venerdì, 7 Ottobre 2022
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Dal 30 settembre Le Vie dei Tesori a Palermo: tutti gli appuntamenti coi luoghi da scoprire

Dal 30 settembre al 30 ottobre a Palermo. Ecco anche il programma de le vie dei tesori a Cefalù, pre tre week end dall'1 al 16 ottobre

Tra le novità della XVI edizione de Le vie dei tesori a Palermo, l’apertura di Porta Nuova che segnava l’entrata nella città, che un vicerè trasformò in alcova e che ospitò Garibaldi: per la prima volta si potrà percorrere la terrazza scoperta che la collega a Palazzo Reale e salire alla prima balaustra da cui ammirare da un lato Monreale e dall’altro il mare, passando sulle cupole del centro storico. Ritornano le visite al carcere Ucciardone, emblema di anni bui ma oggi pieno di attività produttive a cui si aggiunge l’aula bunker dove la visita sarà arricchita dal racconto dei cronisti che seguirono il maxiprocesso, e, soltanto nel primo weekend, anche la sede della Prefettura a Villa Whitaker. 

Aprono le porte tre chiese dimenticate del centro storico, colme di stucchi e di memorie, le dimore disegnate da architetti affacciate sul golfo, i palazzi storici che ospitano mostre contemporanee; cortigiane e nobildonne si racconteranno tra rovine e salotti, ci saranno i sax tra i reperti archeologici e il teatro d’autore nel Castello sul mare. 

Il nuovo programma prende il via da venerdì 30 settembre (torna il venerdì, soprattutto per le scuole) al 30 ottobre, per cinque weekend, in contemporanea a Catania, dove il festival partirà sabato 1; e, fino al 16 ottobre, anche a Carini e Cefalù, RagusaScicli e Alcamo.

Altra novità una App agile e funzionale, scaricabile gratuitamente, dove avere tutte le informazioni, acquistare i coupon, avere in tempo reale le notifiche sull’ultimora.

I LUOGHI

Sono 88 e spesso si intersecano con le esperienze: alcuni noti, altri inediti. Tra fornaci, cripte, camere dello scirocco, si scoprirà il sottosuolo della città, e le Porte. Le ville e i palazzi storici: a partire da Palazzo Francavilla, affacciato sul Teatro Massimo, un tempo primo avamposto “di campagna” fuori le mura: ci lavorò il Basile, ma anche Civiletti, Ugo e Rutelli;  il trecentesco Palazzo Galletti di Santamarina che sorse su un tratto delle mura del Cassaro, possiede ancora un ricco impianto di bifore, archi e mensole intagliate: oggi è un luxury hotel e nel rifugio antiaereo è stata realizzata una Spa. Villa La Pompeiana di Mondello che è rinata dopo essere stata considerata per decenni casa dei fantasmi; Villa Lituania, affacciata sull’Addaura; Villa Magnisi con la sua collezione di piante officinali. E ancora, la chiesa degli “aromatari”, i farmacisti di un tempo;  Santa Maria di Portosalvo, “mutilata” dal prolungamento del Cassaro a metà ‘500; San Gregorio Papa che sembra sbucare fuori dalle bancarelle del Capo; e la piccola Sant’Agnese, cuore pulsante del rinnovamento del quartiere Danisinni; e ancora la Cripta delle Repentite, con le tombe segrete delle prostitute diventate monache. Il Convitto Nazionale dove studiò Giovanni Falcone, con il suo spettacolare refettorio. 

Ci si potrà affacciare dai balconi di Palazzo Valguarnera dove l’artista Marco Papa continua il suo lavoro legato alla ricomposizione di miti e storie contemporanee.  Alla chiesa Anglicana si cercheranno le tracce dei Whitaker e degli Ingham, lo Steri si aprirà come un unico complesso monumentale dove seguire percorsi diversi; ritorna la Casa Massonica con le sue stanze segrete, la collezione di Anatomia dell’Università tra i manichini su cui un tempo si studiava; si scopre che la città possiede cave sotterranee, le antiche Fornaci di nuovo visitabili. 

Aprono le porte i teatri (Massimo, Biondo, Politeama), i luoghi della Fondazione Sicilia (Palazzo Branciforte e Villa Zito, con percorsi ad hoc) e i musei: l’Abatellis, in due sale dell’ala nuova, per un unico percorso dedicato alla pittura siciliana di ‘600 e ‘700 che farà arrivare sulla terrazza da cui si ha una bellissima prospettiva sulla città; l’Oratorio dei Bianchi apre tre sale meravigliose del primo piano, tra cui anche la sala del Fumagalli; e Palazzo Mirto, con gli appartamenti del secondo piano. I luoghi della legalità: sono tanti, a partire dall’aula Bunker del Maxiprocesso (sempre dentro l’Ucciardone, ma con un altro ingresso) dove di solito sono ammessi solo avvocati, giudici e imputati e dove le visite saranno arricchite dal racconto dei cronisti che da tempo seguono i fatti di mafia; poi la Casa dove visse Padre Pino Puglisi, ucciso esattamente trent’anni fa; la Questura che ha ideato un percorso-memoriale sulle vittime di mafia e dove la scrittrice Alessia Franco ha pensato un itinerario per i più piccoli.

LE ESPERIENZE

Quasi cinquanta le esperienze. Si scenderà nei qanat arabi, si potrà andare in barca tra grotte e ninfei sconosciuti, o cercare i contorni della famosa “Sicilia” nell’isola che un tempo era al centro del lago di Maredolce; i voli in piper e le visite in notturna all’Orto Botanico, lo yoga al centro buddista Muni Gyana a Pizzo Sella; si potrà seguire il lavoro delle restauratrici a Palazzo Montalbo, imparare a dipingere il vetro con gli artigiani o scoprire gli affreschi ritrovati nella caserma Ruggero Settimo dove è anche possibile visitare un piccolo museo della guerra; salire dai frati di Santa Maria del Gesù o cercare i nomi celebri sulle tombe del cimitero monumentale; scoprire costumi d’epoca nelle collezioni private, raccolte di maioliche, un focus sulle prime edizioni dei “Beati Paoli” allo Spazio Flaccovio. Raggiungere il luogo preferito dai vedutisti di metà Ottocento, scoprire i segreti della “maramma” della Cattedrale o delle tante Rosalie della città, con Giovanni Travagliato, e capire come si possa “rigenerare” la città con l’assessore e professore Maurizio Carta; grandi e piccini entreranno in Radici nato in una cartiera dimenticata o da Terra Franca, simbolo del Sacco di Palermo, oggi sede del primo apiario olistico siciliano.

L’ARTE CONTEMPORANEA

Del diruto Palazzo Costantino, con l’affresco superstite del Velasco e il progetto curato da Paola Nicita all’interno dell’Itinerario Contemporaneo realizzato con Institut Française. Palermo Palazzo Costantino è messo a disposizione da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Cesira Palmeri di Villalba.

Palazzo Isnello, affacciato sul Cassaro, invece, nasconde due segreti: l’unico Genio di Palermo in una dimora privata, qui, Fabrice de Nola presenta À faire de nouveau, mostra a cura di Desirée Maida che racconta il suo lavoro sul barbuto nume tutelare della città. La mostra presenta opere pittoriche che sono implementate da codici QR che approfondiscono il racconto sul Genio, e stereografie fruibili dal pubblico attraverso uno speciale visore stereoscopico. 

Il sito dell’ex Gasometro– reticolo industriale dimenticato, visibile da gran parte della città – che la AMG Energia ha riqualificato destinandolo alla sua collezione di artisti contemporanei.

LE ESPERIENZE FUORI PORT

Dieci esperienze fuori porta, a partire da Terrasini dove apriranno le collezioni e i depositi di Palazzo D’Aumale, spiegate da un entomologo; e sempre a Terrasini si potranno scoprire i fondali di Cala Rossa. Snorkeling a Capo Zafferano e giri in barca a vela dal borgo di Porticello dove si potrà anche scendere in immersione accompagnati dai sub. A Santa Flavia si visiterà sia la delicata Villa Filangeri che il suo parco storico, a San Mauro Castelverde la zipline e la discesa nelle gole. 

TEATRALIZZAZIONI E CONCERTI

Stefania Blandeburgo passerà dai velluti seicenteschi ai busti settecenteschi agli stracci della moglie di Peppe Schiera, dalla cortigiana sontuosa fino all’elegante signora Decò, dando vita a cinque storie di donne. Sarà Dulciora, la donna che sfidò il Sant’Uffizio tra le carceri dello Steri: un’inquisita di riguardo, che però usò la sua posizione per sbertucciare il bigottismo degli uomini di Torquemada. Poi Lucie Henry, la moglie francese di Vincenzo Florio che lo seguì dagli sfarzi dei salotti alla caduta finanziaria, e racconta questo grande amore dai salotti della Palazzina Quattro Pizzi all’Arenella; dalla povera Margheritina che cerca il suo marito poetastro sotto le macerie delle bombe del ’43 (in scena nel rifugio antiaereo della biblioteca Bombace) a zia Mimmi, la marchesa Maria Concetta Giaconia, vedova del marchese Gaetano Pottino di Irosa, morta a 101 anni nel 2013 nella sua grande villa di via Notarbartolo, dove ora la pronipote, Geraldina Piazza, ne recupera la storia. E infine un ritorno, la cortigiana protetta dal vicerè Colonna: racconterà editti e bandi contro le donne in quel luogo senza tempo che è la Cripta delle Repentite. A Palazzo Alliata una visita-happening in costume tra tanti personaggi dell’epoca che accoglieranno i visitatori. E uno storico innamorato come è Salvatore Savoia racconterà un vero Genio del male come l’abate Vella, autore della celebre “impostura” narrata da Sciascia.

In nome della madre”, il testo di Erri De Luca interpretato da Galatea Ranzi andrà in scena sullo sfondo del Castello a Mare, il cui recupero è stato completato lo scorso anno. Il racconto laico e contemporaneo della gravidanza di Maria e la nascita di Gesù. 

In collaborazione con Le Vie dei Tesori, il festival Prima Onda è in programma per un mese a partire dal 3 ottobre e che per un intero weekend (l’ultimo, dal 28 al 30 ottobre) con spettacoli in alcuni luoghi del Festival. Teatro, musica, improvvisazioni e danza prenderanno vita nella zona Sud della città, dall’Ecomuseo del Mare alla Casa di Padre Messina, il ricavato degli spettacoli di questo weekend sarà tutto devoluto da Prima Onda al restauro che Le Vie dei Tesori si è impegnato a fare in un bene dell’Esercito: la realizzazione di una struttura di protezione dalla caduta massi di un’area della Caserma Ruggero Settimo che consentirà di riaprire il teatro della Caserma.

Al Museo Pasqualino con l’Opra, tra cristiani, saraceni, paladini e figure fantastiche. I concerti jazz tra i reperti del Salinas coi tre sassofoni L.Switters Sax Brotherhood (Gianni Gebbia, Davide Barbarino e Pierfrancesco Mucari), di cui uno improvviserà davanti alla statua di Zeus, l’altro condurrà tra crateri dipinti, stele, vasi, il terzo dialogherà con la Pietra di Palermo. Poi tutti e tre alla Sala delle Metope.

IL FORUM INTERNAZIONALE

Il Forum si svolgerà allo Steri il 21 e il 22 ottobre con la partecipazione di dieci delegazioni di Paesi del Mediterraneo, il supporto del Ministero della Cultura e la partnership dell’Università di Palermo, e si celebrerà anche i 90 anni dalla morte di Ernesto Basile.

LE VIE DEI SAPORI

Con le Cuoche combattenti nella chiesa di san Gregorio Papa scoprendo che un barattolo può essere simbolo di rinascita; e che da dolci e biscotti può nascere il riscatto e il giardino fiorito di Cotti in Fraganza; che c’è un luogo a due passi dal centro di Palermo dove si coltivano avocado, mango e papaya; che a San Martino delle Scale si produce (e si degusta) ancora la birra dei monaci; e che in una Museo del caffè come quello creato da Morettino, la visita può essere gustosa, profumata, immersiva. Gli aperitivi o il brunch sono ancora più belli se ospitati in antiche residenze nobiliari come palazzo Asmundo o liberty come lo Stand Florio. Tutti da prenotare sul sito delle vie dei tesori. 

IL FESTIVAL KIDS

Una sezione del festival dedicata a bambini e ragazzi, da 3 a 12 anni. Da venerdì 30 settembre a venerdì 28 ottobre, ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, saranno ospitati in tre gazebo nelle piazze principali di Palermo per conoscere e immaginare la città, tra esperienze e laboratori creativi. Al Politeama scopriranno i Florio, Basile e la Belle Époque; in piazza Verdi tra vicoli e piazze di un Monopoly, anticipando l’edizione del gioco dedicata a Palermo; e nel gazebo Bellini recupereranno la memoria del Genio di Palermo, simbolo di inventiva, appartenenza e creatività: il laboratorio è stato ideato dall’artista Domenico Pellegrino.

PASSEGGIATE

Condotte da botanici, guide naturalistiche, giornalisti, storici, appassionati, sono ottanta, alcune replicate più volte: dai Quattro Mandamenti alle periferie come il progetto di alleanza creativa Sperone167, dai Giardini d’Orleans che verranno visitati con la guida di un ornitologo, alla Palermo araba, ai tour sulle tracce dei Florio e sulle orme dei gattopardi, cercando Goethe o raggiungendo un borgo fantasma, o cercando un fiume sotterraneo, persino adocchiando un bosco dimenticato ai margini della Conca d’Oro; cercando le periferie che faticosamente rinascono, gli spazi “invisibili” censiti dai geografi contemporanei di Giulia De Spuches; la Mondello Liberty delle ville eleganti, nel Parco della Favorita. Poi, passeggiate green, soprattutto fuori porta, in montagna e in collina, tra ruscelli e cascate, sentieri e mulattiere, per scoprire i dintorni della città. Prenotazione sul sito de le vie dei tesori.

PROMEMORIA:

I luoghi visitabili ad Enna, Caltanissetta, Messina, e nel trapanese, ma anche a Bagheria e Termini Imerese, per le vie dei tesori, giungono al terzo ed ultimo week end, il 24 e 25 settembre. Nel link seguente, ecco tutti i luoghi visitabili città per città:

https://www.giornalecittadinopress.it/i-luoghi-visitabili-ad-enna-caltanissetta-messina-e-nel-trapanese-per-le-vie-dei-tesori/

LE VIE DEI TESORI A CEFALU’

Le Vie dei Tesori tornano a CEFALÙ con tre weekend di percorsi inediti tra arte e natura, antiche vestigia e sentieri verdi fin sulla Rocca, collezioni e palazzi nobiliari, ma anche personaggi affascinanti come il barone Mandralisca. Il programma del festival, in collaborazione con il Comune, racchiude chiese piccoline, studi d’artista, percorsi naturalistici. Aprono le porte sei luoghi, più quattro esperienze e una passeggiata. Si parte sabato 1 ottobre, sempre sabato e domenica, fino al 16 ottobre. Si parte dalla facciata di Santa Maria al Borgo con la magnificenza degli interni e un bellissimo ciclo di affreschi del ‘600; la chiesa del convento di San Francesco dovrebbe risalire al XIII secolo, e ospita una Madonna con Bambino in marmo, attribuita a Domenico Gagini, oltre alla statua in legno della Madonna Addolorata, a cui i cefaludesi sono molto devoti. La chiesa della SS. Trinita del XV secolo, annessa al convento di San Domenico, alle pendici della Rocca ha un pavimento in “lumachella” – pietra sedimentaria proveniente dalla stessa Rocca di Cefalù – ma soprattutto un altare in pietra di Trani donato nel 2010 all’allora Rettore, monsignor Crispino Valenziano, dall’architetto Renzo Piano: la lastra, che guarda verso l’assemblea, è un lapislazzulo afghano, tagliato in modo che le venature si rispecchino formando una Croce. Dal fiume Cefalino le acque giungono e si mischiano nel mare, il mito vuole che siano lacrime della ninfa Echenais, pentita di aver causato la morte del bellissimo pastore e cantore Dafni, di cui era follemente innamorata: ma passeranno per forza dalle bocche scolpite a testa di leone crinito, dell’antico Lavatoio medievale. Infine, all’interno della Corte delle Stelle, si scoprono i resti di una strada di epoca ellenistico-romana studiata dagli archeologi. La passeggiata condurrà invece nel cuore della città, dall’ antico quartiere ebraico della Giudecca con la Postierla sulla scogliera, al suggestivo quartiere arabo-normanno di Francavilla. Per le due esperienze: saranno due artisti ad aprire le porte dei luoghi dove le loro opere prendono forma, ovvero, Roberto Giacchino accoglierà i visitatori nella sua bottega, dove le sculture in legno d’ulivo e in pietra formano volti, e sarà proprio lui a mostrare le diverse fasi del suo lavoro. Invece Giuseppe Forte rappresenta la storia dell’arte pittorica a Cefalù, dagli anni Sessanta ad oggi; pittore poliedrico, che spazia dall’olio alla china, dalla pittura su legno a quella su vetro, dai paesaggi all’arte sacra e alla ritrattistica, e che, per i visitatori del festival, ha preparato dei supporti su cui ciascuno potrà mettersi alla prova. Del Museo Mandralisca si conservano manoscritti e incunaboli, una copia cinquecentesca della Divina Commedia commentata dal Landino. In una delle sale si potrà visitare il laboratorio dell’Officina artistica Roncisvalle fondata da Giuseppe Quolantoni e Angelo Sicilia, per rilanciare l’antica arte dei pupi siciliani, con tanto di spettacolo dell’Opra. Ma il Museo ospita anche uno dei misteri meglio conservati della Storia dell’arteil “Ritratto d’ignoto” di Antonello da Messina, e su questo capolavoro, una performance con Stefania Blandeburgo sarà ispirata al romanzo di Vincenzo Consolo.

INFO

Sarà possibile raggiungere alcune tra le città da Palermo tramite i bus navetta messi a disposizione da Autoservice: sono programmati i tour a Scicli (8 ottobre), Alcamo (9 ottobre), Cefalù (15 ottobre), Ragusa (16 ottobre), Catania (23 ottobre), prenotabili sul sito. Informazioni: 091 842 0004, tutti i giorni dalle 10-18.

Prenotazioni consigliate, come il distanziamento, e l’acquisto dei coupon on line che sono validi per tutte le città della stessa provincia, quindi, quelli di Palermo, sono validi a Cefalù, Carini, e viceversa, e si possono utilizzare anche quelli già acquistati per Bagheria e Termini Imerese. Il coupon per l’ingresso con visita guidata, oltre al sito web del festival, è disponibile negli infopoint di Palermo. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite, e da 3 euro per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 6 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Saranno disponibili nei luoghi solo i ticket da 3 euro.

Ulteriori dettagli su www.leviedeitesori.com

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