Festa della Liberazione. 70 anni fa un grande regalo: la libertà.

Oggi voglio ricordare e ringraziare tutti quei partigiani che 70 anni fa lottarono e persero la vita per regalarci la libertà e che, come ha sottolineato il nostro Presidente Sergio Mattarella, diedero vita a “quel moto di popolo che fu premessa della Costituzione”: il primo  vero moto democratico.

La data del 25 aprile fu scelta nel 1949, come festività della Repubblica italiana, per ricordare la fine dell’occupazione tedesca in Italia, del regime fascista e della Seconda guerra mondiale. Venne indicata simbolicamente la data del 25 aprile 1945 perché fu il giorno della liberazione da parte dei partigiani delle città di Milano e Torino, nonostante che la guerra continuò fino ai primi di maggio.

Sono trascorsi 70 anni e molti di coloro che contribuirono alla liberazione non ci sono più. Quelli che ancora ci sono possono raccontare la loro storia ai nipoti e pronipoti che a loro volta, immersi nella tecnologia e nel mondo in cui tutti siamo liberi di esprimere e fare quello che vogliamo, hanno difficoltà a comprendere la tragicità di quei tempi.

Il mondo è completamente cambiato. 70  anni fa le comunicazioni erano affidate a piccioni viaggiatori, radio poco affidabili, a vedette che comunicavano tra loro a voce tra le montagne o addirittura a messaggi scritti a mano in fogli nascosti dai giovani o dalle donne nei posti più impensati per eludere i controlli dei tedeschi. Oggi le azioni militari sono controllate da computer, effettuate da droni – aerei senza pilota, ndr – e con missili che colpiscono gli obiettivi con precisione, a detta degli esperti, “chirurgica”. Anche se a volte, non per ultimo il caso del nostro concittadino, cooperante per la pace, Giovanni Lo Porto ucciso da un drone in un’operazione “chirurgica”.

Ma le guerre continuano a esistere e, purtroppo, a mietere vittime. Che la vittima sia una o che siano migliaia, la vita umana è sacra e va tutelata. Nel mondo ci sono ancora oltre 20 guerre e oltre 400 conflitti armati. Auspichiamo che date memorabili come il nostro 25 aprile, possano essere festeggiate in tutti quei paesi del mondo dove ancora oggi la popolazione vive la tragicità della guerra e la difficoltà a sopravvivere senza alcun diritto;  soprattutto senza il diritto primario che è la vita.