
MONREALE – La poesia licenziosa incontra il ritmo, la parola si misura con la batteria e Chiasso Beato Pino Puglisi torna ad animarsi di letteratura, musica e arte. Venerdì 24 luglio 2026, alle ore 17, la seconda edizione di Chiasso d’Arte ospiterà Francesco Cusa, batterista, compositore, scrittore e poeta tra le personalità più originali della scena jazz contemporanea italiana, per la presentazione di “Rime Sboccate. Sonetti licenziosi”, pubblicato da AureaNox, con la prefazione di Tommaso Romano e le illustrazioni della pittrice Claudia Scavone.
Il volume, disponibile anche su Amazon e in formato Kindle, porta sulla pagina una scrittura irriverente, carnale, grottesca e satirica, capace di recuperare il gusto antico della poesia burlesca e popolare e di trascinarlo dentro il linguaggio contemporaneo. Cusa gioca con la metrica, con l’osceno, con il corpo e con le contraddizioni umane, muovendosi in quel territorio in cui la comicità diventa anche osservazione del costume e la provocazione conserva una propria disciplina letteraria.
Per Francesco Cusa si tratta di un ritorno a Monreale, città che lo ha già accolto nel corso del 2025 in tre differenti occasioni artistiche: in concerto con il suo trio, nella presentazione del romanzo “2056” e al Teatro Imperia per il progetto interdisciplinare “Pinocchio tra suono e colore – Cusa Madè”. Un rapporto che continua nel segno della contaminazione tra i linguaggi e che giunge a pochi giorni da un’altra importante presenza palermitana del musicista, recentemente protagonista allo Spasimo di Palermo nell’ambito del Sicilia Jazz Festival 2026. Cusa è attualmente docente di Batteria e percussioni jazz al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania.
L’appuntamento del 24 luglio è curato e organizzato dall’Associazione Culturale Festina lente, con il patrocinio gratuito della Città di Monreale, con la collaborazione dell’Auser di Monreale – Circolo Biagio Giordano rappresentato dal sindacalista Biagio Cigno e con la poetessa Maria Sapienza. La rassegna, ideata dalla pittrice e curatrice Claudia Scavone, ha inaugurato la propria seconda edizione lo scorso 10 luglio con la presentazione di “Je suis Ducrot” di Francesco Teriaca, appuntamento accolto da una significativa partecipazione di pubblico e da un ascolto attento fino alla conclusione dell’incontro.
A dare voce ai testi di Rime Sboccate sarà anche l’attore Roberto Fabbricatore, reduce dalla prima al Teatro Marcello Puglisi di Palermo della commedia “Sciatu d’Amuri” di Chiara Torricelli, spettacolo che ha visto nel cast anche Claudia Scavone. La presenza dell’attore aggiungerà alla presentazione una dimensione scenica coerente con la natura stessa della scrittura di Cusa, fortemente legata all’oralità, al ritmo, alla costruzione teatrale della parola.
All’appuntamento sono attesi il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, l’assessore allo Sport e allo Spettacolo Salvatore Giangreco e l’assessore all’Istruzione Patrizia Roccamatisi a conferma dell’attenzione dell’amministrazione comunale verso una rassegna che ha restituito continuità culturale a uno degli angoli più suggestivi del centro storico monrealese.
Saranno inoltre presenti il dott. Enzo Ganci, dell’International Police Association – Comitato Locale di Palermo, il senatore Carmine Mancuso e Giuseppe Sommatino di Profili TV.
Sarà presente anche il maestro Pippo Madè, autore dell’opera dedicata al Beato Pino Puglisi scelta come immagine della manifestazione e legata al luogo che ospita gli incontri. Il Chiasso Beato Pino Puglisi, recuperato e valorizzato negli anni anche grazie all’impegno di Rosario Lo Cicero Madè, presidente dell’Associazione Culturale Festina lente, è ormai diventato uno spazio d’arte e di incontro: un piccolo luogo urbano che, attraverso libri, pittura, memoria e partecipazione, continua a costruire una nuova vita culturale.
Dopo la presentazione, il pomeriggio cambierà ritmo. Francesco Cusa si sposterà dalla parola alla batteria con la sua nota performance “Drums & Books”, progetto nel quale letteratura e improvvisazione musicale convivono nello stesso gesto performativo. Lettura, voce e percussione diventano un unico organismo scenico: la pagina produce ritmo, la batteria interviene sul senso delle parole, il musicista e lo scrittore coincidono. Non un semplice accompagnamento musicale alla lettura, ma una vera azione performativa costruita sul rapporto fisico tra testo, voce e suono.
L’appuntamento avrà anche il carattere di una festa: Francesco Cusa compie sessant’anni il 20 luglio, appena quattro giorni prima dell’incontro monrealese. Un compleanno importante per un artista che attraversa la musica italiana da oltre quarant’anni, con un’attività internazionale sviluppata tra Europa, Stati Uniti, Asia e Africa e collaborazioni con musicisti come Paolo Fresu, Kenny Wheeler, Steve Lacy, Tim Berne, Andy Sheppard, Michel Godard, Butch Morris, Don Byron, Gianluca Petrella, Antonello Salis, Francesco Cafiso, Gabriele Mirabassi e molti altri. È stato inoltre tra i promotori del collettivo Bassesfere e ha fondato il progetto e l’etichetta Improvvisatore Involontario, punto di riferimento per la ricerca e la musica improvvisata.
La sua attività discografica comprende oltre sessanta pubblicazioni e partecipazioni documentate, distribuite tra progetti a proprio nome, ensemble e collaborazioni, mentre il suo percorso letterario conta ormai almeno sedici titoli, tra narrativa, racconti, aforismi, saggi, poesia e scritti dedicati alla pratica musicale. Tra i suoi libri figurano Novelle Crudeli, Ridetti e Ricontraddetti, Racconti Molesti, Vic, L’orlo sbavato della perfezione, Il surrealismo della pianta grassa, 2056 e Rime Sboccate.
Anche i riconoscimenti raccolti nel corso degli anni restituiscono la statura del musicista. Nei referendum della storica rivista Musica Jazz, Cusa si è classificato quinto tra gli strumentisti nella categoria basso e batteria nel 2008, ottavo tra i batteristi nel 2010 e nel 2011; nello stesso 2008 è entrato anche nella classifica dei migliori compositori. Per Jazzit è stato sesto tra i batteristi nel 2012 e quarto nel 2013, 2016 e 2017, oltre a essere stato indicato tra i migliori batteristi del 2014. Diversi suoi progetti e album sono inoltre entrati nelle selezioni delle migliori produzioni jazz dell’anno.
Una carriera costruita senza separare mai le arti in compartimenti stagni. In Francesco Cusa la batteria può diventare teatro, la poesia materia sonora, il racconto una partitura. Ed è proprio questa identità plurale che il 24 luglio arriverà a Monreale: dentro un chiasso che, ancora una volta, farà rumore con la cultura.



