Homeletterarea''Il contagio'', il libro di Massimiliano Iervolino

”Il contagio”, il libro di Massimiliano Iervolino

Un ragazzo muore nel bagno di un cinema a Palermo, nel 1979. Ha vent’anni, forse meno. Vicino a lui una siringa. Non è lui il protagonista di questa storia, ma è da lui che bisogna partire, perché in quel corpo abbandonato si legge il segno di una trasformazione più grande, quella di Cosa Nostra:comincia così Il contagio di Massimiliano Iervolino, in uscita il 27 febbraio 2026 con Marlin.

Con uno sguardo rigoroso e una narrazione coinvolgente, il libro racconta come l’eroina abbia alterato profondamente la struttura, i rapporti e la cultura interna della mafia siciliana dalla metà degli anni Cinquanta fino alle stragi più drammatiche degli anni Novanta. Attraverso una lente storica e documentata, esplora il ruolo del traffico internazionale di droga come fattore determinante nel passaggio da un’organizzazione rurale tradizionale a un network criminale moderno e spietato. Se non comprendiamo come, quando e perché l’eroina ha cambiato la mafia – spiega Iervolino – continueremo a raccontare il sangue senza capirne davvero la radice.

Come ha fatto la mafia a diventare così potente? Il contagio ripercorre i momenti e i personaggi chiave di questa metamorfosi: dall’incontro all’Hotel delle Palme nel 1957 e dal ruolo di Lucky Luciano nei traffici internazionali, fino all’affermazione dei “viddani” – come Riina, Provenzano e Bagarella – protagonisti della seconda guerra di mafia e artefici della crisi mortale che culmina nelle bombe di Capaci e di via D’Amelio.

Non una semplice cronaca di eventi criminali, ma un’analisi e un’indagine profonda– fondata su documenti, sentenze, relazioni parlamentari, rapporti internazionali e cronache d’epoca – delle cause strutturali di una mutazione storica, il libro offre ai lettori una chiave interpretativa fondamentale per comprendere non solo le dinamiche interne di Cosa Nostra, ma anche le connessioni tra criminalità organizzata, economia globale e Stato.

Commenta l’autore, guardando all’attualità: «La morte di El Mencho, leader del Cartello Jalisco Nueva Generacion, e la guerriglia esplosa contro lo Stato messicano mostrano una verità brutale: la droga è l’affare più lucroso di tutti i tempi, capace di finanziare eserciti, controllare territori e sfidare apertamente un governo. È la stessa trasformazione che racconto nel libro».

E ancora: «Per trent’anni abbiamo raccontato le stragi cercando piste oscure, mandanti esterni, trame nere e dossier segretiMa abbiamo trascurato la domanda più semplice: da dove venivano i soldi? Questo libro parte da lì. Dall’eroina. Nessuno ha mai ricostruito fino in fondo come la droga abbia trasformato la mafia da fenomeno rurale, locale, a potenza economica transnazionale. L’eroina non è stata solo un traffico: è stata una mutazione genetica. Ha moltiplicato i capitali, ha cambiato le gerarchie, ha industrializzato l’organizzazione, ha reso possibile una violenza senza precedenti. Senza quei miliardi, i corleonesi sarebbero rimasti viddani armati di lupara. Con quei miliardi sono diventati imprenditori della morte. Le stragi, gli omicidi eccellenti, le collusioni, il salto di qualità militare e politico: tutto nasce da lì».

DESCRIZIONE LIBRO

Questo libro racconta come l’eroina abbia trasformato per sempre la mafia siciliana, spingendola verso una mutazione profonda, sistemica e spietata. Dalla metà degli anni Cinquanta, Cosa Nostra avvia un lungo processo di trasformazione, legato a una nuova fonte di potere e di ricchezza senza precedenti: il traffico internazionale di droga. L’eroina diventa progressivamente la chiave di volta di un’evoluzione criminale che cambia tutto: le alleanze, le regole interne, le gerarchie, persino il modo in cui la mafia percepisce se stessa e il proprio rapporto con lo Stato. A imporsi, nei primi anni Ottanta, come esito di questo processo, sono i “viddani”, i corleonesi cresciuti nella fame e nella violenza. Riina, Provenzano, Bagarella: uomini che portano al vertice una cultura della sopraffazione senza mediazioni. Con loro finisce la diplomazia mafiosa e comincia la dittatura del sangue. È il tempo della seconda guerra di mafia e della strategia dell’annientamento. Nemmeno il Maxiprocesso di Palermo, con le sue condanne storiche, riesce a fermare l’ondata di violenza. La risposta di Cosa Nostra è stragista, brutale, totalitaria: le bombe di Capaci e via D’Amelio ne sono l’esito più drammatico. Ma questa non è solo una cronaca di sangue. Il contagio è soprattutto un’indagine narrativa e documentata sulle cause profonde di quella trasformazione. Un viaggio lungo più di trent’anni, che parte dalla mafia contadina del dopoguerra e arriva alla stagione delle stragi, passando per l’incontro all’Hotel delle Palme nel 1957, il ruolo di Lucky Luciano, le raffinerie clandestine di Palermo, i rapporti con la mafia americana e la rete globale del narcotraffico. Questa metamorfosi resta la chiave per capire il presente.

L’AUTORE MASSIMILIANO IERVOLINO

Consulente specializzato in affari istituzionali, con esperienza nelle politiche relative agli ecoreati, energetiche e nella gestione dei rifiuti. Laureato in Chimica Industriale, ha maturato competenze legislative e istituzionali in oltre vent’anni di attività professionale e politica. Dal 2019 al 2024 è stato Segretario di Radicali Italiani. In precedenza ha lavorato come consulente della Commissione parlamentare “ecomafie”, contribuendo a diverse relazioni ufficiali su Sicilia, Campania e Roma Capitale. Tra i libri pubblicati: Con le mani nella monnezza. I disastri della partitocrazia. Il caso Malagrotta: l’ottavo colle di Roma (2011), Roma. La guerra dei rifiuti (2013), Il rifiuto del sud. Storie di criminalità politica e controllo del consenso (2013), Default Lazio. La bancarotta economica e morale di una Regione (2014).

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