A Borgo Nuovo, per un pomeriggio, la periferia si è trasformata in un luogo pieno di gente, di ascolto e di stupore. “Cuori di legno, sogni veri: Pinocchio parla ai giovani di oggi” ha portato al Centro Polifunzionale Borgo Nuovo di Palermo, in Piazzale Fausto Pirandello 7, un evento raro nel senso più concreto del termine: raro perché ha riunito pubblico e istituzioni attorno a un’idea semplice e potentissima – l’arte come educazione – e rarissimo perché ha offerto la presentazione straordinaria di un dipinto inedito di Pippo Madè, maestro palermitano quasi novantenne capace ancora di sorprendere, e di sorprendersi.
Ad aprire l’evento è stata la musica: gli Holy Light Singers hanno inaugurato l’incontro con un concerto gospel. Tra i brani classici e i canti natalizi della tradizione americana, il gruppo ha alternato momenti più solenni a passaggi decisamente “pop”, con pezzi che hanno coinvolto il pubblico e sciolto ogni distanza, da “Movin’ On Up” a “I Believe I Can Fly”, fino a “I Will Follow Him”, cantato con quell’energia che sembra non avere età. Poi la scena che non ti aspetti, e che proprio per questo resta: Pippo Madè, a sorpresa, ha chiesto “Tu scendi dalle stelle”, e l’atmosfera si è accesa di una semplicità disarmante. Il Maestro è stato invitato a cantare insieme al coro, e quel momento – un artista celebrato in tutto il mondo che si mette in mezzo alle voci, senza posa – ha detto più di mille discorsi sull’idea di bellezza come gesto condiviso.
Dopo l’apertura musicale, il pubblico si è spostato all’interno del Centro Polifunzionale per il momento più atteso: lo svelamento dell’opera inedita “Nativity and Pinocchio”, realizzata da Madè in acrilico su speciale carta in fibra di cotone. Lo scoprimento del dipinto è stato accolto con un applauso spontaneo. Nel lavoro, la Natività cristiana e la fiaba collodiana si incontrano con una naturalezza poetica: sullo sfondo emerge la Palermo simbolica e reale, con la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti e le sue cupole rosse immerse in una notte profonda, attraversata da una stella cometa d’argento che guida lo sguardo verso il cuore della scena. La Sacra Famiglia, aureolata d’oro, è raccolta in un gesto di intimità, accompagnata dal bue e dall’asinello, mentre la tavolozza alterna rossi intensi, ori luminosi e blu profondi in una composizione rigorosa e vibrante. È un’immagine natalizia e insieme contemporanea, dove il sacro non è “messo in cornice”, ma torna a parlare – e a interrogare.
A restituire al pubblico le chiavi di lettura del dipinto è stata la professoressa Claudia Scavone, che nel suo intervento ha sottolineato, con precisione e trasporto, la dimensione spirituale e civile del lavoro di Madè e il suo legame profondo con i luoghi del sacro. In particolare, è stato ricordato il rapporto dell’artista con la Basilica di San Francesco ad Assisi, e per l’occasione è stata letta la lettera del Padre Custode Fra Marco Moroni, che ringrazia Madè per la costante vicinanza al Sacro Convento e per le opere dell’artista custodite ad Assisi, tra cui la Via Crucis e il Santo Rosario. Un passaggio che ha dato spessore all’incontro: non una semplice presentazione, ma la conferma di un cammino lungo, coerente, riconosciuto.
Nel susseguirsi degli interventi, il dott. Castrense Ganci ha voluto riportare l’attenzione su un tratto decisivo della produzione di Madè: l’impegno contro la violenza e a favore della legalità, ricordando anche il valore di un’alleanza che, negli anni, ha visto la collaborazione tra International Police Association e Festina Lente in diverse iniziative condivise con il Maestro. È intervenuto poi il dott. Girolamo Crivello, che ha centrato il tema dell’educazione e della formazione come infrastruttura invisibile di ogni riscatto possibile, richiamando il riconoscimento accademico conferito a Madè dall’Ateneo palermitano: la laurea in Scienze della Formazione Continua, testimonianza di un’arte che non si limita a “rappresentare”, ma costruisce senso e responsabilità.
Molto netto l’intervento della consigliera comunale Sabrina Figuccia, che ha voluto rafforzare il significato simbolico dell’incontro: un artista palermitano di fama internazionale che accetta di portare un’opera nuova e la sua presenza in un quartiere periferico come Borgo Nuovo, riconoscendo il bisogno reale di bellezza nei luoghi dove spesso arriva per ultima. Parole che hanno trovato continuità nell’intervento della dott.ssa Adriana Cusimano, presidente dell’associazione Piccoli & Giganti e responsabile del Centro Polifunzionale, che ha confermato la volontà di proseguire su questa strada con nuovi progetti nel prossimo anno.
A chiudere, con una prospettiva più ampia, è stato l’intervento dell’onorevole Vincenzo Figuccia, nelle vesti di sociologo: un richiamo all’importanza di iniziative di questo tipo nelle periferie urbane, capaci di creare rete tra giovani e istituzioni, e di trasformare l’arte in un linguaggio comune, accessibile e non paternalista. Il suo augurio – che la bellezza accompagni tutti i “Pinocchio del mondo” nel percorso per diventare cittadini consapevoli – ha legato in modo naturale il titolo dell’evento alla sua sostanza.
Tra il pubblico, la presenza del cabarettista Totò Borgese e dello scrittore Santi Gnoffo ha aggiunto un ulteriore segnale di attenzione e partecipazione: entrambi hanno seguito attivamente l’incontro, ringraziando per un’occasione che, al di là della cornice istituzionale, ha avuto un sapore raro e autentico. Perché vedere da vicino un artista quasi novantenne che continua a dare lustro alla Sicilia nel mondo non è soltanto un fatto culturale: è una lezione di energia, di rigore e di fedeltà al proprio lavoro.
“Cuori di legno, sogni veri” – evento a cura di Associazione Culturale Festina Lente, con il contributo della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, il patrocinio della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e la collaborazione di Piccoli & Giganti e International Police Association – Comitato Locale Palermo – ha lasciato un’impressione chiara: quando la cultura viene progettata bene, non “occupa” un quartiere, lo ascolta. E quando l’arte arriva con una voce vera, succede la cosa più difficile: la gente non si limita a guardare, resta. E in quel restare, Borgo Nuovo è diventato centro.








foto di Claudia Scavone


