PALERMO – L’inverno di #wallofsounds 2025 festival / VII edizione / “territorium/territori”, diretto da Gaetano La Rosa, entra nel cuore con due appuntamenti che mettono a fuoco il rapporto tra suono, corpo e immagine e un terzo che sposta il discorso sulle mappe e sulla geografia alternativa.
Domani, sabato 17 gennaio 2026, il festival fa base alle Officine Bellotti, in via Gagini 31. Alle 18.30 si inaugura “TERRITORIUM”, installazione site-specific di Cécile Donata Soupama, a cura di Federica Fruttero. È il capitolo espositivo di una trilogia pittorica sviluppata tra il 2020 e il 2025: Territorium I – Il viaggio interiore (2020), Territorium II – Polytropos (2022) e Territorium III – Da un malinteso alla comprensione (2025). Al centro del lavoro c’è il modo in cui l’artista percepisce il mondo attraverso un ascolto “ritardato”: un handicap uditivo presente fin dall’infanzia la porta a ricevere i suoni con uno scarto temporale, costringendola a interpretarli prima di assimilarli. Questa distanza obbligata ha modellato il suo rapporto con la parola scritta, con quella ascoltata e con la pittura, che diventa lo spazio in cui colmare lo spazio fra il suono che accade e il suono che arriva. Il gesto pittorico registra questo distacco involontario dal reale e lo traduce in ritmo, materia, colore. La mostra, ospitata in un luogo come le Officine Bellotti si inserisce perfettamente nel tema del festival.
Stessa sede, cambio di assetto alle 21.00, con la performance “Bestia Sagrada” di Isabel Do Diego, realizzata in collaborazione con l’Instituto Cervantes Palermo. Qui il territorio diventa corpo e voce. In “Bestia Sagrada” il lamento del flamenco viene innestato sulla fisicità vocale di diverse tradizioni: canto sacro medievale europeo, richiami alla preghiera mesopotamica, recitazione del teatro di pupazzi giapponese Bunraku. La voce è trattata come un organismo abitato da più presenze, un bestiario folclorico che si manifesta su basi elettroniche costruite come veri e propri “trompe-l’oeil sonori”.
A sostenere questo dispositivo ci sono tre “bestie strumentali” – NIGAWARAI, MANTICORA e IFRIT – create da Isabel Do Diego per portare live queste architetture elettroniche, impostando la scena come un ambiente rituale. È un habitat per un canto mostruoso sacralizzato dall’elettronica. Il palco viene trattato come un altare e la “bestia sacra” come una figura da celebrare: un lavoro che mette insieme identità di genere, mitologie femminili e costruzione sonora del sacro, riportando tutto al corpo e alla voce.
Il percorso di “territorium/territori” prosegue la settimana successiva con “TERRITORI”, installazione site-specific di Corrado Sassi a cura di Gaetano La Rosa, che si inaugura giovedì 22 gennaio 2026, dalle 16.30 alle 20.30, all’Archivio Storico Comunale in via Maqueda 157. L’intervento è composto da otto grandi arazzi realizzati per la Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano. Gli arazzi riproducono mappe reimmaginate e sono costruiti attraverso un lavoro di “controgeografia”, concetto elaborato da Matteo Meschiari. L’idea è che le mappe non siano neutre: una carta francese del Settecento, ad esempio, racconta i desideri e le ambizioni di re, chierici e borghesi, ignorando quelli di tutti gli altri; una mappa aborigena, invece, può parlare di esseri mitici, viaggi ancestrali, alleanze tra clan, relazioni fra uomini e spiriti.
Nella pratica di Sassi questo si traduce in un vero e proprio “hackeraggio” della geografia. Le immagini di partenza vengono modificate tramite interventi di art textile: ago e fili di lana colorati tagliano, sovrascrivono, deviano, ridisegnano i tracciati pre-codificati. La mappa smette di essere un semplice strumento amministrativo e diventa la sintesi di uno sguardo diverso sul mondo, in linea con la definizione di Meschiari: “La ‘controgeografia’ è uno sguardo sull’immaginario geografico umano che, adottando una prospettiva interna, illustra l’incredibile varietà dei mondi altrui”. Una citazione che trova corpo nelle superfici tessili dell’installazione, dove il territorio è tanto politico quanto simbolico.
La mostra è ospitata all’Archivio Storico Comunale e sarà visitabile con i seguenti orari: lunedì e martedì dalle 9 alle 13, da mercoledì a domenica dalle 10 alle 17. Per informazioni e prenotazioni è attivo il numero WhatsApp 328 2643700.
#wallofsounds 2025 festival / VII edizione / “territorium/territori”, con direzione artistica di Gaetano La Rosa, è prodotto dall’Associazione Dionysus con il patrocinio dell’Area della Cultura – Palazzo Ziino – Palermo / Assessorato Cultura Palermo, dell’Assessorato regionale Turismo Sport Spettacolo – Regione Siciliana, della Fondazione Orestiadi, con il supporto del Goethe-Institut Palermo, dell’Instituto Cervantes Palermo, del Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia, della Fondazione studio_rizoma_, e in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Spazio Etnoantropologico e Archivio Cittadino, Palermo Città che Legge e l’Associazione culturale En Virtudes.
Domani alle Officine Bellotti e il 22 gennaio all’Archivio Storico Comunale, il festival mette sul tavolo tre modi diversi di immaginare i territori: con la pittura di Cécile Donata Soupama, con la voce e l’elettronica di Isabel Do Diego, con le mappe tessute di Corrado Sassi. Chi vuole capire dove sta andando oggi il discorso su suono, spazio e immaginario, sa dove farsi trovare.


