domenica, 24 Ottobre 2021
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Football no Limits da Griffiths a McCurry: i grandi fotoreporter di Magnum in mostra a Palazzo Trinacria

Fino al 30 dicembre

Football no Limits è il titolo della mostra che, da venerdì 1 ottobre e fino al 30 dicembre, si potrà visitare a palazzo Trinacria, in via Butera, 24 a Palermo, sede espositiva della Fondazione Pietro Barbaro.

Sono venti le immagini, a colori e in bianco e nero, firmate da alcuni tra i più noti fotoreporter dell’agenzia Magnum, scattate in giro per il mondo tra il 1958 e il 2001, che documentano – in maniera del tutto personale – volti, luoghi e atmosfere legati al gioco del calcio, una mostra che racconta il pallone fuori dai consueti ambiti ai quali siamo abituati.

“La mostra fotografica – spiega Alfredo Barbaropresidente della Fondazione – offre una prospettiva non consueta sul fenomeno sportivo. Essa è altresì iniziativa di lancio di un’offerta culturale ambiziosa e articolata che la Fondazione proporrà nell’arco di tre anni. Obiettivo della Fondazione – prosegue – è infatti quello di connettere artisti, pubblico, organizzazioni e comunità creative in un più ampio piano di sensibilizzazione e coinvolgimento, con l’auspicio che iniziative di tal genere possano offrire un contributo determinante per la crescita culturale locale e nazionale, promuovendo iniziative durevoli e sostenibili attraverso la sperimentazione di strategie di filiera sempre più innovative, inclusive ed efficaci a sostegno del territorio”.

Football no Limits ha il pregio di farci vedere l’altra faccia del gioco, quella che unisce, giovani e adulti, uomini e donne, a qualunque latitudine, il pallone come simbolo universale di inclusione, emozione e libertà. Una esposizione che cattura per forza e intensità, come gli sguardi radiosi dei bambini della Guinea col pallone tra le mani, delle donne iraniane che giocano a calcio nel cortile di un liceo, la partita tra detenuti in un carcere francese, il gioco dei ragazzi in Burma col cargo abbandonato alle spalle, e ancora la squadra di calcio che si riunisce nel campo di in una favela in Perù, il giocatore solitario che precede col suo palleggio un carro armato a Grenada, le espressioni dei bambini durante una partita in Tanzania nella quale non vengono coinvolti o l’esultanza dei tifosi in Sud Africa, tanto per citarne alcuni.

“Questo evento culturale – dice Leoluca Orlando, sindaco di Palermo – per il quale esprimo un sentito ringraziamento al presidente della Fondazione Pietro Barbaro, Alfredo Barbaro, produce bellezza in una città che proprio nella bellezza sta costruendo il suo presente e il suo futuro. Sono fermamente convinto che la bellezza sia punto di incontro tra etica ed estetica: se si pensa che sia solo estetica, sarebbe vuota; se si pensa che sia solo etica, sarebbe solo pesante. Football no Limits da Griffiths a McCurry, I grandi fotografi di Magnum “20 scatti dei più noti Fotografi dell’Agenzia Magnum” è perfetta espressione di tale punto d’incontro”.

“Gli scatti diventano parole, rappresentazione di un tempo fatto di eventi che vale la pena di raccontare, aggiunge Marcella Aiello, della Fondazione Barbaro. Ogni foto è uno sguardo unico sul calcio inteso come manifestazione spontanea di sé, senza gli eroismi proprio dei campioni, per una più forte carica emotiva. La poetica del particolare, marchio di Magnum, è il filo rosso che unisce le venti opere: un continuum di senso che comunica evasione, sospensione, allontanamento da temporalità e quotidiano”.

La Fondazione che nasce nel 2007 con il preciso scopo di promuovere le arti ha già ospitato all’interno di palazzo Trinacria progetti culturali di respiro internazionale, è stata infatti una delle sedi di Manifesta, la biennale europea itinerante di arte contemporanea, e ha accolto alcune delle opere di Banksy.

Le foto di Football no Limits sono di: Abbas Attär, Bruno Barbey, Renè Burri, Thomas Dworzak, Nikos Economopoulos, Jean Gaumy, Burt Glinn, Philip Jones Griffiths, Haeey Gruyaert, Thomas Hoepker, Richard Kalvar, Guy Le Querrec, Peter Marlow, Steve McCurry, Gueorgui Pinkhassov, Eli Reed, Ferdinando Scianna, Chris Steele-Perkins e Alex Webb.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Pietro Barbaro e da Lidia CarrionSwiss Lab for Culture Projects SA a cura di Magnum Photos.

Football no Limits è parte del circuito Le Vie dei Tesori 2021.

Info:

fondazionepietrobarbaro.org | tel: + 39 091 333333

Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle ore 17.30.

I biglietti:

Si possono acquistare su liveticket.it/footballnolimits

Il singolo costa euro 8; ridotto euro 6 (disabili, over 65, studenti universitari con tesserino); ridotto minorenni euro 5 (per ragazzi e ragazze da 12 a 18 anni);

ingresso gratuito: per bambini fino a 11 anni non in gruppo scolastico, accompagnatori di persone con disabilità, giornalisti. Gruppi: se il nr. è maggiore a 8 persone il costo del biglietto è di euro 6; Scuole: euro 5 a studente, minimo 15 studenti, previste 2 gratuità docenti/accompagnatori; I docenti e i diciottenni potranno acquistare il biglietto con il Bonus cultura. Per tutti i fine settimana di ottobre i biglietti saranno acquistabili esclusivamente attraverso il circuito de Le Vie dei Tesori: leviedeitesori.com/ticket-palermo/

INGRESSO ALLA MOSTRA

In ottemperanza al Decreto Legge n. 105 del 23 luglio 2021 l’ingresso alla mostra è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid19 in formato digitale o cartaceo unitamente ad un documento di identità in corso di validità. Non è richiesta certificazione verde Covid 19 (green pass o tampone) per i bambini esclusi per età (anni 12) dalla campagna vaccinale e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica.

In mancanza del Green Pass e di un documento valido non sarà possibile accedere alla Fondazione e il biglietto acquistato non sarà rimborsato.

***

Magnum Photos 

E’ una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo.

Fondata nel 1947da Robert CapaHenri Cartier-BressonDavid SeymourGeorge Rodger, William Vandivert ha la forma giuridica di società cooperativa, che riunisce sessanta tra i migliori fotografi del mondo, anche con lo scopo di proteggere il diritto d’autore in ambito fotografico e la trasparenza d’informazione. 

L’etica professionale di Magnum prevede che le immagini scattate rimangano di proprietà del fotografo Magnum e non delle riviste dove esse vengono pubblicate, permettendo all’autore di scegliere soggetti, temi e orientare la produzione verso uno stile più aderente a quello dell’autore e libero da vincoli.

L’agenzia nacque da un’idea di Robert Capa, che la comunicò ai colleghi quando s’incontravano al ristorante del Museum of Modern Art (MOMA) di New York.

Il 22 maggio 1947,Capa, William e Rita Vandivert e Maria Eisner sancirono la fondazione del sodalizio. Il nome Magnum fu scelto sia perché i convenuti amavano accompagnare le loro discussioni con una bottiglia di vino francese, sia perché un nome espresso in latino conferiva forza mista a grandezza. Henri Cartier-Bresson, David Seymour e George Rodger erano assenti alla riunione del 22 maggio ma furono considerati ugualmente membri fondatori. I fondatori appartenevano a cinque nazionalità diverse (Capa ungherese, Cartier-Bresson francese, Seymour polacco, Rodger inglese, i Vandivert e Maria Eisner statunitensi) ed avevano acquistato grande sensibilità negli anni della seconda guerra mondiale, densi di avvenimenti sconvolgenti.

La Magnum Photos nacque con due sedi, a New York e Parigi, a cui in seguito si aggiunsero Londra e Tokyo, per meglio organizzare le missioni dei fotografi.

I membri della cooperativa s’impegnarono sin dagli esordi a pretendere dagli editori il controllo della messa in pagina delle immagini e la verifica delle didascalie.

Ogni fotografo poteva decidere dove, come e per chi lavorare. La libertà d’azione significava anche poter concedersi reportage di ampio respiro, più personali, in

cui l’autore potesse raccontare meglio, di più e in profondità. Le forti personalità dei Fondatori attirarono l’interesse di loro colleghi, che comprendevano la portata di un simile modo di pensare il proprio lavoro, da uomo e da fotografo.

I servizi della Magnum si imposero subito per la capacità fresca e nuova di essere nel mondo e sulla notizia. Il circolo Magnum andò allargandosi e in cinque anni, aveva aggiunto giovani di talento come René BurriElliott Erwitt ed altri, acquisendo una fisionomia sempre più riconoscibile. Nessun fotografo è uguale all’altro e la forza del gruppo nasce proprio dalla diversa creatività e dalle imprese individuali di ognuno. Poiché questi reportage non trovano spesso spazio sufficiente sulle riviste, per molti autori la dimensione per esprimersi diventa quella più pensata e autonoma del libro o quella più libera e creativa della mostra: i risultati furono esperimenti, per allora, del tutto nuovi.

L’agenzia Magnum ha prodotto alcuni tra i più importanti e spesso drammatici reportage della seconda metà del XX secolo, documentando guerre (il Vietnam di Phillip Jones Griffiths), catastrofi etniche (la carestia in India di Werner Bischof) o eventi sociali (il movimento americano per i diritti civili di Leonard Freed), ma anche sottolineando, con personali e originali interpretazioni, alcuni aspetti della società non evidenziati dal giornalismo scritto, raccontando il mondo degli anziani (Martine Franck), la vita dei minatori in Bolivia (Ferdinando Scianna) oppure i curiosi ritratti canini di Elliott Erwitt.

Diventare membri dell’agenzia Magnum richiede la presentazione di un portfolio all’agenzia che, nella riunione annuale, deciderà se ammettere il fotografo ad un affiancamento di circa due anni con un fotografo membro, terminato il quale si acquisisce la carica di associato. Trascorsi ulteriori due anni, previo giudizio di un ulteriore portfolio, si diventa membri a tutti gli effetti, con il diritto di votare nelle annuali riunioni dell’agenzia.

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