Monasteri che tornano alla luce, la biblioteca di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Palazzo Marchesi che un tempo fu sede della Santa Inquisizione, la Real Casa dei Matti, il primo manicomio moderno d’Europa: a Palermo torna Le Vie dei Tesori, tra le novità di quest’anno, si rivedrà, dopo il restauro del Comune, la chiesa dello Spasimo, e riaprirà dopo trent’anni l’ex Palazzo delle Finanze.
Palermo punica, araba, normanna, spagnola, barocca, Liberty, ed ancora, i qanat, chiese, cripte e oratori: da venerdì 10 ottobre a domenica 16 novembre sono in programma i week end che vedranno tutti questi luoghi aprire al pubblico per queste visite speciali.
Ci sarà un’esperienza immersiva che, grazie alla realtà virtuale, farà rinascere Villa Deliella, il gioiello di Basile abbattuto in una notte nel 1959, progetto in collaborazione con la casa editrice Kalòs o l’apertura straordinaria, anche in serale, dell’ex Palazzo delle Finanze che ospitò le malsane carceri della Vicaria, le segrete stanze della tortura, dove si aggiravano un cappellano, due carcerieri, il computista delle carceri e due carnefici, “dall’abito mezzo rosso e mezzo giallo”, e che nell’800 rinacque in stile neoclassico.
Apre pure Palazzo Marchesi, che fu tribunale della Santa Inquisizione prima dello Steri: poi ritornò ai Gesuiti, divenne sede del Genio militare e dell’Intendenza di Finanza, ma le bombe del 1943 lo distrussero in buona parte. Tra sofferenza e speranza si guarda anche alla Real Casa dei Matti, il primo manicomio “moderno” d’Europa, dove il barone Pietro Pisani accoglieva i malati di mente in modo umano. E si potrà visitare per la prima volta il Crocifisso di Navarrete, scoperto durante i lavori di recupero di Porta dei Greci, a cura dell’ANCE.
La chiesa dello Spasimo riapre dopo i restauri che continuano a svelare sorprese, e torna nel programma del Festival la Gipsoteca di Palazzo Ziino con la “storia” della scultura ottocentesca della città; sempre con il Comune si aprono la sede istituzionale di Villa Niscemi, Archivio Comunale, Palazzo Burgio.
Tra i luoghi che aprono per la prima volta per il Festival, il fascinoso Grand Hotel et des Palmes, dove una visita teatralizzata vedrà una donna delle pulizie, interpretata da Francesca Picciurro, con smanie di celebrità portare alla scoperta di personaggi, storie, aneddoti e alcove; e il prezioso Palazzo Lanza Tomasi, ultima dimora di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, dove tra mobili e arredi di grande valore si trova il manoscritto originale de “Il Gattopardo”.
Il seicentesco Palazzo Burgio è diventato una sede di uffici comunali ma ha ancora i magnifici pavimenti; Palazzo Comitini è un trionfo di opere d’arte e dorature, Palazzo Costantino presenta il suo fascino diruto sui Quattro Canti; Palazzo Galletti nasconde un bunker trasformato in spa, Palazzo Oneto è al centro di un restauro contemporaneo, Palazzo Francavilla osserva placido il Teatro Massimo.
Le ville tornano anch’esse ad essere riscoperte: Villa Resuttano Terrasi, splendida, elegante sotto lo straordinario affresco di Vito D’Anna; poi Villa Belmonte neoclassica; Villa Boscogrande cinematografica; Villa Gallidoro, appena restituita alla comunità; Villa Castelnuovo e la sua storia; la Villa del Gattopardo con la sua fontana; sarà l’ultimo anno per Villa Pottino che poi inizierà una nuova vita; Villa Zito con il suo museo e Villa Niscemi con il suo parco.
Ex carceri, palazzi dimenticati, ville liberty, grotte, chiese, si riconfermano anche le antiche Fornaci Maiorana dove si produceva la calce; si entra alla Banca d’Italia e alla Casa del Mutilato, esempio di architettura fascista. Ritorna la casa-museo della fotografia dedicata a Matilde Incorpora e apre anche l’Oratorio dei Santi Elena e Costantino con gli archivi dell’ARS; si visitano la collezione di 34 tavole di Giovan Battista Basilesi al Museo delle scienze Margherita Hack e alle raccolte scientifiche dei dipartimenti universitari (Motori e Meccanismi, Anatomia umana, Psicotecnica, Chimica, il laboratorio di Robotica), c’è anche il Museo Doderlein e il Gemmellaro. Riaprono le porte il Conservatorio e Villa del Pigno, il Politeama e il Teatro Massimo che conduce dietro le quinte; ma anche il palazzo neoclassico del Provveditorato regionale alle Opere pubbliche, la LUMSA e la Facoltà Teologica.
Aperti, tra chiese e oratori, l’Oratorio delle Dame dove le nobildonne si spendono ancora in aiuto del quartiere dell’Albergheria, e nell’oratorio del Carminello con la sua cripta a tre livelli. Nella chiesetta di Sant’Onofrio al Papireto si venera il santo che fa ritrovare cose e persone; l’Immacolata Concezione è sempre strabiliante dietro i banchi del mercato del Capo; alla chiesa della Mazza due pale d’altare di Adrian Ghenie, profondamente contemporanee; San Ciro che guarda la città, Sant’Andrea degli Aromatari è fresca di restauro, come anche la cappella della Guadalupe (sostenuta dal clero spagnolo) nella chiesa della Gancia, dove riposano gli Inquisitori di sciasciana memoria; ma quest’anno uno sguardo inedito sulla cappella si potrà gettare dal convento della Gancia che ospita il celebre Bambinello miracoloso. Sempre alla Kalsa, Santa Maria della Pietà e Santa Teresa con il suo preziosissimo altare.
Il calendario completo con tutte le info sui costi e sui ticket è disponibile sul sito www.leviedeitesori.com e sull’App Le Vie dei Tesori.


