I giardini che vorremmo: le iniziative cittadine a tutela di quello della Zisa

Ecco alcune proposte da parte della V Circoscrizione e dei cittadini per contrastare gli ennesimi atti vandalici ai danni del giardino della Zisa

Giardino della Zisa - ph Facebook

Da diversi giorni sono numerose le segnalazioni di atti di vandalismo ai danni dei giardini della Zisa di Palermo, nonchè di un sito che rientra nel Patrimonio dell’Unesco ed è inserito nel percorso arabo normanno della città. A condividere le conseguenze di questi danni, nonchè cercare di lanciare delle iniziative a tutela del bene, anche il presidente della V Circoscrizione Fabio Teresi. Dal video di denuncia, si notano piante distrutte ed i pannelli che fanno da base all’area bimbi gettati nelle fontane.

Anche gli utenti dei social, Facebook nella fattispecie, attraverso il gruppo “Castello della Zisa” si mobilitano per chiedere quando si potranno finalmente mettere in pratica delle politiche atte a tutelare e salvaguardare questo importante giardino palermitano che è anche il naturale accesso ad un monumento prestigioso. Un giardino, insomma che dovrebbe essere bello e ben curato, e tale da rendere ancora più spettacolare il Castello della Zisa.

Un’idea per la salvaguardia del giardino potrebbe essere quella di utilizzare i locali, oggi chiusi, garantendo servizi ed attività a turisti e cittadini, fino a tarda sera, in modo da scoraggiare l’ingresso di vandali, o di soggetti annoiati che se la prendono, danneggiandolo, con lo storico sito palermitano.

La parte ancor più interessante di questa proposta è che tutto sarebbe a costo zero per il Comune, con inoltre la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, ed ancora, accantonare fondi per la manutenzione e la cura della villa stessa.

Tre sono le richieste principali, ovvero, aprire l’accesso diretto al Castello dal giardino; assegnare con bando pubblico i locali inutilizzati a privati che si occuperebbero di fornire i servizi turistici e di ristoro; coinvolgere scuole ed associazioni del territorio perché svolgano attività all’interno del sito, stimolando nei giovani del quartiere il senso di proprietà e tutela del bene.

Tra i propositi da attuare anche la necessità di creare una zona recintata adibita esclusivamente ai cani.

Ciò che però urge sin da subito è il potenziamento dei controlli, sia in orario di apertura che di chiusura del bene. A tal proposito vi è anche l’idea di coinvolgere associazioni di volontari o di carabinieri e poliziotti in pensione.

 

 

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