Gli Ebrei a Palermo, il 25 e 26 gennaio un tour attraverserà il centro storico cittadino

gli ebrei a palermo
gli ebrei a palermo

In occasione della Giornata della Memoria il 25 e 26 gennaio è in programma l’evento “Palermo raccontata ai bambini” insieme alla guida Daniela Sireci ci si incamminerà alla ricerca delle tracce che gli Ebrei hanno lasciato nel capoluogo siciliano, fino a quando, nel 1492 furono costretti a lasciare tutto a causa di un editto di espulsione.

Quartieri come la Guzzetta e la Meschita che oggi siamo abituati a vedere sotto un altro aspetto urbano, sono stati gli scenari in cui un intero popolo, legato fortemente alla religione e ai precetti dei loro padri, ha vissuto, ha lavorato, e ha reso Palermo ancora più ricca da diversi punti di vista.

Il tour partirà da piazza Rivoluzione proseguendo per via Cantavespri, all’interno del vecchio quartiere della Guzzetta, dove sorgeva il macello kashèr. In questo luogo si coglierà l’occasione per parlare delle regole alimentari degli Ebrei, che inventarono alcune pietanze che sono ormai caratteristiche della cucina palermitana. Si prosegue in direzione di piazza S. Anna per passare di fianco a via Lattarini (Suk-el-Attarin – mercato delle spezie) che delimitava il quartiere della Guzzetta a nord.
Oltrepassata la via Roma, da via Discesa dei Giudici, si andrà per via Ruggero Mastrangelo, l’antica arteria che congiungeva i quartieri della Guzzetta e della Meschita.

Gli antichi mestieri artigiani praticati dagli ebrei (“lampionelli”) si perpetuano ancora oggi in via Calderai, dove scorrevano le acque del fiume Kemonia. Oltre l’arco della Meschita, si trova l’Oratorio di Santa Maria del Sabato, di recente assegnato alla comunità ebraica dall’Arcivescovo Lorefice per farne una sinagoga.

“Mezquita”, in realtà, significa moschea in spagnolo. In questo luogo, vi era, probabilmente, una grande sinagoga a cui si accedeva dall’arco che introduce in vicolo Meschita. Vicino vi era uno dei due bagni per la purificazione rituale.

Si procederà poi per via Maqueda dove, poco più avanti, si trova la chiesa di San Nicolò da Tolentino, lì vi è collocata una lapide che testimonia l’antica presenza, nelle vicinanze, della grande sinagoga medievale di Palermo.
Segue una visita dell’Archivio Storico Comunale, probabile sito dove sorgeva la sinagoga medievale; nell’edificio, progettato dall’Architetto Damiani Almeyda, è conservato il documento di espulsione degli Ebrei emesso dai re spagnoli Ferdinando ed Isabella nel 1492.
Si attraversa la strada in direzione di via Ss. 40 Martiri al Casalotto e si arriva a Palazzo Marchesi per la visita del Miqweh, ovvero il bagno ebraico il cui uso era obbligatorio per la popolazione per purificarsi, infatti l’acqua doveva preferibilmente essere sorgiva quindi corrente, perché pulita.

Prenotazione obbligatoria a guidamica@ecotours.it oppure al numero WhatsApp 366 479 26 79.

Il costo è di € 6,00 e comprende la guida autorizzata regionale e il kit ludico.