C’è un legame che ha a che fare col mare e che unisce la Sicilia alla costa atlantica della Spagna. E questa storia no tutti la conoscono. Tutto nasce da Porticello, borgo marinaro di Santa Flavia (Palermo), per arrivare a Santoña, in Cantabria, e qui spicca un’impresa tutta siciliana della famiglia Sanfilippo, capisaldi dell’industria delle alici cantabriche.
Era la fine dell’800, e nei mari siciliani la pesca delle alici non riusciva più a sostenere l’industria conserviera, così diversi salatori siciliani optarono di andare oltre il Mediterraneo, e ritentare la fortuna nelle fredde acque dell’Atlantico.
Quello che si cercava era materia prima di qualità, e lì ce ne stava in quantità, in più, scoprirono che in Cantabria, le alici – così prezioso qui da noi – lì non se le filava nessuno, addirittura i pescatori del luogo le rigettavano in mare per usarle come esca. Nessuno nel nord della Spagna sospettava che quelle alici, più grasse e saporite di quelle mediterranee per le acque fredde dell’Oceano, rappresentavano un vero tesoro.
I nostri siciliani emigrati lì questo lo sapevano bene, così insegnarono ai cantabrici l’arte della salatura, l’antica tecnica tramandata nei nostri borghi marinari come un sapere sacro. E per i Sanfilippo, che scelsero di mettere radici a Santoña, da allora, sono passate ben cinque generazioni, e questo nome oggi è sinonimo di eccellenza nel settore.
Le alici dei Sanfilippo sono considerate tra le migliori al mondo, grazie soprattutto alla tradizione che tiene ben stretta l’origine siciliana, ed i loro stabilimenti non sono solo luoghi di produzione, ma anche un vero e proprio museo aziendale che racconta la storia della loro avventura e del loro fortissimo legame con la Sicilia.
Santoña, addirtittura, prima del loro arrivo, era un paese agricolo, ed oggi è uno dei poli più importanti dell’industria conserviera spagnola. Nel 2011, il comune, ha reso omaggio alla famiglia siciliana che ha cambiato il destino di questo paese, tanto che il lungo mare collegato col porto ha preso il nome di “Paseo de los Salazoneros Italianos”. Sulle targhe, si leggono i cognomi delle famiglie italiane e soprattutto siciliane che, come i Sanfilippo, hanno intrecciato la loro storia con quella dell’Atlantico e che ancora oggi sono presenti a Santoña. Tra le altre famiglie citate vi sono i: Marino, Zizzo, Lo Coco, Cefalù, D’Acquisto, Tagliavia e Sanfilippo (tutte originarie di Porticello); i Tarantino (di Sant’Elia); gli Orlando, Palazzolo (di Terrasini); i Vella (di Trapani); e tanti altri.
Insomma una bella storia che sa di mare e di Sicilia, e che ha dimostrato come i nostri saperi antichi siano riusciti a cambiare l’economia di interi territori, non solo in Cantabria, ma anche nelle vicine Asturie e nelle coste basche.


