GATTUSOL'ex allenatore del Palermo si racconta su Rai Tre a "Che tempo che fa"

Gennaro Gattuso - foto Ninni Ricotta
Gennaro Gattuso - foto Ninni Ricotta

Gennaro Ivan Gattuso, il campione del mondo ed ex allenatore del Palermo, è stato ospite stasera da Fabio Fazio su Rai Tre a “Che Tempo che fa”. Prima del suo ingresso sono passete le immagini della sua carriera con il gioco piuttosto duro e la grinta che lo ha contraddistinto facendogli appioppare il soprannome di Ringhio.

“Ero brutto quando giocavo – ha esprdito Gattuso -. Adesso sembro una caricatura di me stesso con la cravatta. E pensare che non l’ho messa neanche per il mio matrimonio ma stasera l’ho indossata, anche se il nodo l’ha fatto mia moglie, per la Litizzetto.”

Durante l’intervista, Ringhio ha parlato del Milan che oggi fa fatica ad ottenere risultati convincenti: “Per vincere le partite una squadra ha bisogno di giocatori forti e per averli bisogna spendere molto.” Poi ha iniziato a raccontare della sua infanzia “A 13 anni, nonostante i pianti di mia madre, lasciai casa e andai a vivere in un collegio a Perugia dove Gaucci mi aveva acquistato per giocare. Mio padre inizialmente non credeva in me e diceva che avevo i piedi di marmo. Lui è sempre stato un grande tifoso del Milan ed io ero una delusione perchè sin dall’età di 11 anni appendevo bella mia stanza i poster di Salvatore Bagni che giocava un gioco grintoso ed irruente, senza parastinchi e con i calzettoni bassi in pratica proprio come piace a me. Poi, nel tempo si è ricreduto.”

L’ex allenatore del Palermo ha anche parlato della sua avventura palermitana: “Una bella esperienza anche se Zamparini mi ha cacciato solo dopo sei giornate. E’ vero che nel calcio contano i risultati ma lui ha poca pazienza. Devo comunque ringraziarlo per avermi dato questa opportunità in una grande piazza come Palermo. Comunque anche se mi dovesse richiamare, sicuramente non ci tornerei.”

Gattuso negli ultimi mesi da disoccupato del pallone è andato a seguire il lavoro di Pep Guardiola per imparare il mestiere di allenatore. Tornato a casa, ogni la mattina alle 5 e mezza va ad aprire la sua pescheria, che ama definire “la mia boutique del pesce” e “marca ad uomo” i suoi operai.

L’ex capitano del Milan ha raccontato anche del rapporto di amicizia che lo lega ad Andrea Pirlo: “Abbiamo iniziato insieme alle giovanili e poi siamo stato per 10 anni al Milan. Sembra tutto buono con quella faccia d’angelo ma invece è tremendo. Un giorno – ha raccontato Ringhio – mentre eravamo a Milanello, lasciai a pranzo il telefonino sul tavolo. Lui mandò un sms a Braida e Galliani offrendo mia sorella. Feci una figuraccia pessima quando mi richiamarono chiedendomi se avessi perso la testa.”

Infine, Gennaro Gattuso parla delle polemiche sui cori razzisti negli stadi: “A me viene da ridere che in italia si parli di razzismo. A me hanno fatto il verso della scimmia e mi hanno chiamato terrone. Allo stadio bisogna prendere tutto come puro sfottò. Non si può pensare che, in un paese dove vivono milioni di persone di colore, gli italiani siamo razzisti.”

Ninni Ricotta