispositivo utilizza un cavo in kevlar che, lanciato a forte velocità, si avvolge attorno alle gambe o al busto del soggetto, bloccandone i movimenti. Il sistema, alimentato da cartucce a salve, è efficace a una distanza compresa tra i tre e gli otto metri e viaggia a oltre 150 metri al secondo, rendendo quasi impossibile schivarlo
Il BolaWrap, normalmente di colore giallo agisce su tre fattori distinti per disorientare e immobilizzare un sospetto. Innanzitutto l’effetto psicologico: l’arma richiama per forma e segni d’uso il Taser.
A questo si aggiunge l’effetto uditivo, prodotto dall’esplosione della carica che innesca l’eiezione del cavo e contribuisce a sbalordire il soggetto, ed infine l’effetto fisico: il cavo in kevlar avvolge la persona e viene bloccato da due piccoli uncini che si ancorano agli indumenti, il secondo dei quali si chiude dopo una rapida rotazione attorno al corpo — da qui il richiamo al nome, ispirato alle bolas dei mandriani argentini.
Il produttore assicura che gli uncini non sono lesivi; osservando il dispositivo, tuttavia, risulta difficile immaginare un livello di penetrazione paragonabile a quello dei dardi di un Taser, che penetrano nella cute per quasi un centimetro.
Il dispositivo integra un mirino laser verde e due LED per consentire un utilizzo preciso anche in condizioni di scarsa visibilità. L’impiego, tuttavia, richiede un addestramento specifico per evitare usi impropri e garantire che venga applicato solo nelle circostanze previste.
L’idea nasce per gestire situazioni delicate: persone in stato di agitazione, sotto l’effetto di sostanze o con problemi psichici, che non rappresentano una minaccia armata ma non collaborano con gli agenti. In questi casi, l’alternativa finora più diffusa era il Taser, la pistola a impulsi elettrici. Quest’ultima, però, è stata spesso al centro di polemiche per i rischi legati alla sua presunta letalità. Il BolaWrap viene presentato come risposta a queste critiche, perché immobilizza senza scariche elettriche.
Resta comunque il fatto che non si tratta di un oggetto neutro: il contatto con il kevlar o il momento dell’arresto possono essere traumatici per chi lo subisce. Non è uno strumento da gioco, e l’uso comporta una esperienza spiacevole per la persona immobilizzata, sebbene possa essere ritenuto necessario in certi contesti di intervento.
C’è da precisare che il BolaWrap, non risulta efficace contro soggetti armati per i quali è necessario un altro tipo di risposta. Anche le condizioni ambientali possono comprometterne l’efficacia come ad esempio il vento che può deviare la traiettoria delle corde oppure la presenza fisica di ostacoli come vegetazione o arredi urbani che potrebbero interferire sull’efficacia.
Il BolaWrap è stato inventato da Elwood “Woody” Norris, ingegnere statunitense, e brevettato nel 2018 dalla Wrap Technologies. Negli Stati Uniti è già utilizzato da oltre 900 agenzie di polizia, mentre nel mondo ha raggiunto una diffusione in più di 60 paesi. In Italia alcune città, come Genova, Parma e Pavia, hanno avviato sperimentazioni con le rispettive polizie locali. Anche in Australia e in altri contesti internazionali il dispositivo è stato presentato per valutazioni e possibili adozioni.
Restano le critiche di chi teme un impiego eccessivo o sproporzionato, soprattutto nei confronti di persone vulnerabili. Ma l’arrivo del BolaWrap introduce un’opzione in più nel delicato equilibrio tra sicurezza pubblica e rispetto dell’incolumità dei cittadini.
Da parte nostra, riteniamo che la dotazione alle Forze dell’ordine di questo nuovo dispositivo, ribadiamo non letale, sia un giusto compromesso tra la sicurezza del personale di polizia e l’integrità fisica del soggetto su cui viene utilizzato e proprio per questo suggeriamo al Comune di Palermo, di dotare i propri agenti di BolaWrap.
Per quanto riguarda le polemiche, come al solito, ci saranno sempre e continueranno ad esserci soprattutto da parte di chi ritiene che il mondo sarebbe migliore senza le Forze dell’ordine. Noi non lo pensiamo assolutamente, anzi ringraziamo tutte le polizie per il lavoro, a volte anche molto pericoloso, che giornalmente svolgono per la nostra sicurezza.
A chi critica la Polizia, sempre e comunque, vorrei rivolgere una domanda semplice: se un giorno tu o un tuo familiare foste in pericolo e aveste bisogno di aiuto, a chi ti rivolgeresti?







