Il palermitano Sergio Mattarella 12° Presidente della Repubblica Italiana

Con 665 voti, al quarto scrutinio, il nostro concittadino, Prof. Sergio Mattarella, è stato eletto 12° Presidente della Repubblica Italiana.
Non penso proprio che , tranne Renzi che ha portato al traguardo un capolavoro politico, qualcuno, giorni prima, avrebbe puntanto sul suo nome per il Quirinale. Molti avrebbero sicuramente scommesso su qualcuno più noto ai media e ai salotti televisivi. Sergio Mattarella, persona “mite”, come lo hanno anche descritto i non colleghi e compagni di partito, ma con la schiena “dritta”, uomo rispettoso dei principi cardini della Costituzione, non ha per niente rischiato di essere “bruciato” nel toto nomine che accompagnano questo tipo di elezioni. Alla fine anche coloro che votavano altri nomi (ma solo per motivi di individualismo partitico), lo hanno votato, perché sul Giudice della Consulta non c’era e non c’è nulla da eccepire e può veramente rappresentare gli italiani e può fare il Capo dello Stato di tutti.
Come già si sa, Sergio Mattarella è un docente universitario che si è dato alla politica dopo l’uccisione del fratello Piersanti e ha portato sempre avanti, con “compostezza signorile” tutti i ruoli e gli incarichi da lui ricoperti. Signorilità e fermezza, sono alcuni degli aggettivi che anche gli avversari politici gli riconoscono. E questi, assieme alla “fama”, da noi condivisa, di grande persona perbene e che la stragrande maggioranza di persone ha del Giudice Costituzionale Sergio Mattarella, ha fatto si che anche i grandi elettori lo eleggessero Presidente della Repubblica Italiana.
Da parte di Giornale Cittadino Press, Le auguriamo, carissimo Presidente Sergio Mattarella, i migliori auguri, certi che passerà alla storia non solo per essere stato il primo Presidente della Repubblica palermitano, ma anche per ciò che trasmetterà alla politica.
Chi è il nuovo Presidente della Repubblica: Palermitano, nato il 23 Luglio del 1941 il giudice della Corte costituzionale Sergio Mattarella. Avvocato e professore universitario, Mattarella appartiene ad una famiglia di solida tradizione democristiana: il padre, Bernardo, è stato più volte ministro nella Prima Repubblica; suo fratello,il compianto Piersanti, presidente della Regione Sicilia, fu ucciso dalla mafia nel 1980.
Contro la legge Mammì si dimise da Ministro.
Nel suo curriculum politico anche delle dimissioni “pesanti”: nel 1990, ministro della Pubblica istruzione nel IV governo Andreotti, lasciò l’incarico (con altri colleghi di corrente) in polemica con il via libera alla legge Mammì, la disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e privato che ha confermato il ruolo predominante di Berlusconi nell’assetto del sistema televisivo italiano.
Il ruolo centrale in Dc, Popolari, Ulivo e Pd
Di primo piano anche il suo ruolo nella Dc, culminato nell’elezione a vicesegretario del partito (1990-1992) e la direzione del “Popolo”, organo del partito. Mattarella, esponente di primo piano della cosiddetta sinistra democristiana, figura tra i fondatori dell’Ulivo di Romano Prodi e, prima ancora, del Partito popolare. Poi l’approdo al Partito democratico.
La legge elettorale che porta il suo nome, Il Mattarellum.
Continuamente citata anche nel corso dell’attuale stagione di riforme è la legge elettorale in senso maggioritario di cui fu relatore e che porta il suo nome. Il “sistema Mattarella” (poi comunemente chiamato Mattarellum) è molto semplice: il 75 per cento dei seggi parlamentari assegnati con il sistema maggioritario, il 25 con il proporzionale. Il massimo della governabilità possibile con il massimo della garanzia di rappresentanza di tutte le forze politiche in Parlamento.
Gli incarichi di governo: vicepremier e ministro
Tra i molti incarichi di governo assunti nei suoi 25 anni di carriera politica (eletto la prima volta alla Camera dei Deputati, dove siederà ininterrottamente fino al 2008, nel 1983) anche la vicepresidenza del Consiglio (con Massimo D’Alema Presidente) e la guida del ministero della Difesa. E’ grazie a luiche si ha l’abolizione della leva obbligatoria che ha aperto la strada al nuovo servizio civile. Può vantare anche la cura dei Rapporti con il Parlamento nel governo Goria (1987) e De Mita (1988). Da registrare anche la presenza di Mattarella nelle due commissioni bicamerali per le riforme costituzionali del 1992 (con la presidenza De Mita-Iotti) e nel 1996 (presidenza D’Alema).
La rinuncia alla politica attiva e la nomina alla Consulta
Nell’aprile del 2008 Mattarella lascia la vita politica attiva. Il 5 ottobre 2011, il Parlamento, riunito in seduta comune, lo elegge giudice della Corte Costituzionale.

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