Domani, domenica 7 dicembre, alle 17.15, la Chiesa del SS. Redentore e San Nicolò di Bari diventa il centro simbolico del Natale 2025 in Sicilia: verrà inaugurata “Nativity – Sculture in vetro di Murano” del maestro Pippo Madè, uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea.
L’esposizione, allestita nella Cappella dell’Immacolata, resterà visitabile fino al 18 gennaio 2026 e segnerà ufficialmente l’avvio della Via dei Presepi e del programma delle festività natalizie del Comune di San Giuseppe Jato.
Un “Presepe incantato” che torna a parlare al presente
La Natività di Madè non è un semplice presepe: è un’installazione luminosa, scolpita nel vetro di Murano, che trasforma la cappella in un piccolo teatro di luce. Fin dal suo debutto nel 1981 nel Duomo di Monreale, l’opera è stata definita “presepe incantato” e ha viaggiato in alcuni dei luoghi più significativi della cristianità e della cultura italiana.
In particolare, le esposizioni nella Basilica di San Francesco ad Assisi e nella Basilica di Santa Croce a Firenze ne hanno consacrato il prestigio internazionale: due sedi-simbolo in cui la Natività di Madè ha dialogato con capolavori assoluti della storia dell’arte, inserendosi a pieno titolo nel panorama delle grandi esposizioni europee.
Accanto a queste tappe, il “presepe incantato” è stato presentato anche a Palermo (Santa Cita, Santa Caterina, Cappella Palatina), nel Duomo di Monreale e in altri importanti luoghi di culto, confermando il suo forte valore spirituale e culturale.
Come ricorda la storica dell’arte Adriana Mastrangelo, la Natività di Madè è una vera e propria “catechesi visiva”: un annuncio del Vangelo affidato alle immagini, nel solco di una tradizione che parte dalle catacombe paleocristiane e arriva al gesto rivoluzionario di San Francesco a Greccio nel 1223. Qui il vetro di Murano, lavorato con pazienza quasi monastica, restituisce la scena della nascita di Gesù in modo immediato, tenero e insieme potentissimo: una luce che non ha bisogno di parole per farsi capire da adulti e bambini.
Le parole della comunità: fede, identità e orgoglio
Per don Giuseppe Vasi, arciprete e parroco della Chiesa Madre, l’arrivo di Nativity è “un dono alla città, alla diocesi e a chiunque varcherà la soglia di questo tempio”: un segno di fede che si intreccia con la storia del territorio. La cappella dell’Immacolata diventa così un luogo in cui arte e spiritualità si fondono, offrendo ai fedeli – e a chi magari entra solo per curiosità – l’occasione di sostare, guardare, interrogarsi sul senso del Natale.
Non è un’operazione soltanto devozionale. È anche una scelta culturale e identitaria, come sottolinea il sindaco Giuseppe Siviglia, che ha fortemente voluto la presenza delle preziose sculture a San Giuseppe Jato. Il maestro Pippo Madè, infatti, è cittadino onorario del Comune, titolo conferito in occasione del 150° dell’Unità d’Italia e della firma del “Patto di amicizia e fratellanza per la legalità” con il Sacro Convento di Assisi.
Con questa nuova tappa del “Presepe incantato”, si rinnova il legame tra la comunità jatina e quel mondo francescano che tanto ha isp irato l’arte dell’autore. Al tempo stesso, la mostra proietta il paese in un circuito di prestigio, dando visibilità al territorio nel panorama delle iniziative natalizie regionali.
Pippo Madè, un maestro tra arte, impegno civile e spiritualità
Classe 1936, palermitano, Pippo Madè ha costruito in decenni di lavoro un linguaggio riconoscibilissimo: segno netto, colori accesi, figure che sembrano uscire da un racconto antico per farsi coscienza civile del presente.
Autodidatta, ha dialogato con scrittori, critici, teologi; ha affrontato temi scomodi – dall’antimafia alla piaga delle droghe e della violenza – e le sue immagini sono entrate in libri, studi universitari, campagne di sensibilizzazione. I grandi cicli ispirati ai testi sacri e alla figura di San Francesco, la Via Crucis su pietra lavica per la Basilica di Assisi, il Cantico delle Creature, le esposizioni a Santa Croce a Firenze e in numerosi centri italiani ed esteri hanno sancito il suo ruolo di riferimento nel panorama artistico.
Riconoscimenti, premi internazionali, l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica: un percorso che rende ancora più significativo l’approdo della Natività a San Giuseppe Jato.
Una mostra che inaugura il Natale 2025
L’inaugurazione di domani alle 17.15 sarà il cuore pulsante di una giornata simbolica per la comunità jatina: subito dopo è prevista la Santa Messa con le autorità civili e militari, quindi l’accensione dell’Albero di Natale in piazza Falcone Borsellino e l’apertura ufficiale della Via dei Presepi, itinerario diffuso che coinvolgerà parrocchie, associazioni e famiglie.
L’esposizione “Nativity – Sculture in vetro di Murano” è curata dall’Associazione Culturale Festina lente, guidata da Rosario Lo Cicero Madè e Claudia Scavone, da anni impegnati nella valorizzazione dell’opera del maestro e nella promozione di progetti culturali dalla Sicilia all’Italia e all’estero. Un lavoro di rete che, ancora una volta, porta nel territorio un’operazione di alto profilo artistico e pastorale.
Per chi vive a San Giuseppe Jato sarà un appuntamento da segnare in agenda; per chi viene da fuori, una buona occasione per scoprire un paese che sceglie di raccontare il Natale con la forza mite dell’arte.
Davanti alla luce di quel Bambino di vetro, tra i volti di Maria, Giuseppe, i pastori e i Magi, sarà difficile restare semplici spettatori: la “Nativity” di Pippo Madè è pensata per questo, per trasformare ogni sguardo in una piccola, personale domanda di senso.


