venerdì, 16 Aprile 2021
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Equipollenza titoli Afam è legge, ma vale per chi si diploma entro dicembre 2017

Il tempo è stato tiranno per tutti quei studenti dei conservatori e delle accademie, che hanno conseguito il diploma di vecchio ordinamento oltre dicembre 2012. Una disparità temporale, che avrebbe, nonostante i tanti anni di studio e sacrifici, determinato non solo polemiche e sconforto, ma una vera discriminazione di trattamento. In tanti hanno ottenuto il sudato titolo di studio, nei fatti identico per materie e impegno a quello dei colleghi diplomati precedentemente, ma si sono poi ritrovati con un pugno di mosche in mano. Così per molti non c’è stata scelta: accontentarsi di un diploma ingiusto perché di serie B o passare al nuovo ordinamento seguendo il corso accademico di secondo livello. Che dire poi di quanti sono attualmente iscritti al vecchio ordinamento? Loro ci sono ancora e non sono certamente pochi. Non possono essere dimenticati. Da una parte, il passaggio al Trienno può apparire una scelta obbligata e vantaggiosa, ma dall’altra c’è chi non vuole  interrompere il percorso iniziato. Del resto, quanti potrebbero dargli torto? Provate ad immaginare lo stato d’animo di chi, trovandosi ad esempio all’ottavo anno di pianoforte, va avanti sapendo che la sua qualifica sarà sostanzialmente uguale a quella di un altro studente, che otterrà il diploma di primo livello in tre anni.

Ma le notizie belle, seppure tarde, arrivano sempre. “Approvato anche dal Senato il Milleproroghe, l’equipollenza dei titoli Afam è legge. Così come stabilito nell’emendamento 1.78 all’art. 1 viene prorogato al 31 dicembre 2017 il termine ultimo dell’equipollenza dei diplomi accademici rilasciati dai conservatori e dalle accademie”. Ha scritto, infatti, in una nota il deputato del Pd Franco Ribaudo, primo firmatario dell’emendamento presentato nelle scorse settimane alla Camera dei deputati.

Dunque, da adesso tutti coloro che hanno conseguito il diploma di vecchio ordinamento in questi anni o lo conseguiranno entro il 31 dicembre 2017, non saranno colpiti da questa disparità temporale, ma valutati per il loro effettivo corso di studi. La proroga verrà attuata dal Governo entro il 2018.

Per tantissimi studenti una grande conquista, salutata con gioia ed entusiasmo. Il traguardo raggiunto, tuttavia, non può non lasciare a parecchi l’amaro in bocca: che ne sarà, infatti, di tutti coloro che, frequentando nei Conservatori e nelle Accademie i corsi di vecchio ordinamento, si diplomeranno dopo il 2017? Non dovrebbero valere anche per loro gli stessi diritti? Ecco, dunque, che da una parte, alcuni, valutando il risultato ottenuto come una “vittoria parziale”, si dichiarano pronti a non smettere di lottare per una attribuzione, che continua ad essere loro negata. Dall’altra parte, invece, non manca il risentimento di altri, che, negli anni precedenti, non hanno esitato ad impiegare tempo e denaro, iscrivendosi ai corsi di biennio o facendo il passaggio al nuovo ordinamento.

Oltre agli animati e senza dubbio inevitabili commenti da parte degli studenti sui corsi di studio e i relativi titoli, c’è poi da dire che le problematiche del sistema nazionale di Alta Formazione Artistica e Musicale sono certamente tante e gravi, a causa del mancato completamento della riforma 508/99. Quanto tempo dovrà ancora passare per far sì che la politica sia finalmente sensibile alla musica?

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