Dare voce al teatro: nasce l’audiospettacolo di ”Uno, nessuno, centomila”

uno nessuno centomila
uno nessuno centomila - enrico lo verso

Un progetto ideato da ERGO SUM PRODUZIONI in risposta alle esigenze del momento e alle misure di contenimento di contagio della epidemia che hanno imposto la chiusura dei teatri, costringendo il pubblico a privarsi della possibilità di assistere a spettacoli e a iniziative culturali. I Teatri hanno chiuso il sipario per un tempo indefinito, ma comunque troppo lungo per non innescare negli spettatori il bisogno di attingere ad altre risorse emozionali. Così, si cerca di portare al pubblico la voce del Teatro e nasce l’Audiospettacolo, un modo nuovo e originale per dare “Voce al Teatro”.

Il primo Audiospettacolo nasce dallo spettacolo “evento” che ha realizzato oltre 400 sold out in Italia e all’Estero. Un omaggio a Luigi Pirandello attraverso l’adattamento teatrale, curato da Alessandra Pizzi, del più celebre dei suoi romanzi, magistralmente interpretato da Enrico Lo Verso, che per questo spettacolo, ha scelto di ritornare sul palcoscenico dopo 12 anni di assenza.

Il formato digitale è disponibile sul sito ergosumproduzioni.it/ e nei principali store (on line) di libri e audiolibri  (Il narratore, google play, storytel), sulla pagina Facebook di UNO NESSUNO CENTOMILA.

Si tratta del formato audio da scaricare comodamente sui propri dispositivi (pc, tablet, cellulare) e ascoltare lasciandosi trasportare dalla voce narrante di Enrico Lo Verso.

UNO NESSUNO CENTOMILA

Tratto dall’adattamento teatrale del romanzo di Luigi Pirandello a cura di Alessandra Pizzi, con la voce di Enrico Lo Verso, che, nella sua versione teatrale, ha ottenuto un grande successo di pubblico con 400 repliche Sold Out e oltre 350.000 spettatori. Un solo attore in scena che, con una scenografia minima, da voce ai personaggi dell’ultimo romanzo di Luigi Pirandello, quello che riesce a sintetizzarne il pensiero nel modo più completo.

Il Vitangelo Moscarda interpretato da Lo Verso diventa uomo di oggi, di ieri, di domani. E il testo diventa critica di una società che adesso, come cento anni fa, tende alla “partecipazione di massa” a svantaggio della specificità dell’individuo. Ma la sua è una critica tutta proiettata alla ricerca di un finale positivo: la scoperta di essere sé stessi dentro la propria bellezza. L’interpretazione non manca di ironia e sagacia, ricca com’è di inflessioni e note di colore tipicamente siciliane, tanto care all’autore del testo, al personaggio e all’attore che lo interpreta.

Lo spettacolo, insignito del Premio Franco Enriquez per la regia e per l’interpretazione e del Premio Delia Cajelli per il Teatro, è andato in scena nella riduzione teatrale, curata da Alessandra Pizzi, in forma di monologo. Pubblico e critica hanno tributato il successo di un’iniziativa che ha contribuito alla conoscenza, specie tra i giovani, della letteratura e del teatro Pirandelliani.

La storia di un uomo, interpretato da Enrico Lo Verso, che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio, minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano intorno a un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del SÉ autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte, può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.