Happiness: inaugurata la mostra bipersonale fotografica allo spazio espositivo “Studios”

La mostra sarà visitabile dal martedì al giovedì, fino al 27 gennaio, dalle 17 alle 19. Ingresso gratuito

È stata inaugurata, presso lo spazio espositivo Studios, in via Notarbartolo 36 a Palermo, la mostra fotografica di Giuseppe Costanzo e Anna Mogavero intitolata “Happiness”, organizzata e curata dalla professoressa Graziella Bellone. La mostra sarà visitabile dal martedì al giovedì, fino al 27 gennaio, dalle 17 alle 19. Ingresso gratuito.

Curatrice Graziella bellone
Graziella Bellone – curatrice della mostra fotografica

La curatrice della mostra, Graziella Bellone, spiegando quella che è la tematica centrale dell’esposizione da un punto di vista critico e psicologico, analizza e commenta le opere dei fotografi Mogavero e Costanzo: «Parlare di felicità non è così semplice come può sembrare perché – spiega la Bellone – pur essendo un concetto universale, assume un valore così personale e soggettivo che si rivela difficile tracciarne i confini. Ancora oggi – continua la professoressa – nonostante il progresso della scienza e della tecnica e i traguardi impensabili raggiunti in ogni campo, la felicità appare ancora un’utopia».

Fotografia Giuseppe costanzo
Opera fotografica di Giuseppe Costanzo

«Tutto il mondo dell’arte – continua la Bellone – si è cimentato sullo sviluppo di questa tematica, ma Anna Mogavero e Giuseppe Costanzo, con le loro peculiarità, sono riusciti ad interpretarla il modo personale e originale. Sono riusciti a cogliere ed individuare la prospettiva della felicità: momenti individuali, attimi di vita che trasmettono quella serenità e quell’appagamento che fanno comprendere che, in fondo, la felicità, sta nelle piccole cose e in quei brevi attimi della vita».

Didascalia madre Teresa di calcutta
Didascalia presente in una fotografia di Anna Mogavero

«Altra peculiarità molto interessante dei due fotografi – continua la Bellone – è quella di saper associare alle immagini un pensiero, una massima di scrittori o filosofi attinente al soggetto dell’immagine stessa e, in alcune di queste, il pensiero è degli stessi artisti. Nella società opulenta in cui viviamo – conclude la professoressa – dobbiamo cercare di sfruttare le nostre potenzialità e godere delle nostre conquiste in modo da raggiungere quell’equilibrio e quella serenità che possiamo definire “felicità”».

Anna Mogavero con foto
Anna Mogavero accanto ad una sua fotografia

Per approfondire aspetti tecnici, peculiarità e specificità, parliamo vis-à-vis con i protagonisti della mostra, partendo da Anna Mogavero che, esponendo il proprio lavoro, spiega il suo senso di felicità: «La felicità è un concetto molto ampio e io la vedo in un sorriso aperto e solare, nello sguardo vivace di un bambino, in una donna in riflessiva solitudine davanti al mare. Quando viaggio – continua la fotografa – porto con me la macchina fotografica per cogliere momenti di vita belli e positivi poiché, in questo difficile periodo storico, veniamo letteralmente assaliti dalle immagini forti e cruente dei tg pensando che la realtà sia solo quella. Per fortuna – conclude la Mogavero – mi piace pensare che non sia così e che, come sosteneva il fotografo Doisneau, il bello esiste e una realtà come questa, felice, è possibile».

Giuseppe Costanzo con opera
Giuseppe Costanzo accanto alla sua opera

Giuseppe Costanzo, ricollegandosi a quanto detto dall’amica e collega Anna, spiega: «Lo scatto è qualcosa di immediato, inaspettato e non precostruito: dipende un po’ dal trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Ho colto un attimo di felicità – prosegue Costanzo – in una coppia di giovani omosessuali che, incuranti del mondo intorno a loro, si scambiano un bacio e si abbracciano con amore. La mia felicità – conclude il fotografo – che inseguo ancora oggi, sta nello star bene e nel godere delle piccole cose insieme ai miei cari nonché nel viverla attraverso la mia passione per la fotografia».

 

Visitatori presenti all’inaugurazione della mostra

Presente alla mostra, la pittrice Cristina Patti, che, in esclusiva per il GCPress, rilascia un commento a caldo sulla mostra e sulle opere fotografiche: «Poiché le opere di entrambi i fotografi sono mischiate, non ho distinto le une dalle altre, ma ho apprezzato molto l’abbinamento delle didascalie con le immagini. Entrambi – prosegue la Patti – sono riusciti a carpire la poetica dell’attimo, dell’istante rubato, gli sguardi e i sorrisi della gente in cui vedo riflesse aspettative ed energia positiva. Un bel racconto – conclude l’artista – dei momenti belli e fuggenti della vita».