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Giusy Portolano porta Palermo al Festival del Cinema Italiano: premiata l’Accademia “I Grandi Maestri del Make Up”

Tra Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Valeria Marini, Pamela Prati e il maestro Pier Francesco Pingitore, al Festival del Cinema Italiano spazio anche ai giovani talenti del make-up. Giusy Portolano, accompagnata da due giovanissime allieve della sua Accademia, ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno nella formazione.

Il cinema non nasce soltanto davanti alla macchina da presa. Prima che si accendano le luci del set, ci sono mani capaci di trasformare un volto, costruire un personaggio, suggerire un’epoca, un carattere e perfino un’emozione. Ed è proprio questo mondo, spesso lontano dal clamore del red carpet ma indispensabile allo spettacolo, che Giusy Portolano e la sua Accademia “I Grandi Maestri del Make Up” hanno portato anche quest’anno al Festival del Cinema Italiano – Stelle d’Argento 2026.

Per Portolano è stata una presenza particolarmente significativa. Accompagnata da due giovanissime allieve dell’Accademia, è salita sul palco ricevendo un riconoscimento per l’impegno dedicato all’insegnamento e alla formazione delle nuove generazioni, offrendo ai giovani talenti la possibilità di trasformare una passione in una vera competenza professionale e di avvicinarsi al mondo del cinema, della moda e dello spettacolo attraverso l’arte del make-up.

Una bella soddisfazione anche per Palermo e per la Sicilia, rappresentate in una manifestazione che ha riunito alcuni dei volti più conosciuti del cinema e della televisione italiana.

L’edizione appena conclusa ha infatti portato in Umbria artisti, attori, registi, professionisti e personalità dello spettacolo, trasformando il territorio del Trasimeno in un grande luogo d’incontro tra cinema, cultura e intrattenimento. Tra i protagonisti presenti Simona Izzo, Ricky Tognazzi, Pamela Prati, Valeria Marini e il maestro Pier Francesco Pingitore, figura storica dello spettacolo italiano e presidente onorario della giuria.

La cerimonia conclusiva con la consegna delle Stelle d’Argento si è svolta all’Auditorium San Francesco al Prato di Perugia, con la conduzione di Elena Ballerini e Alessandro Di Sarno, la regia di Nello Pepe e i testi di Massimo Cinque.

A guidare la complessa macchina organizzativa, il patron e direttore generale Franco Arcoraci, insieme al direttore artistico Mirko Alivernini e alla direttrice di produzione Giusy Venuti. Un Festival nato anche dalla volontà dell’imprenditore siciliano Francesco Storniolo, che ha creduto nel progetto e nel suo legame con il territorio umbro.

Ed è proprio il rapporto tra grandi maestri e nuove generazioni uno dei temi che ha caratterizzato questa edizione. Un concetto che trova una corrispondenza particolarmente concreta nella presenza dell’Accademia di Giusy Portolano che ha dichiarato:

“Portare due giovani allieve all’interno di un Festival cinematografico significa farle uscire dall’aula e avvicinarle direttamente a quel mondo professionale per il quale stanno studiando. Significa mostrare loro che il make-up è una disciplina visiva che nel cinema partecipa alla costruzione del personaggio tanto quanto il costume, la fotografia, la scenografia e la recitazione. Un volto può essere invecchiato, trasformato e dietro quella che sullo schermo sembra una magia c’è invece studio: conoscenza dei materiali, tecnica, anatomia del volto, colore, luce, storia della moda e capacità di interpretare le esigenze di registi, fotografi e produzioni”.

Il riconoscimento assegnato a Portolano valorizza il lavoro di chi investe nella formazione e crea per i più giovani occasioni reali per avvicinarsi a professioni che troppo spesso vengono osservate soltanto dalla superficie scintillante dello spettacolo.

Lo stesso Franco Arcoraci, nel tracciare il bilancio dell’edizione 2026, ha insistito sul valore dell’umiltà, della condivisione e della necessità di costruire un ponte tra chi possiede una lunga esperienza e chi sta muovendo i primi passi.

Emblematica, in questo senso, la presenza di Pier Francesco Pingitore, che a 92 anni ha partecipato intensamente alle giornate del Festival, incontrando ospiti e giovani professionisti e attraversando le diverse location della manifestazione. Un atteggiamento che Arcoraci ha indicato come esempio per le nuove generazioni: essere maestri, in fondo, significa anche continuare a esserci.

Ed è un principio che sembra cucito addosso anche alla storia raccontata dalla presenza di Giusy Portolano e delle sue due giovani allieve.

Mentre sul red carpet sfilavano i nomi noti dello spettacolo italiano, accanto a loro c’erano infatti due ragazze che quel mondo stanno ancora imparando a costruirlo, pennello dopo pennello, volto dopo volto.

Per l’Accademia “I Grandi Maestri del Make Up” la partecipazione al Festival del Cinema Italiano diventa così un’altra importante tappa di un percorso che mette insieme formazione e incontro con il mondo professionale.

E per Palermo è un ulteriore segnale di una Sicilia che continua a formare competenze, creatività e nuove generazioni di professionisti.

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