I palermitani sono amanti degli animali e rispettano le regole: a rivelarlo un sondaggio

Cane e gatto ancora i preferiti, il 71% dei palermitani è contrario agli animali esotici in appartamento. Inoltre, possibili novità sul fenomeno randagismo in Sicilia

Portare con sé il proprio animale in ufficio sembra sia molto ben visto da più della metà dei palermitani (66%), a patto che non intralci l’attività lavorativa e che ci sia uno spazio all’aperto. Lo rivela l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni che, attraverso questo studio, ha evidenziato il legame sempre più forte dei palermitani verso gli amici a quattro zampe.

Per una felice convivenza nella vita di tutti i giorni è però importante rispettare alcune regole per evitare di danneggiare altre persone o incorrere in eventuali sanzioni: l’uso di museruole e guinzagli e l’attenzione alla pulizia dei marciapiedi, ad esempio, secondo il 29% degli intervistati, sono aspetti ancora trascurati da padroni negligenti. Il 31% dei palermitani al riguardo vorrebbe più controlli, mentre il 25% pensa che sarebbero necessarie multe molto più elevate per tutti coloro che trasgrediscono.

D’altra parte, chi decide di prendersi cura di un animale domestico se ne assume ogni responsabilità, e su questo la legge è molto chiara. In effetti, viene punito non solo chi lascia gli escrementi del cane non raccolti in un luogo pubblico, ma anche chi non vigila sul proprio animale domestico: se morde o aggredisce qualcuno, il padrone risponde sia civilmente che penalmente del danno provocato.

Se cane e gatto sono gli animali più presenti nelle case dei palermitani, per quanto riguarda gli animali esotici non c’è discussione: il 71% degli intervistati si dichiara contrario a possederne uno in appartamento. Il motivo? Gli animali esotici devono rimanere nel loro habitat naturale, ma possono anche essere un pericolo sia per chi li possiede che per gli altri.

E quando è tempo di vacanze? Il 35% dei palermitani preferisce portare il suo amico a quattro zampe con sé piuttosto che lasciarlo in qualche struttura, mentre il 33% sceglie mete che abbiano strutture che possano ospitare i propri animali domestici.

Se, infine, trovassero un animale abbandonato per strada, come si comporterebbero i palermitani? Solo l’11% resterebbe impassibile, mentre la quasi totalità dei palermitani (89%) si attiverebbe prontamente: chi portandolo da un veterinario o una struttura specializzata (40%), chi contattando la Protezione Animali (30%) e chi, senza esitare, portandolo addirittura a casa con sé (9%).

Secondo gli ultimi dati Eurispes, più di tre italiani su dieci hanno un animale domestico in casa – commenta Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara Assicurazioni -. Questo è sempre più considerato parte integrante della famiglia, a cui riservare ogni tipo di attenzione. Oltre alla compagnia e all’affetto che un animale può trasmettere alla famiglia, tuttavia, è giusto che il padrone sia a conoscenza dei doveri che assume nel momento in cui si prende questa responsabilità: dai costi legati all’alimentazione e alle cure veterinarie fino alla tutela per eventuali danni a persone o cose che l’animale può provocare”.

Intanto sul problema randagismo dall’Ars giunge questa notizia: “L’idea di realizzare una banca del Dna dei cani, mi sembra rivoluzionaria. So che alcuni sono favorevoli, mentre altri sarebbero contrari. Però, il randagismo è un fenomeno che bisogna combattere – ha detto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, durante il suo intervento al convegno su: “Randagismo, tempo di soluzioni”, che si è svolto nella sala “Piersanti Mattarella” di Palazzo dei Normanni.

“Occorre al più presto – ha aggiunto Miccichè – approvare il disegno di legge al quale hanno dato un contributo tutte le forze politiche dell’Ars, anche perché in Sicilia il fenomeno è diventato una vera e propria emergenza. Tutti ricorderete l’avvelenamento di quindici cani a Sciacca lo scorso anno. E’ necessario il coinvolgimento dei comuni perché saranno essi a dovere agire sul territorio in collaborazione con le Asp. Sarà utile una campagna di sensibilizzazione per fare conoscere ai cittadini le nuove regole. Per esempio, acquistare un cane senza la certificazione del suo Dna potrebbe compromettere l’innovativo sistema che intendiamo realizzare. Auspico infine che nel prossimo autunno il disegno di legge venga approvato dal nostro Parlamento”.

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