HomearteExtinction: l'esposizione di Max Papeschi nei giardini del Teatro Massimo. Fino all'8...

Extinction: l’esposizione di Max Papeschi nei giardini del Teatro Massimo. Fino all’8 marzo

Max Papeschi affronta il tema della pace in maniera inedita e torna a Palermo con il suo “esercito impossibile”. Extinction, da oggi nei giardini esterni del Teatro Massimo, grazie al sostegno della Fondazione Pietro Barbaro, con il supporto del Comune di Palermo e della Fondazione lirica, in collaborazione con la Settimana delle Culture e in continuità con il gemellaggio con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. 

Extinction è un progetto di Max Papeschi, curato da Stefania Morici e Antonio Calbi, prodotto da Arteventi che nasce da un’ipotesi provocatoria: in un futuro prossimo, la specie umana si è ormai estinta e una civiltà extraterrestre tenta di ricostruire la storia attraverso frammenti digitali distorti.

L’esposizione si articola in tre interventi diffusi in città, ma ha il suo cuore nei giardini del Massimo dove è allestita Zwergen Dämmerung (Il crepuscolo dei nani), installazione di 47 statue monumentali che uniscono i corpi dei famosi guerrieri di terracotta di Xi’an, alle teste dei nani da giardino. Alla Fondazione Barbaro, a Palazzo Trinacria, sono invece esposte una grande scultura e alti tre “guerrieri”, mentre su grandi cartelloni pubblicitari ha preso vita una campagna-teaser con frasi-shock da “1984” di Orwell.

L’arte non deve essere spiegata, ma restare provocatoria, deve far discutere e far scoprire – dice Max Papeschi – Il mio esercito di terracotta arriva da una realtà parallela, è la ricostruzione fatta dagli alieni dei nostri umani, perennemente in guerra: è un ossimoro visivo, uno gnometto, kitsch, stupidino, simpatico nel corpo di un guerriero che per sua costituzione, porta la morte”.

L’installazione nei giardini del Teatro Massimo crea un forte contrasto tra alto e basso, eroico e grottesco, in uno dei luoghi simbolo della cultura europea. Le opere esposte nei giardini del teatro appartengono ad ArTI.

Nella sede della Fondazione Pietro Barbaro, a Palazzo Trinacria, è ospitata Full Metal Karma, installazione che nasce dalla fusione simbolica tra Buddha e Napoleone. L’opera sviluppa l’idea di una cultura terrestre fraintesa, in cui pace interiore e conflitto si sovrappongono fino a suggerire la guerra come destino inevitabile dell’umanità.

Il progetto si completa con 2 + 2 = 5, un intervento urbano che porta nei luoghi pubblici di Palermo le celebri frasi tratte da 1984 di George Orwell, trasformandole in slogan mimetizzati nel linguaggio del presente. Un’azione che rafforza il senso complessivo di Extinction, inteso non come evento improvviso ma come processo lento di erosione culturale e critica. Il progetto è realizzato in collaborazione con Alessi.

IL PROGETTO ESPOSITIVO NEL DETTAGLIO 

Zwergen Dämmerung (il crepuscolo dei nani) 

al Teatro Massimo

Zwergen Dämmerung, letteralmente «il crepuscolo dei nani», cristallizza il momento storico attuale intorno a due temi principali: la minaccia della guerra e l’impoverimento della cultura. Un’armata di 47 statue, alte 1,80 metri: sui corpi dei fieri guerrieri in terracotta di Xi’an, spuntano teste di comuni nani da giardino. Il fatto che la prima scoperta archeologica di una specie extraterrestre sia un’armata è emblematico e parla di una civiltà in perpetuo conflitto. L’attualità, oltre a smentire le teorie di Francis Fukuyama e la sua idea della «fine della Storia», proietta sul pianeta la lunga ombra del fantasma della Terza Guerra Mondiale. Queste cariatidi antitetiche, in cui l’«alto» e il «basso» sono irrimediabilmente mescolati, ricordano anche un’altra forma di distruzione, quella legata all’impoverimento culturale. L’allestimento è stato studiato dall’architetto Giovanni Musica di studio MGAlab. Le opere esposte nei giardini del Teatro appartengono ad ArTI.

Full Metal Karma alla Fondazione Pietro Barbaro

a Palazzo Trinacria

Il concept riprende l’idea della rielaborazione erronea della cultura terrestre da parte degli alieni-archeologi. Il processo di “lost in translation” fonde due figure iconiche e apparentemente inconciliabili: Buddha, simbolo della pace interiore e dell’illuminazione spirituale, e Napoleone Bonaparte, emblema dell’azione, del potere e dell’Illuminismo. Da questo cortocircuito semantico nasce la teoria aliena secondo cui la principale dottrina terrestre sia stata la ricerca della pace interiore attraverso il conflitto perenne. Una delle ipotesi sull’estinzione di massa è che l’umanità si sia annientata in una serie infinita di guerre. L’installazione invita lo spettatore a riflettere sull’assurdità della guerra, utilizzando simbolismi e riferimenti che spaziano dalla cultura pop alla saggistica.

2 + 2 = 5 negli spazi pubblici della città di Palermo

Oltre alle due mostre, il progetto espositivo comprende anche un percorso di cartellonistica e led 

– 2 + 2 = 5 – porta negli spazi pubblici tre frasi tratte da 1984 di George Orwell.

La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza. Queste formule, strappate al romanzo e riversate nel tessuto urbano, funzionano come slogan perfettamente mimetizzati nel linguaggio del presente. Non appaiono più come enunciati distopici, ma come affermazioni plausibili, quasi familiari. È in questo slittamento che l’intervento si lega direttamente a Extinction: Non l’estinzione come evento improvviso, ma come processo lento, culturale e cognitivo. Un’erosione progressiva della capacità critica, alimentata da propaganda, fake news e semplificazioni tossiche, fino a rendere accettabile l’inaccettabile.

INFORMAZIONI UTILI

EXTINCTION Zwergen Dämmerung al Teatro Massimo

Nei giardini del Teatro  in  piazza Verdi a Palermo

Apertura tutti i giorni dalle 9.30 alle 18 | Ingresso gratuito

EXTINCTION Full Metal Karma alla Fondazione Pietro Barbaro

atrio di Palazzo Trinacria, via Butera, 24 a Palermo 

Apertura nel mese di febbraio solo sabato e domenica dalle 10 alle 20

Dal 1° marzo in poi dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 e sabato e domenica dalle 10 alle 20

Ingresso gratuito.

Bio dell’artista

Max Papeschi approda nel mondo dell’arte contemporanea nel 2008, dopo una decennale esperienza da regista teatrale, televisivo e cinematografico. Il clamore sollevato da una sua opera gigante affissa su un palazzo di Poznan in Polonia lo proietta molto rapidamente sulla scena artistica internazionale. Ha esposto le sue opere in tutto il mondo in oltre 70 mostre personali. Nel 2014 esce in Italia la sua autobiografia edita da Sperling & Kupfer (Gruppo Mondadori). Ad aprile 2016 inaugura a Milano il progetto culturale-umanitario Welcome to North Korea in collaborazione con Amnesty International, un vero precedente artistico che unisce arte digitale, performance e installazioni attraverso una parodistica propaganda di regime che svela gli orrori della dittatura di Kim Jong Un. Sempre nel 2016 realizza negli Stati Uniti il videoclip e la copertina dell’album IT’S ALL DEVO di Gerald Casale (DEVO). Nel 2018 esce il suo nuovo libro Max vs Max, edito da Giunti. Da maggio 2022 collabora con il mensile FQ Millennium diretto da Peter Gomez.

A gennaio 2023 debutta Extinction Chapter 1 presso Palazzo delle Stelline a Milano, primo capitolo di un progetto itinerante che pone sotto i riflettori i peggiori difetti degli esseri umani, attraverso un racconto in cui s’immagina un’umanità ormai estinta riscoperta dagli alieni. La stessa mostra è poi riproposta all’Aeroporto internazionale di Malpensa, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, ai Sassi di Matera e all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Nel 2025 presenta insieme alla fotografa e regista Arianna Bonucci il progetto Eau de Eau, un finto lancio di un profumo di lusso che, tra ironia e critica sociale, denuncia la crisi idrica globale e la mercificazione delle risorse. Dopo il debutto di Milano, Eau de Eau viene portato in tour negli Stati Uniti in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura, toccando le città di San Francisco, Los Angeles, Washington e New York. 

CORRELATI

Ultimi inseriti