Dopo la prestazione della nazionale italiana ieri sera a San Siro, possiamo dirlo senza troppi giri di parole: tutti i nodi sono venuti al pettine e il pettine si è pure rotto. Prestazione opaca, giocatori spenti e un Gattuso che più di ringhiare non poteva fare: questi abbiamo, questi ci teniamo. E con questi… dove vogliamo andare?
Peccato, perché nel primo tempo – tra l’altro sotto una pioggia che sembrava Mondello nei giorni di pioggia intensa – i nostri ragazzi avevano dato qualche illusione. Non nascondo che ci avevo creduto anch’io, soprattutto dopo il bel gol all’11° del giovane Francesco Pio Esposito. Altri tentativi ci sono stati, ma la palla, che evidentemente non era in vena, ha deciso che nella rete della Norvegia non ci voleva entrare più.
Però, c’era un però.
Come mai i norvegesi nel primo tempo sembravano stanchi, svogliati, addormentati? Quelli erano primi nel girone a punteggio pieno, avevano vinto tutte le partite… e ora parevano reduci da una notte brava. Mistero!
Poi rientrano in campo dopo l’intervallo e – sorpresa! – la vera Norvegia si sveglia. E noi? Noi ci siamo sciolti come neve al sole, beccandone quattro goal come se niente fosse. A un certo punto mi sembrava di vedere in campo la mia squadra del cuore, il Palermo: primo tempo da leoni, secondo da cog…ni, e qua mi fermo.
Il secondo tempo è stato un monologo: norvegesi sempre in avanti, noi a rincorrere fantasmi. E infatti ecco i gol: al 63° Nusa, al 78° e al 79°Haaland, ed infine al 93° Strand Larsen.
E io dico: lo sappiamo tutti che Haaland è un mostro d’attaccante, forse il migliore del mondo. Ma allora Gattuso, santo cielo, mettigliene due addosso, uno davanti e uno dietro. Invece i nostri difensori lo guardavano come si guarda un UFO: incuriositi, immobili, quasi affascinati.
E niente! Con questi presupposti, i play-off saranno un terno al lotto. E anche se dovessimo miracolosamente passare, nel girone successivo si rischia un torsolo di cattiva effige, ovvero in lingua sicula: “un trunzu i malafiura”. Dai commenti sui social è chiaro che molti tifosi hanno già perso la speranza, infatti i più sperano che usciamo già ai play-off.
Ma possibile che non abbiamo più campioni?
Dove sono finiti fenomeni come. Mazzola, Rivera, Baggio, Schillaci, Riva, Scirea, Buffon, Maldini, Zoff, Totti, Pirlo, etc. etc? Dove sono quei giocatori che si sudavano la maglia, che facevano la storia? Scomparsi. O forse non sono mai nati.
Perché?
Perché le squadre italiane non investono più nei vivai. Preferiscono comprare stranieri su stranieri, spesso sopravvalutati o sconosciuti, invece di far crescere i nostri ragazzi. Ma siamo sicuri che i vivai di una volta esistano ancora? Oggi i giovani hanno un milione di distrazioni e il calcio non è più un mezzo di riscatto come un tempo. Un Pirlo oggi forse farebbe il content creator su TikTok.
All’estero invece fanno esattamente il contrario: puntano sui loro talenti locali, li curano, li crescono. E infatti i fenomeni spuntano come funghi. Molti arrivano da situazioni difficili, da paesi poveri, con fame, voglia, grinta. Esattamente ciò che da noi sembra mancare.
Sono sicuro che la Norvegia al mondiale farà una gran figura.
E noi? E noi, patate.
Finché le società italiane non cambieranno mentalità e continueranno a riempirsi di stranieri mediocri invece di far crescere i nostri giovani, la luce non la vedremo più.
Poor Italy. Italy pallonara… bye bye!
N.B. In copertina Pio Esposito dopo il goal


