Doppio Fronte. Oratorio per la Grande Guerra – visto da me

Doppio Fronte. Oratorio per la Grande Guerra, di e con Lucilla Galeazzi e Moni Ovadia, in scena fino al 23 novembre presso il Teatro Biondo di Palermo, è uno spettacolo incentrato esclusivamente sul tema della Prima Guerra Mondiale, rievocata attraverso la lettura di lettere dal fronte, memorie di sopravvissuti, poesie e riflessioni di uomini e donne, che vissero in quel periodo storico. La declamazione di questi documenti, articolata su due prospettive, Lucilla Galeazzi da una parte, in veste di narratrice-cantante, Moni Ovadia dall’altra, in qualità di aedo, è accompagnata dalla proiezione di immagini di personaggi storici, studiosi, combattenti in trincea, soldati dal volto sfigurato dalle granate e altri visioni cruente di guerra; sullo sfondo il coro dei giovani del Conservatorio Vincenzo Bellini con brani del repertorio patriottico, canti contro la guerra, Trilussa e la canzone Gorizia, di fianco il gruppo musicale formato da clarinetto, tromba, fisarmonica e contrabbasso. Nessun cambiamento di scena con pochi effetti di luce: l’atmosfera è perlopiù cupa e, a tratti, fosca. Emerge la rappresentazione di una guerra contraddittoria: guerra come espansione, realizzazione della gloria, valore della patria, guerra come sofferenza, distruzione, interesse dei potenti e cenere dei corpi.
Uno spettacolo con una impostazione “da libro di storia”, a momenti stancante (dura ben due ore), ma fortunatamente ben animato dalla vivacità del Coro Bellini. Brillante e degna di nota la tromba di Massimo Marcer.