HomeculturaIl Conservatorio Bellini di Catania al Sicilia Jazz Festival: sette appuntamenti tra...

Il Conservatorio Bellini di Catania al Sicilia Jazz Festival: sette appuntamenti tra Spasimo e Santa Cecilia

Dal 27 giugno al 5 luglio, docenti e studenti della scuola jazz del Conservatorio catanese saranno protagonisti a Palermo con laboratori, ensemble vocali, trio e quartetti

PALERMO – Il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania sarà tra i protagonisti del Sicilia Jazz Festival con una serie di appuntamenti in programma a Palermo tra il Ridotto dello Spasimo e il Real Teatro Santa Cecilia. Dal 27 giugno al 5 luglio, la scuola jazz del Conservatorio catanese presenterà sette progetti che coinvolgono docenti e studenti, offrendo una panoramica concreta del lavoro svolto nei corsi di strumento, musica d’insieme, arrangiamento e pratica dell’improvvisazione.

La presenza del Bellini nel cartellone del festival mette in evidenza diversi livelli del percorso formativo: dai laboratori guidati dai docenti agli ensemble studenteschi, dai gruppi vocali alle formazioni strumentali più essenziali. Ne emerge un quadro articolato della didattica jazzistica catanese, basata sul rapporto diretto tra studio, scrittura, ascolto e attività concertistica.

Il primo appuntamento è in programma sabato 27 giugno, alle ore 18.30, al Ridotto dello Spasimo, con JazzCraft Lab, laboratorio di musica d’insieme e arrangiamento applicato ideato e coordinato dal chitarrista e compositore Paolo Sorge. Il progetto nasce nel 2024 come attività formativa permanente della scuola di jazz del Conservatorio di Catania e lavora sull’idea di artigianato musicale: arrangiare, orchestrare, provare, correggere e portare il materiale alla dimensione del concerto.

JazzCraft Lab consente agli studenti di verificare nella pratica arrangiamenti e trascrizioni di brani del repertorio storico del jazz, insieme a composizioni originali e inedite sviluppate nell’ambito dei corsi di arrangiamento e composizione. Le attività principali riguardano la concertazione degli arrangiamenti, la verifica dell’orchestrazione, la revisione collettiva delle partiture e la costruzione progressiva di un repertorio.

Sul palco, accanto a Paolo Sorge alla chitarra e alla direzione musicale, ci sarà Dino Rubino al flicorno. Con loro sei studenti: Angelo Distefano al sax contralto e soprano, Giorgio Romeo al sax contralto e soprano, Antonino De Pasquale al sax tenore, Marcia Toledo al sax tenore, Ephiel Carbone al contrabbasso e Pasquale “Ninni” Simonelli alla batteria e percussioni. L’organico, con sezione ritmica e più strumenti a fiato, permette un lavoro preciso sugli impasti, sulle parti scritte e sugli spazi improvvisativi.

Sempre il 27 giugno, alle ore 20.30, il Real Teatro Santa Cecilia ospiterà Clave Nueva, quartetto composto da quattro studenti del Conservatorio Bellini: Gabriella Torre alla voce, Luca Verdone alla chitarra, Michele Maugeri al basso elettrico e Pasquale “Ninni” Simonelli alla batteria e percussioni. La formazione voce, chitarra, basso elettrico e batteria lavora su un organico agile, in cui il rapporto tra linea vocale, armonia e sezione ritmica richiede equilibrio e precisione.

Clave Nueva rappresenta una delle proposte studentesche del Conservatorio catanese all’interno del festival. La presenza al Real Teatro Santa Cecilia, sede storica del jazz a Palermo e luogo strettamente legato all’attività della Fondazione The Brass Group, offre al quartetto un contesto professionale nel quale confrontarsi con il pubblico e con una programmazione di respiro regionale.

Lunedì 29 giugno, alle ore 20.30, al Ridotto dello Spasimo sarà la volta del Laboratorio Volcanic Jazz Choir, diretto da Rosalba Bentivoglio. Il progetto coinvolge una docente e undici studenti tra voci e strumentisti accompagnatori. Le voci sono Pietro Agnello, Marilena Di Vincenzo, Noemi Carpinato, Giorgia Coppola, Simona Giuffrida, Jessica La Mantia, Giorgia Scardaci e Gabriella Torre. La sezione strumentale è affidata a Gabriele Santangelo al pianoforte, Ephiel Carbone al basso e Giuseppe Vecchio alla batteria.

Il lavoro del Volcanic Jazz Choir riguarda un ambito specifico della formazione jazzistica: la vocalità d’insieme. In un coro jazz, la voce viene trattata come parte di una struttura armonica e ritmica collettiva. Intonazione, fraseggio, pronuncia, dinamica e controllo del tempo diventano elementi centrali del lavoro. La presenza di pianoforte, basso e batteria consente al gruppo vocale di sviluppare un rapporto stabile con la sezione ritmica e con l’impianto armonico dei brani.

Martedì 30 giugno, alle ore 20.30, il Ridotto dello Spasimo ospiterà il Macchia-Cusa-Gallo trio, formazione interamente composta da docenti del Conservatorio Bellini di Catania: Eugenio Macchia al pianoforte, Danilo Gallo al basso elettrico e Francesco Cusa alla batteria. È uno degli appuntamenti di maggiore rilievo della partecipazione catanese al festival, perché porta sul palco tre musicisti con percorsi consolidati nella scena jazzistica nazionale.

Il trio pianoforte, basso e batteria è una formazione centrale nella tradizione jazz, ma rimane anche una delle più selettive sul piano dell’interazione. Macchia, Gallo e Cusa lavorano su un formato che richiede controllo della forma, gestione del tempo, capacità di dialogo e attenzione alla costruzione complessiva del suono. In questo caso, il concerto mostra il versante professionale della didattica: tre docenti impegnati non nella spiegazione del linguaggio jazzistico, ma nella sua pratica diretta.

Il percorso del Conservatorio Bellini proseguirà domenica 5 luglio con tre appuntamenti. Alle ore 18.30, al Real Teatro Santa Cecilia, si esibirà il Simona Giuffrida Quartet, composto da Simona Giuffrida alla voce, Sirio Di Blasi al pianoforte, Gabriele Florio al basso elettrico e Gioele Sciacca alla batteria. Il quartetto propone una formazione classica del jazz vocale contemporaneo, nella quale il canto si inserisce in un dialogo costante con pianoforte e sezione ritmica.

Sempre il 5 luglio, alle ore 18.30, al Ridotto dello Spasimo, sarà in programma il Gabriele Santangelo trio, con Gabriele Santangelo al pianoforte, Ephiel Carbone al contrabbasso e Giuseppe Vecchio alla batteria. Si tratta di un trio studentesco che lavora su una delle forme più essenziali del jazz strumentale. Pianoforte, contrabbasso e batteria richiedono un equilibrio rigoroso tra scrittura, improvvisazione e gestione dello spazio sonoro.

La giornata si concluderà alle ore 20.30, sempre al Ridotto dello Spasimo, con il Gabriella Torre Quartet. La formazione riunisce Gabriella Torre alla voce, Damiano Leotta alla chitarra, Maria Pia Bassi al basso elettrico e Giuseppe Vecchio alla batteria. Anche in questo caso il Conservatorio catanese presenta un quartetto vocale formato da studenti, con un organico essenziale e orientato alla pratica della musica d’insieme.

Nel complesso, la partecipazione del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania al Sicilia Jazz Festival restituisce una visione ampia della formazione jazzistica contemporanea. Non soltanto concerti di studenti, ma progetti costruiti attorno a laboratori, ensemble stabili, gruppi vocali, trio e quartetti. La distinzione tra attività didattica e attività concertistica si riduce, poiché il palco diventa il luogo in cui il lavoro svolto durante l’anno viene verificato davanti al pubblico.

Il dato più interessante è proprio la varietà delle formazioni. JazzCraft Lab mette al centro arrangiamento, orchestrazione e pratica d’ensemble; Volcanic Jazz Choir lavora sulla coralità jazzistica; il Macchia-Cusa-Gallo trio presenta tre docenti in una formazione professionale; i quartetti e i trio studenteschi mostrano il percorso delle nuove generazioni del jazz catanese.

Per il Conservatorio Bellini, la presenza a Palermo rappresenta un’occasione importante di visibilità e confronto. Per il Sicilia Jazz Festival, la collaborazione con i Conservatori conferma il ruolo della manifestazione come spazio di produzione, formazione e circolazione delle competenze musicali sul territorio siciliano.

CORRELATI

Ultimi inseriti