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I sogni oltre lo schermo: la parola a Benedetta Iacono, vincitrice del concorso letterario L’Approdo Narrativo Kids

Dopo la premiazione ai Cantieri Culturali della Zisa, la vincitrice della scuola secondaria rivive l'emozione di un giorno speciale dedicato alla scrittura e alla libertà digitale.

Sabato 30 maggio la Sala De Seta, ai Cantieri Culturali alla Zisa, si è riempita degli sguardi, dell’emozione e delle storie dei sessantanove finalisti, selezionati tra gli oltre seicento alunni palermitani che hanno partecipato alla prima edizione de “L’Approdo Narrativo Kids” e che sino sono contesi il premio, sfidandosi su un tema tanto attuale quanto stimolante: immaginare un’intera giornata senza internet e senza smartphone. Il concorso ha coinvolto gli alunni delle quinte classi della scuola primaria e delle prime della secondaria di primo grado degli istituti comprensivi “Borgese – Partanna Mondello”, “Marconi – Garzilli” e “Sferracavallo – Onorato”.

L’iniziativa, nata dalla spinta dell’associazione culturale Rigatonidea, ha visto la compartecipazione della Città Metropolitana di Palermo e il patrocinio del Comune di Palermo e dell’assessorato alla Cultura. Ma non è stata solo una cerimonia di premiazione: grazie alla presenza della Polizia di Stato, la giornata è diventata una tappa importante della campagna “Stop al bullismo e cyberbullismo”, trasformando la cerimonia stessa in una grande festa di consapevolezza per studenti, docenti e famiglie.

Tra i tanti racconti arrivati in finale, a conquistare il primo premio per la scuola secondaria è stata Benedetta Iacono, alunna della prima C del plesso centrale dell’istituto Marconi-Garzilli, con il suo “Ritornare a sognare!”. Per capire cosa significhi per una ragazza di oggi scegliere la scrittura e vivere un’emozione così forte, abbiamo deciso di lasciarle la parola. Le abbiamo chiesto di raccontarci, con i suoi occhi e la sua spontaneità, le impressioni di una giornata che difficilmente potrà dimenticare.

Sabato è stato un giorno davvero bellissimo per me!

Io ed altri ragazzi, di altre scuole e di altre classi, siamo stati invitati alla cerimonia di premiazione del concorso letterario: “L’Approdo Narrativo Kids”

Quando sono arrivata sul posto, ovvero ai Cantieri Culturali della Zisa, c’erano tanti altri ragazzi, e ciò mi ha fatto sentire più tranquilla, dato che la mia emozione era a mille!

Dopo un po’ di tempo in cui abbiamo aspettato all’esterno, siamo entrati all’interno di una sala molto ampia, che sembrava una sorta di teatro.

Ovviamente, insieme a noi studenti, c’erano anche professori, e dirigenti scolastici.

Una cosa che mi è piaciuta particolarmente, è stato il momento dedicato al Bullismo, ed al Cyberbullismo, in cui è subentrata una poliziotta, che ci ha parlato dei pericoli in rete.

Ed ecco che arriva la parte più importante, ovvero il momento delle premiazioni!

Inizialmente hanno dato le menzioni di merito, ma io non ne ho ricevute.

Poi hanno consegnato il premio speciale ‘Mario Miserendino’, e anche questo non l’ho ricevuto.

A questo punto, stavo diventando pessimista, pensando che non avrei mai potuto vincere, anche perché eravamo in tantissimi, ed anche se a me piace molto scrivere, le probabilità di vincere erano molto basse!

Quando ad un certo punto mi sono girata per dire che non avrei mai vinto ad un mio compagno, che anche lui era stato selezionato, ho sentito il mio nome provenire da tutte le parti, e lì ho capito che avevo vinto!

Mi hanno chiamata a salire sul palco quale vincitrice della prima edizione del concorso ‘L’Approdo Narrativo Kids’ per la scuola Secondaria, e là mi ha premiata il sindaco, dandomi una grande coppa!

Devo dire che non me lo sarei mai aspettato, e ringrazio soprattutto la mia maestra d’italiano delle elementari e la mia professoressa attuale!

In realtà, però, voglio anche ringraziare me stessa, perché sin da piccola ho sempre cercato di allontanare lo schermo, dedicandomi alla lettura e alla scrittura.

Ricordo anche che, da piccola, avevo in casa una libreria grandissima.

Negli scaffali più alti c’erano i libri dei miei genitori, mentre in quelli più bassi i miei, che custodivo gelosamente!

Io mi reputo una ragazza sognatrice, e proprio per questo il mio racconto è basato sul fatto che tutti noi possiamo diventare sognatori, immaginando, e spegnendo gli schermi…

Grazie Benedetta, per il tuo racconto.

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