“Gli Innamoramenti” di Javier Marias e il disarmo eterno

Con il romanzo dal titolo “Gli Innamoramenti”, edito in Italia da Einaudi, lo scrittore e giornalista spagnolo Javier Marias s’è aggiudicata la XI Edizione del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’attribuzione del riconoscimento ha riportato il giornalista di El Pais a Santa Margherita Belice, sede del Premio, e, comunque, in Sicilia dopo diciassette anni. “Gli innamoramenti”, già pubblicato nel 2012 nella collana Supercoralli (€ 20,00), è stato ripubblicato quest’anno nella collana Einaudi Super ET (€ 12,00). Il romanzo affronta alcuni temi basilari, quali: l’amore, che, come scrive l’autore, si distingue sempre dall’innamoramento, ma anche la distruzione e morte. Il libro è un pregevole spaccato della natura umana, dei suoi nascondimenti, delle sue fragilità e presenta notevoli risvolti introspettivi anche per chi legge. Uno dei giurati del Premio, Gioacchino Lanza Tomasi, ha definito “angosciante” l’opera nella sua bellezza. La storia, del tutto in secondo piano, ha inizio con la “coppia perfetta”, Luisa e Miguel, che tutte le mattine si recano allo stesso bar, per far colazione, sotto lo sguardo attento di un’altra avventrice seduta accanto al loro tavolo, la “giovane prudente” Maria. La donna, vicina di tavolo della “coppia perfetta”, rimane abbagliata dalla luce di passione e amore che aleggia attorno a quei due sconosciuti, ma poi un giorno non li vede più assieme. Tempo dopo, quando incontra Luisa ormai sola e vedova, scopre che Miguel è stato vittima dell’accoltellamento di un pazzo dentro a un parcheggio ed è morto. Maria, in segno d’amicizia, entra nella vita di Luisa e poi… La parte più sostanziosa psicologica e sconvolgente dei personaggi la lascio alla curiosità del lettore ed alla sua personale scoperta, per adesso mi limito solo a quella diversità nell’abitudine, tra amore e innamoramento, che, come Marias scrive: “l’abitudine può sostituire l’amore, non l’innamoramento … quel che è molto raro è provare una debolezza, una vera debolezza per qualcuno che comunque la produca in noi … che ci renda deboli … che ci impedisca di esser oggettivi e ci disarmi in eterno …”.