domenica, 19 Settembre 2021
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Il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo ri-parte con una Stagione Giovane

E‘ stata presentata ieri alla stampa dal direttore Daniele Ficola e dal presidente Mario Barbagallo la Stagione 21 del Conservatorio di Palermo Alessandro Scarlatti. Alla presentazione hanno preso parte l’Assessore alla cultura del Comune di Palermo che ha espresso la grande vicinanza dell’Amministrazione comunale al Conservatorio, la vicepresidente della Fondazione Sant’Elia Angela Mattarella e il presidente della Fondazione Brass Group Ignazio Garcia.

Una stagione all’insegna dei giovani con molti concerti dei docenti, ma soprattutto con tantissime esecuzioni degli studenti. L’estate 2021 segna la ripresa della musica dal vivo anche al Conservatorio Scarlatti di Palermo con una programmazione – la prima dal ritorno alla guida dell’Istituto del direttore Daniele Ficola – che intende valorizzare i tanti giovani talenti che si formano alla Scuola musicale del capoluogo, considerata fra le più prestigiose d’Italia.

La Stagione inizierà il 15 giugno e si concluderà a novembre. L’inaugurazione è prevista il 15 giugno alle 20, nell’Atrio di Palazzo Sant’Elia, con Scene dalla Bohème, ovvero come Palermo ammaliò Giacomo Puccini, a cura del dipartimento di Canto lirico e Teatro musicale. Da un’idea di Giovanni Mazzara e con il coordinamento di Tiziana Arena, il progetto è realizzato in collaborazione con la Fondazione Sant’Elia, la Fondazione Teatro Massimo e l’Accademia di Belle Arti.

Per il presidente del Conservatorio Mario Barbagallo riaprire è una grande felicità. “Siamo entusiasti di presentare questa prima Stagione dal vivo così ricca di proposte e di iniziative”, afferma. “Gli spettacoli in digitale sono stati utili a proseguire l’attività, ma per i nostri allievi è importante misurarsi col pubblico”.

“Le proposte musicali abbracciano tutti gli insegnamenti presenti al Conservatorio”, spiega il direttore Daniele Ficola. “E’ una ripresa tanto attesa da tutti, docenti e studenti, che riporterà il Conservatorio sulla scena musicale dal vivo proponendo un gran numero di concerti eseguiti da giovani e dai loro docenti, spesso insieme, soprattutto in spazi aperti, che segnano tra l’altro nuove collaborazioni istituzionali. Una vera gioia per tutti noi”.

Dalla musica antica alla lirica al contemporaneo e al Jazz, i numeri sono davvero alti: 26 appuntamenti con gli allievi, 14 con i docenti, che spesso suoneranno insieme ai loro allievi, e 19 concerti riservati alle singole classi strumentali e vocali, tra questi anche l’esecuzione dell’Histoire du Soldat di Stravinsky a cura della classe di Direzione d’orchestra di Carmelo Caruso e un concerto dell’Orchestra Sinfonica diretta dagli studenti. Molti di questi giovani musicisti hanno già avuto importanti riconoscimenti come il soprano Federica Guida, Despina nel recente Così fan tutte della Scala, le pianiste Carmen Sottile, Rosamaria Macaluso e Ludovica Franco, il flautista Federico La Rosa vincitore dell’ultima edizione del Premio Abbado, per non dimenticare gli allievi dei dipartimenti Jazz e Musica antica e i tanti altri che comunque stanno iniziando una brillante carriera.

I programmi eseguiti dai docenti manifestano un grande e variegato panorama musicale, anche con riferimento a piccole messe in scena come Façade di William Walton,oppure la Lezione di Canto, pasticcio barocco ricreato sulla falsariga degli intermezzi buffi settecenteschi. Rientrano in questa parte della stagione anche i concerti realizzati per il Festival Spasimo 2021.

È una programmazione che conferma l’apertura del Conservatorio alle collaborazioni istituzionali, in particolare, con il Teatro Massimo, la Città di Palermo, l’Accademia di Belle Arti, il Brass Group, la Curia Arcivescovile e la Guardia Finanza.

I luoghi scelti per gli spettacoli e i concerti sono fra i più belli di Palermo, oltre all’Atrio del Conservatorio, palazzo Sant’Elia, la Cattedrale, la Chiesa di S. Maria di Valverde, lo Spasimo e il cortile dell’Oratorio di S. Cita.

Il 22 luglio, l’Orchestra sinfonica del Conservatorio, diretta da Carmelo Caruso, suonerà nel grande chiostro seicentesco del complesso monumentale della Caserma Cangialosi della Guardia di Finanza, già Convento dei Domenicani di Santa Cita. Sono tutti spazi aperti che si prestano a ospitare manifestazioni ed eventi in piena sicurezza.

Gli allievi del dipartimento di Canto lirico e Teatro musicale saranno i protagonisti assoluti del primo appuntamento in programma.

Martedì 15 giugno alle 20 debutta nell’atrio di palazzo Sant’Elia Scene dalla Bohème, ovvero come Palermo ammaliò Giacomo Puccini da un’idea di Giovanni Mazzara, che ne firma anche la regia, con il coordinamento artistico di Tiziana Arena. In considerazione del ridotto numero di posti autorizzati la rappresentazione sarà in seguito trasmessa in streaming. Si replica il 17 giugno alle 19.

I preziosi costumi e gli elementi di scena sono di Francesco Zito, l’ambientazione scenica è di Roberto Lo Sciuto. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e il Teatro Massimo. Gli studenti dei due istituti hanno dato voce e immagini a questa selezione della Bohème, che presenta un’ampia antologia dell’opera di Giacomo Puccini interpretata da alcuni tra i migliori allievi della stessa Tiziana e di Patrizia Gentile, al pianoforte Marcello Iozzia.

Dopo l’insuccesso torinese del febbraio 1896, La Bohème conobbe la sua consacrazione al Politeama Garibaldi di Palermo nell’aprile dello stesso anno. Puccini presenziò alla rappresentazione palermitana.

Nel capoluogo siciliano, Puccini fu accolto e festeggiato dall’alta società, in particolare da Ignazio e Franca Florio. Le cronache raccontano di numerose chiamate alla fine di ogni atto con la recita che si prolungò sino all’una di notte perché il pubblico continuava a far chiasso per avere dei bis.

Scene dalla Bohème reinterpreta in chiave romanzata la cronaca del tempo, mettendo in scena le emozioni dei protagonisti di quei giorni fantastici, che si fondono alle voci dei protagonisti del capolavoro pucciniano.

Ciascun cantante ricoprirà un doppio ruolo: i soprani Clara Cusimano e Federica Maggì saranno, rispettivamente, Mimì e Franca Florio e Musetta e Giulia Florio, principessa di Trabia; il tenore Changui Han sarà Rodolfo e Iocu Pocu, ambasciatore dell’Impero del Giappone; il baritono Alfonso Michele Ciulla sarà Marcello e Pietro Lanza principe di Trabia, marito di Giulia. Federico Cucinotta infine interpreterà sia Colline e il conte di Solanto, sia Alcindoro e il duca di Palma. Nei ruoli attoriali Giovanni Mazzara interpreterà Giacomo Puccini, Marcello Iozzia il maestro Leopoldo Mugnone, Alberto Cavallotti Giulio Ricordi, mentre Bebo Cammarata sarà in scena nei panni del suo bisnonno il marchese De Seta, prefetto di Palermo.

Ecco come Puccini ricorda la sua prima visita a Palermo: “Di Palermo conservo ricordi bellissimi. Vi giunsi la prima volta nel marzo del 1894 per assistere all’esecuzione della Manon Lescaut al Politeama Garibaldi. Fu in quell’occasione che ebbi il piacere di fare la conoscenza con Franca Florio. Donna Franca aveva ventuno anni era alta flessuosa, mi ascoltava con i suoi occhi profondi mentre discutevamo di Manon e dell’Amor”.

“Fino a qui il racconto che attinge alle cronache dell’epoca ed alla biografia critica di Puccini scritta da Mosco Carner”, spiega Giovanni Mazzara nelle note di sala.

“Poi la fantasia irrompe in scena, ricreando una serata palermitana in cui le cognate Giulia Lanza di Trabia e Franca Florio si divertono ad interpretare i ruoli di Mimì e Musetta dinanzi al fascinoso compositore. Una miscela di cronache ed invenzioni che celebrando il grande compositore racconta di un periodo felicissimo nella vita della nostra città”.

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