Fire Latin Jazz con Silvio Barbàra e Sergio Guna al Real Teatro Santa Cecilia

La Brass Youth Jazz Orchestra torna per la seconda volta ad esibirsi in concerto venerdì 7 giugno

BYJO

Dopo il brillante e applaudito esordio dello scorso mese, segnato dall’omaggio all’epopea della Swing Era e dei classici immortali che ne hanno costituito l’esaltante colonna sonora, la Brass Youth Jazz Orchestra torna per la seconda volta sul palco del Real Teatro Santa Cecilia, venerdì 7 giugno alle ore 21.30, con l’altrettanto impegnativo “Fire Latin Jazz”, concerto che fin dal titolo rende esplicito l’infuocato clima in cui si cimenterà la formazione giovanile della fondazione, diretta anche questa volta dall’esperta bacchetta di Domenico Riina (che è anche resident conductor dell’Orchestra Jazz Siciliana) e con ospite speciale Silvio Barbàra e la sua svettante tromba. Tra i “professionisti” presenti anche il percussionista della OJS Sergio “Guna” Cammalleri .

Da Tito Puente a Dizzy Gillespie, passando per Chano Pozo e Arturo Sandoval, il repertorio vocale e strumentale preparato dall’orchestra affresca la storia lussureggiante del grande jazz che si tuffa nei torridi ritmi sudamericani, nelle danze afro-caraibiche più frenetiche, nelle languide melodie latine ed in quelle scintillanti sonorità che rendono assolutamente unico ed irresistibile questo particolare linguaggio.Il programma comprende capolavori ormai consegnati alla storia come  “Manteca”, “Night in Tunisia” e “Groovin’ high” di Dizzy Gillespie, alfiere del bebop ma anche pioniere della fusione tra bebop e forme afrocubane, “Marianela”, “Mam-Bop”, “Closely dancing” e “A mis abuelos” del cubano Arturo Sandoval, tra le massime espressioni del latin jazz attuale, temi popolari sudamericani come “Bésame mucho”, “Manhã de Carnaval” e “Sway” (titolo inglese della canzone messicana “Quién será?”), qualche classico statunitense (“Johnny one note” e “Papa loves mambo”), un brano originale composto dai siciliani Francesco Buzzurro e Domenico Riina (“Viento caliente”) ed una chicca assoluta quale “Oye como va” di Tito Puente, brano portato a successo planetario da Carlos Santana che ne inserì una versione memorabile nell’album “Abraxas” del 1970.

Particolare cura è stata posta nell’adozione degli arrangiamenti, alcuni scaturiti da penne leggendarie quali Bob Mintzer, Arturo Sandoval, Maynard Ferguson, Duško Gojković e Slide Hampton, altri originali composti da Ignazio Garsia, Ninni Pedone e Domenico Riina.

Per una big band di così recente formazione e costituita da musicisti assai giovani (l’età è compresa tra i 13 ed i 27 anni) il programma da affrontare è tanto stimolante quanto impegnativo ma i coaches che hanno preparato le varie sezioni orchestrali (Ninni Pedone, Vito Giordano, Salvo Pizzo e Faro Riina) hanno saputo rodare adeguatamente la compagine nel corso delle lunghe ed estenuanti prove effettuate.

La grammatica del latin jazz è tutta particolaredice Domenico Riina – ed è abbastanza differente, sia nella forma che nei contenuti, da quella del jazz propriamente detto. Ero perfettamente consapevole che affidare un compito di simile difficoltà tecnica, espressiva ed esecutiva ad un organico molto giovane e con esperienza ancora fresca poteva rivelarsi impresa temeraria ma la curiosità, la voglia di apprendere e l’impegno dimostrati dai ragazzi mi ha convinto che valeva la pena alzare ancor più l’asticella della sfida. Ad esempio, vederli sbalordire dinnanzi ai sovracuti della tromba di Silvio Barbàra, in tal senso uno dei massimi specialisti al mondo, è stato per loro uno stimolo ad impegnarsi oltre i propri limiti. In fondo, uno degli obiettivi principali della BYJO è proprio quello di accrescere la competenza dei suoi giovani componenti circa i principi razionali di tecniche esecutive applicate all’interpretazione dei linguaggi jazz e contemporanei. Il cammino è ancora lungo ma sono convinto che sia iniziato nel migliore dei modi”.

La Brass Youth Jazz Orchestra è uno dei progetti più ambiziosi ma anche più qualificanti tra quelli che la fondazione The Brass Group ha perseguito nell’arco di una storia che ormai tende al mezzo secolo. Dell’ampia formazione (circa quaranta elementi) fanno parte i migliori talenti musicali provenienti da ogni angolo della Sicilia e scelti attraverso un bando pubblico e meticolose selezioni. Il prossimo 21 giugno la BYJO è stata invitata a tenere uno speciale concerto a beneficio dei detenuti del carcere di Pagliarelli.

Il costo del biglietto è a partire da euro 5,00 compreso i diritti di prevendita. La Fondazione ha attivato, oltre all’acquisto online dei biglietti tramite il circuito www.bluetickets.it, i  due punti di prevendita, uno al Real Teatro Santa Cecilia e l’altro presso Santa Maria dello Spasimo.

Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 3312212796, info@thebrassgroup.it, www.thebrassgroup.it.

Locandina

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