Il calore della Sicilia scalda il cuore…ma non è la Svizzera

Piero Melissano racconta lo stile di vita svizzero, con il cuore rivolto alla terra di Sicilia

La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo… Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura”. (Leonardo Sciascia)

Questa frase riassume, in poche righe, il legame e l’amore per la terra di Sicilia. Amore per la sua storia, la sua architettura, i suoi canti e la sua musica. Una terra paragonabile a un’ampia terrazza piena di luce, con una vista superba sul mare. La terra di Sicilia, spesso accostata a Totò Riina o a Bernardo Provenzano, ha dato i natali a Falcone e Borsellino, Peppino Impastato, Rocco Chinnici, Ninni Cassarà e ad altri eroi siciliani.

La Sicilia, che si muove sul magico confine fra luce e ombra, negli ultimi anni, secondo ciò che leggiamo sulla stampa, ha perso diverse scommesse ed è stata definita “il buco nero della povertà”. Sono tante le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè al di sotto del livello minimo di sussistenza. Sono tanti i giovani costretti a lasciare la Sicilia in cerca di lavoro. Gli anziani sono, nella maggioranza dei casi, abbandonati al loro triste destino. Spesso il sud viene raccontato come inefficace, pigro, incapace di realizzare interventi a favore del territorio.

La raccolta dei rifiuti, è uno dei settori simbolo, del degrado ambientale. Quello dei rifiuti, è un tema emergenziale, delicato e di grande attualità e impone una riflessione. Mi chiedo, nel nostro territorio i rifiuti rappresentano una preoccupazione o una risorsa? E’ possibile procedere ad una inversione di rotta, per poter imboccare un sentiero volto alla crescita economica e sociale del paese, dando priorità alla difesa dell’ambiente e della salute delle comunità? E’ possibile mettere in campo progetti somiglianti alla repubblica federale Svizzera, definita un’isola felice, dove la burocrazia funziona bene, dove i servizi erogati al cittadino sono efficienti? Dove un numero di persone sempre maggiore, sceglie la bicicletta per i percorsi quotidiani, nella considerazione che rappresenta un mezzo di trasporto ecologico ed economico?

E’ possibile importare il metodo usato da una civiltà diversa dalla nostra?

Piero Melissano, di origine leccese, da parecchi anni si trova in Svizzera e ci racconta: «Sono un italiano, residente in Svizzera, con un grande cuore siciliano. In Sicilia ha sede la mia società, PM Management Group Production/Film Production SRLs – dichiara Melissano -. In Svizzera mi sono ambientato bene, a parte le difficoltà iniziali, dovute alla non conoscenza della lingua. In questo luogo baciato dalla civiltà, ho dimenticato cosa sono le strade dissestate e i rifiuti abbandonati un po’ ovunque. Ho respirato area pulita. Sono un artista paesaggista. Il mio lavoro è molto richiesto e apprezzato. Ciò è dovuto ad una cultura molto spiccata per il verde».

«Si registra un sistema di trasporti efficiente – continua Meilissano -, negli uffici pubblici non servono gli elimina code. Nella sanità il diritto alla salute è tutelato, non esiste il favoritismo e i tempi di attesa rientrano nella normalità più assoluta. C’è uno spiccato senso civico spiccato che permette agli agricoltori di lasciare, in modo assolutamente incustodito, la merce davanti ai campi coltivati e un’apposita scatola, dove poter introdurre il corrispettivo del prodotto acquistato. In Svizzera i rifiuti sono una risorsa e vi regna pulizia e igiene. In Italia, è stata introdotta la tassa sui rifiuti che obbliga i cittadini a pagare il servizio di raccolta, in base a metri quadri. Credo che sia davvero strano. Ad esempio, c’è chi vive in un comune per due o tre mesi all’anno e paga una tassa sui rifiuti come se vivesse nella propria casa, per un anno intero».

«Vivo a circa 6 chilometri da Zurigo – continua Piero Melissano -. Compro al supermercato i sacchetti per la spazzatura, lo Zuri Sack, il cui costo varia a seconda della grandezza. Per smaltire i rifiuti domestici è necessario utilizzare i sacchi autorizzati. Il prezzo di acquisto per i comuni del Canton Zurigo, comprende una tassa che copre i costi di smaltimento dei rifiuti. Questi sacchi possono essere acquistati in rotoli, di diverse dimensioni, presso gli uffici postali o nei grandi supermercati. Una volta riempiti vanno gettati nei grandi container comunali, vicino alle case o preparati in giorni stabiliti. Di solito compro 10 sacchetti a 16,50 franchi svizzeri (circa 14,40 euro ndr)».

«La tassa sui sacchi dei rifiuti ha contribuito a produrre il 30% in meno di rifiuti pro capite – conclude Melissano -. A Zurigo esistono cinque impianti di incinerazione e riciclo dei rifiuti. Ogni anno questi riciclano svariate tonnellate di rifiuti urbani, dai quali si ricava energia. Nel Canton Svizzero non si abbassa mai la guardia sulla difesa dell’ambiente e sulla salute delle comunità. Considero inoltre un segno di civiltà, la collocazione di appositi distributori di sacchetti igienici per gli escrementi dei cani. Ciò dimostra una grande attenzione non solo per l’ambiente, ma anche per gli animali a quattro zampe” .

Per quanto riguarda la condizione degli anziani in Svizzera, Melissano dice: «Sono molto dinamici, praticano diverse discipline sportive. L’utilità sociale dei pensionati, è uno dei criteri per una vecchiaia serena. Invecchiare in Svizzera è un privilegio. Le strutture sono all’avanguardia e molto confortevoli. Potrei continuare con altri esempi, preferisco fermarmi qua».

Alla domanda conclusiva “cosa rappresenta per te la Sicilia”, Melissano risponde «per me andare in Sicilia e ritornarvi, è un po’ come tornare a casa. Quando sono in Svizzera mi manca. In Sicilia si vive un altro ritmo. All’inizio quasi mi irritava. Le indicazioni stradali sono poche e fatte male. Il traffico è caotico. La raccolta dei rifiuti non funziona o funziona male. La lentezza della burocrazia è notoria. Poi piano piano ti accorgi che vivere con lentezza, non al rintocco di un orologio svizzero, ma avvolto dal calore e dai sapori siciliani, ti da contezza del ritmo naturale della vita. Mi rendo conto che, quando lascio la Sicilia, quando l’aereo decolla, non lascio un luogo, lascio un modo di vivere. E vuoi subito ritornare».

L’intervista rilasciata da Piero Melissano impone qualche riflessione. Credo che noi siamo abituati a guardare non oltre il confine della nostra casa o del nostro giardino, mentre in Svizzera si guarda la strada nella sua interezza. La domanda è ovvia: perché non si può copiare il modello Svizzero e voltare pagina?

Ho la consapevolezza che la strada della civiltà è lunga, ma niente mi vieta di sperare, soprattutto per le nuove generazioni, che si pervenga ad un’idea autentica di comunità efficiente e consapevole.