I riti della Settimana Santa in un giro virtuale della Sicilia: ecco la programmazione del Museo Pasqualino

Dalla quaresima al giovedì santo, dal venerdì santo al “sabato di Lazzaro” fino alla Domenica di Pasqua, in un viaggio virtuale in diversi comuni siciliani alla scoperta del patrimonio culturale del territorio

museo pasqualino
museo internazionale delle marionette antonio pasqualino di palermo

Una settimana legata ai riti pasquali, quella de #ILMUSEOPASQUALINOACASATUA.

Da lunedì a domenica, ogni giorno alle 15 sarà pubblicato sui canali social (Facebook, Twitter e Instagram) e sul sito web una video presentazione di riti musicali e coreutici della Pasqua in Sicilia.

Studiosi e ricercatori, autori e curatori poseranno lo sguardo sulle diverse pratiche del periodo pasquale: dalla quaresima al giovedì santo; dal venerdì santo al “sabato di Lazzaro” fino alle celebrazioni della Domenica di Pasqua, in un viaggio virtuale in diversi comuni siciliani alla scoperta del patrimonio culturale del territorio.

Il Programma

Si parte lunedì 6 aprile, con Riti musicali e coreutici della Pasqua in Sicilia, con l’introduzione di Ignazio Buttitta e Sergio Bonanzinga e si prosegue martedì con Il sabato di Lazzaro a Piana degli Albanesi, Mezzojuso e Palazzo Adriano.

Mercoledì 8 aprile, sempre alle 15, sarà la volta del video La Domenica della Palme a Butera, Gangi e Realmonte, mentre il giovedì verranno messi in rete I canti del giovedì santo a Marineo, Misilmeri e Cerami.

Il 10 aprile, ecco Suoni e gesti del venerdì santo: i “Giudei” di San Fratello, i “Misteri” di Trapani, i “lamintanzi” di Mussomeli, mentre, sabato 11 aprile, a cura di Rosario Perricone, Tempo e spazio rifondati. Danze cerimoniali per la Domenica di Pasqua in Sicilia a Burgio e Ferla.

Infine, la domenica di Pasqua alle 15, ancora a cura di Rosario Perricone, andrà in streaming il video Tempo e spazio rifondati. Danze cerimoniali per la Domenica di Pasqua in Sicilia a Caltabellotta e Scicli.

Il periodo della Pasqua – in Sicilia non meno che in altre aree dell’Europa cattolica – costituisce una straordinaria occasione per mettere in scena le risorse espressive delle comunità. Un sistema di suoni e di gesti che, come gli altri segni del tempo festivo (cibi, abiti, addobbi), si strutturano in un modello entro cui forme variabili assumono funzioni costanti.

La liturgia della Domenica delle Palme si fonda sulla rievocazione di due diversi momenti del mistero pasquale: l’entrata di Cristo in Gerusalemme, rappresentata attraverso processioni con rami di palma e di ulivo benedetti (spesso correlate ad azioni drammatiche) e la commemorazione anticipata della Passione. Al primo momento sono associati canti musiche di giubilo, specialmente l’inno del Gloria.
Attraverso uno specifico repertorio di suoni e canti “funebri” si rievoca invece la conclusione della vicenda terrena di Gesù Cristo, culminante nelle drammatizzazioni rituali del Venerdì Santo. In numerose località il luttuoso evento si preannuncia già durante la Quaresima attraverso funzioni paraliturgiche, pratiche penitenziali e questue itineranti.

I canti della Passione sono invece eseguiti da gruppi maschili, mentre le donne eseguono rosari e canti quasi esclusivamente in stile monodico, ma va oggi osservato il coinvolgimento di voci femminili anche nei cori che per tradizioni erano costituiti da soli uomini. La connotazione funebre dei riti destinati a commemorare la Passione di Cristo è anche evidenziata dalle particolari modalità con cui vengono mossi i fercoli nelle processioni che si svolgono, al suono delle marce funebri bandistiche, in tutta la Sicilia.

Alla caratterizzazione “funebre” dei giorni di Passione e Morte si contrappone la fase “lieta” aperta dallo scampanio del Gloria durante la messa della Resurrezione. L’esecuzione del Gloria è connotata dal risuonare a distesa di tutte le campane disponibili. Una rappresentazione rituale tuttora molto diffusa per celebrare la Resurrezione consiste nel festoso ricongiungimento tra la Madonna e il Cristo (ncontru, ggiunta, paci). 

Elementi ricorrenti di queste spettacolari azioni rituali sono anche le “corse” e i giochi di stendardi, oltre alle gare fra gruppi di devoti che si sfidano in acrobatici e frenetici movimenti impressi ai simulacri (rigattiati) in alcuni paesi dell’agrigentino.
Il repertorio sonoro-musicale e gestuale-coreutico dunque è volto a significare il rinnovarsi della vita (dell’uomo e della natura, oltreché del Dio salvatore), in opposizione ai ritmi lenti e ai suoni sommessi impiegati per rappresentare il cordoglio nei giorni della Passione.