lunedì, 15 Dicembre 2025
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Cusa fa battere il cuore al Pinocchio di Madè: a Monreale evento unico

A volte l’arte riesce a fare ciò che la realtà dimentica: rimettere in moto l’immaginazione. E succede a Monreale, dentro il Teatro Imperia, dove il prossimo 5 dicembre, dalle 9 alle 11, accadrà qualcosa che, fino a ieri, nessuno aveva mai visto.
Il Pinocchio di Pippo Madè – un ciclo pittorico che ha attraversato musei, frontiere e generazioni, dal Museo di Collodi a Varsavia, da Firenze a Palermo – incontrerà la batteria visionaria di Francesco Cusa, uno dei musicisti più imprevedibili, colti e magnetici del jazz contemporaneo.

Non una semplice performance. Non una lezione ma un dialogo sensoriale: il colore che diventa ritmo, il ritmo che diventa fiaba.

Madè e il suo Pinocchio: la Sicilia come palcoscenico mitico

Chi conosce Madè sa bene che definire “illustrazioni” le sue tavole sarebbe un delitto semantico. Il suo Pinocchio è un poema visivo: un viaggio dentro una Sicilia trasfigurata, dove le cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti incontrano il mare dei tonnaroti, i pupi dei teatrini popolari, la zolfara, l’Etna, la Fata Turchina e perfino un cavallo di cartapesta che sembra uscito da un miracolo medievale.

Ogni tavola è un universo autonomo, un varco simbolico. Il legno del burattino non è materia inerte, ma condizione umana: fragilità, bugia, redenzione. Il naso che cresce diventa intuizione. Le orecchie d’asino, esperienza. La trasformazione finale, un varco di luce.

Non sorprende che per quasi vent’anni la Fondazione Nazionale Carlo Collodi abbia patrocinato il percorso espositivo: Madè non “dipinge” Pinocchio, lo filosofa. Lo restituisce alla sua essenza più profonda: un inno alla verità e alla metamorfosi.

Cusa: l’improvvisatore che suona ciò che il colore non dice

Di fronte a questo universo visivo arriva Francesco Cusa, batterista e scrittore, figura anarchica e lucidissima del jazz europeo. Cusa non accompagna le immagini: le attraversa, le mette in tensione, le sfida. La sua batteria è parola, pensiero, controcanto. È suono che interroga. È ritmo che diventa racconto.

Cusa suona come se stesse scrivendo un romanzo sonoro in tempo reale: colpi secchi come verità improvvise, risonanze profonde come ricordi, silenzi che sembrano porte socchiuse.
Di fronte alle visioni di Madè, la sua musica diventa una seconda voce della fiaba: il battito emotivo che mancava alla narrazione. E così il Pinocchio di Madè “prende anima e ritmo”. Letteralmente.

Il Maestro disegna dal vivo: il gesto che nasce davanti al pubblico

Come se non bastasse, a rendere questo appuntamento un unicum irripetibile sarà proprio la presenza del Maestro Pippo Madè, quasi novantenne ma con la vitalità creativa di chi non ha mai smesso di guardare il mondo con stupore.

Madè salirà sul palco e disegnerà dal vivo, davanti a centinaia di studenti.
Un gesto antico e modernissimo: l’opera che nasce nell’istante stesso in cui la musica la provoca. I disegni realizzati in scena saranno poi donati agli istituti scolastici monrealesi: un ritorno alla comunità, un modo per dire che l’arte non è ornamento, ma necessità condivisa.

Una narrazione a due voci

A intrecciare i fili del racconto saranno:
– Rosario Lo Cicero Madè, giornalista e presidente dell’Associazione Culturale Festina Lente, che introdurrà l’evento;
– Claudia Scavone, voce narrante, che accompagnerà la performance con un tessuto poetico capace di guidare i ragazzi dentro la storia, la simbologia e l’incanto.

Un evento che parla ai giovani – davvero

In un tempo in cui l’immaginazione è soffocata dalla velocità e condivisa troppo spesso a metà, “Pinocchio tra suono e colore” è un atto di coraggio educativo. Un invito ai giovani a fermarsi, guardare, ascoltare. A capire che la bellezza non è un lusso, ma una postura interiore. Che l’arte non è qualcosa da osservare, ma qualcosa da attraversare.

L’importanza del progetto è sottolineata anche dalla partecipazione attiva del Comune di Monreale. L’Assessore allo Sport e Spettacoli, Salvo Giangreco, commenta:

«Siamo orgogliosi di ospitare un progetto di così alto valore culturale ed educativo. “Pinocchio tra suono e colore” non è solo un evento, ma un’esperienza che unisce arte, musica e pedagogia in una forma nuova, capace di parlare ai giovani con un linguaggio immediato e contemporaneo. Il Teatro Imperia torna ad essere un luogo vivo, aperto, inclusivo: uno spazio dove cultura e cittadinanza si incontrano e si riconoscono.»

Una dichiarazione che restituisce il senso più profondo di questa iniziativa: l’arte come dinamica comunitaria.

È con questa visione che l’Associazione Culturale Festina Lente, insieme alla Cooperativa Esibirsi e all’Auser di Monreale, ha costruito il progetto, sostenuto dal contributo dell’Assessorato Sport e Spettacoli e dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Monreale.
Una sinergia istituzionale che dimostra come cultura, territorio e scuola possano parlare la stessa lingua quando l’obiettivo è creare esperienze significative.

Perché non si può perdere

Perché qui non si tratta “solo” di un concerto. “Solo” di una mostra. “Solo” di un esperimento. Si tratta di vedere cosa succede quando un grande pittore e un grande musicista si incontrano su un terreno che non appartiene più all’uno o all’altro, ma a quella zona misteriosa e fertile dove nasce la vera arte: l’imprevisto.

E perché, in fondo, ognuno di noi è stato Pinocchio almeno una volta: fragile, impulsivo, curioso, in viaggio verso la propria verità.


Pinocchio tra suono e colore – Cusa & Madè

Venerdì 5 dicembre 2025
Ore 9.00–11.00
Teatro Imperia – Monreale
Ingresso libero.

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