venerdì, 12 Luglio 2024
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I pupi per la settimana del Museo Pasqualino e Sicilian Puppets Series al Castello Ursino

Proseguono gli appuntamenti quotidiani con gli spettacoli dell’Opera dei pupi al Museo delle Marionette.
Ogni giorno (ogni lunedì alle 11 e da martedì a sabato alle 17) sarà possibile assistere agli spettacoli tratti dalla “Storia dei paladini di Francia” di Giusto Lodico.
Tra i protagonisti di questa forma originalissima di spettacolo tutto siciliano, proclamata nel 2001 dall’Unesco “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”, non possono mancare Carlomagno, Orlando e Rinaldo. Ma anche una folta schiera di guerrieri, Angelica, il negromante Malagigi e tanti altri personaggi, capaci ancora di sorprendere il pubblico con prodigi, magie e colpi di scena. E sullo sfondo, naturalmente, storie d’amore e tradimenti e l’epica guerra tra cristiani e dei saraceni.

Biglietto: 10 euro (intero) – 8 euro (ridotto) | Prenotazione obbligatoria al numero 091.32 80 60 | Capienza massima: 30 persone.

Sicilian Puppets Series, i Fratelli Napoli
 a Castello Ursino

Due appuntamenti speciali riguardano la rassegna annuale Sicilian Puppets Series, ideata dal Museo delle Marionette, che vede coinvolte le 10 compagnie di Opera dei pupi della “Rete italiana di organismi per la tutela, promozione e valorizzazione dell’Opera dei pupi”.
Mercoledì 7 e giovedì 8 luglio alle 21 andrà in scena dal Castello Ursino di Catania un evento speciale: Il cavalier di Risa della Marionettistica Fratelli Napoli. Lo spettacolo è gratuito.

Nella toponomastica carolingia, Risa è il nome dell’odierna Reggio Calabria, secondo l’antica denominazione di epoca normanna. Questa città diventa protagonista nella narrativa cavalleresca a partire dalla Chanson d’Aspremont, composta intorno al 1191, quando la Terza Crociata partì verso Oriente da Messina: assai probabilmente fu questo evento storico che radicò gli eroi carolingi nelle terre di Calabria. Il giovane Ruggiero di Risa, tanto bello quanto leale e valoroso, compare la prima volta nelle versioni toscane della chanson francese: i Cantari d’Aspromonte L’Aspromonte in prosa di Andrea da Barberino. Da qui le vicende di questo personaggio e della sua famiglia, attraverso il poema cinquecentesco Le prime imprese di Orlando di Lodovico Dolce, confluirono nella compilazione ottocentesca di Giusto Lodico, e poi nel repertorio dell’Opera dei pupi.

I saraceni di Almonte d’Asia invadono la penisola italiana, si attestano in Calabria e assediano Risa, governata dal duca Rampaldo e difesa da suo figlio Ruggiero. Questi vince per ben tre volte Almonte alla prova di valore, ma viene subito dopo provocato a duello dalla sorella, l’eroina saracena Galiacella. Secondo un topos assai frequente nell’epica cavalleresca, il cristiano vince la bella saracena non solo d’arme, ma anche d’amore: Galiacella abbandona così il fratello Almonte e gli eserciti saraceni per seguire Ruggiero dentro Risa, battezzarsi e sposarlo. Ma Ruggiero ha anche un fratello maggiore di nome Beltramo, che non è né valoroso, né leale e generoso. Anch’egli s’innamora di Galiacella e, pretendendo a forza un bacio, ne viene schiaffeggiato. L’infame, livoroso e vendicativo, non esita allora a recarsi al campo saraceno di Almonte e, tessendo una fitta rete di falsità e calunnie, gli offre la facile conquista di Risa aprendogli le porte della città per farlo entrare di notte dentro le mura. Ne segue uno degli episodi più tragici e timorosamente attesi dal pubblico dell’Opera dei pupi: la morte per tradimento del valoroso Ruggiero e dell’intera sua famiglia. Immancabile l’immediata punizione del traditore: Galiacella rivela al fratello le infami calunnie di Beltramo e lei stessa lo condanna al supplizio. L’oscura impresa di Risa macchia indelebilmente d’infamia Almonte d’Asia, che d’ora in poi dovrà fare i conti, oltre che con la sua abituale superbia, anche con un sottile e malcelato rimorso invano represso. La povera Galiacella – già incinta dello sposo – compirà il suo tragico destino abbandonata in balìa delle onde e invano soccorsa dal mago Atlante. Si salveranno però i due gemelli da lei partoriti, Ruggiero e Marfisa, ai cui futuri destini provvederanno Matteo Maria Boiardo e Ludovico Ariosto.

La morte di Ruggiero di Risa è uno degli episodi più importanti e significativi del repertorio dell’Opera dei pupi, sia per l’ammirazione riservata al personaggio di Ruggiero (e la corrispondente esecrazione dello sleale Almonte), sia perché in esso veniva evidenziata la simmetrica contrapposizione nel racconto cavalleresco dei convertiti (Galiacella) e dei traditori (Beltramo).

Per come amarono metterlo in scena i pupari catanesi, si tratta anche di un episodio fra quelli più tragicamente shakespeariani della Storia dei Paladini di Francia.

Compagnia Marionettistica Fratelli Napoli

Nasce con Don Gaetano Napoli che fonda la compagnia nel 1921, quando inaugura a Catania, nel quartiere di Cibali, il Teatro Etna. Da allora e fino al 1973 la famiglia Napoli svolge un’intensa attività nei teatri popolari di quartiere, lavorando col mestiere storico, i pupi alti m.1,30 e pesanti fino a 30 – 35 chili. Le regole e le tecniche di messinscena nel tempo vengono trasmesse alle successive generazioni: prima a ai figli di don Gaetano – Pippo, Rosario e Natale – e poi a Fiorenzo, Giuseppe, Salvatore e Gaetano, figli di Natale e Italia Chiesa Napoli. Gli anni Sessanta e Settanta del Novecento tuttavia innescano una grave crisi e i Napoli lavorano per adattare l’Opira catanese alle esigenze di un pubblico nuovo, pur mantenendosi fedeli ai codici e alle regole di messinscena della tradizione. Facendo tesoro dei suggerimenti di Nino Amico, Natale Napoli escogitò nel 1973 l’idea dei “pupi piccoli” di cm. 80, che consentirono alla tradizione catanese di confrontarsi con pubblico ben più ampio e largamente composto da giovani e giovanissimi. In questi anni, alla morte del padre Natale, Fiorenzo diventa direttore artistico della compagnia e i suoi figli Davide, Dario e Marco apprendono anch’essi le regole del mestiere, assicurando la continuità alla tradizione catanese dell’Opera dei pupi. Tutti i membri della famiglia Napoli prendono parte agli spettacoli.

Info e prenotazione obbligatoria 3470954526 – 331/9622963 – 095530153

Le gesta di Orlandino domenica in streaming

Ancora per la rassegna Sicilian Puppets Series, domenica 11 luglio alle 18 verrà trasmesso solo in streaming un altro imperdibile spettacolo: Le gesta di Orlandino, della Compagnia Franco Cuticchio figlio d’arte.

Dopo esser stati allontanati dal regno dall’imperatore Carlo Magno, il cavaliere Milone D’Anglante e Berta, sorella di Carlo, vagano per terre e mari inesplorati in compagnia di Galerana, un’umile donzella. Giunti in un porto, i tre decidono di imbarcarsi. Il capitano, che dapprima si mostra disponibile e gentile, si rivelerà presto un pirata. Egli vuole derubare i tre viaggiatori e, invaghitosi di Berta, vuol prenderla per sé. Durante un terribile temporale, il pirata sembra riuscire nel cattivo intento: allontana Milone dalla sua amata e lo abbandona in balia delle onde facendolo. Passata la tempesta e liberatasi dalle grinfie del pirata, Berta approda finalmente sulla spiaggia e rivede Galisena, la sua donzella. Le peripezie e lo stato di maternità sfiniscono Berta che a stento riesce a reggersi in piedi. Verrà prontamente aiutata da un pastore che la ospiterà nella grotta in cui vive. Gli anni passano ed il piccolo Orlandino, figlio di Berta e di Milone, ormai dato per disperso, cresce sano e forte proprio come il padre. Compiendo nobili gesta e partecipa con successo a una gara nella vicina cittadina di Sutri. È in quell’occasione che, all’interno del palazzo del governatore, conosce lo zio, l’Imperatore Carlo Magno che, con la madre e la fidata Galisena, lo conduce nelle terre di Francia dove diventerà un grande cavaliere.

Compagnia Franco Cuticchio figlio d’arte

Franco Cuticchio (Termini Imerese, 1964) appartiene ad una storica famiglia di pupari. Franco è attivo sul palcoscenico fin dall’età di cinque anni, quando intraprende il suo lungo apprendistato come vuole la tradizione: dando la voce ad un angioletto. A otto anni ottiene il ruolo di secondo oprante e inizia a seguire assiduamente il padre Girolamo (1933), suo maestro, in tutti i suoi spettacoli. Alla fine del 2019 Franco riapre le porte del teatro di famiglia, acquistato da Girolamo negli anni Ottanta del Novecento e chiuso dopo oltre dieci anni di attività. Oggi collaborano con lui i suoi due figli, Girolamo ed Helenia, e il padre Girolamo in qualità di presidente onorario dell’Associazione. Ogni membro della famiglia si impegna nella recitazione e nella manovra.

Link diretta streaming: https://www.facebook.com/MuseoMarionette

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