Cucina. A proposito di alcune pagine dedicate su facebook

Tempo fa ho scritto un articolo che riguardava appunto l’uso dei social. Mi ponevo una domanda “l’uso di questi social è la malattia del 21° Secolo?”. Dopo una attenta analisi, almeno così ritengo, mi rispondevo di è la malattia di questo secolo. Tra i malati, purtroppo, ci sono anch’io.

A questo proposito, da un po’ di tempo smanettando e curiosando su facebook, visto che a me piace oltre che mangiare anche cucinare, spesso vado alla ricerca di ricette nuove da provare. Quindi mi sono iscritto a diverse pagine che trattano appunto di cucina. Sfido chiunque utilizzi questo mezzo se non ha mai cercato delle pagine simili, c’è chi ha costruito la sua fortuna nel mettere on-line le proprie ricette.

Mentre smanettavo alla ricerca di ricette culinarie, mi sono imbattuto in alcune pagine che parlano invece dei locali mangerecci, a partire da quelli nostrani a finire a quelli internazionali. Poi ci sono delle pagine in cui gli utenti oltre a richiedere consigli, fanno delle vere e proprie recensioni sui posti dove sono andati a mangiare.

Sempre più incuriosito mi sono iscritto ad alcune di queste pagine per puro spirito di intraprendenza. Leggere le esperienze degli altri fa sempre piacere e può servire da stimolo per provarli “di pissona, pissonalmente”, come dice il buon Catarella.

Debbo ammettere che più della recensione mi piacciono i commenti. C’è da ridere a crepapelle. Chi dello stesso locale ne dice peste e corna, chi invece ne parlavano benissimo.

Questo è presto spiegato, taluni possono apprezzare alcuni piatti mentre altri no e poi, non sempre i locali ti propongono lo stesso piatto cucinato in egual maniera tutti i giorni.

Qualche volta gli può riuscire bene mentre altre meno bene. Oggi ti trattano bene, domani può darsi che a te sembra che ti stiano trattando male. Oggi i camerieri sono gentili, domani potrebbero sembrare sgarbati.

Spesso dimentichiamo che siamo esseri umani, l’uomo in quanto animale (questo purtroppo lo dimentichiamo che siamo “armaluzzi” evoluti, ma sempre “armaluzzi”) può sbagliare.

Dice un vecchio detto: “Errare humanum est” la frase poi prosegue, “perseverare autem diabolicum”. Chiaro, limpido recoaro (come recitava un vecchio slogan pubblicitario). E’ questione pure di gusti, infatti: “De gustibus non est disputandum” ovvero “Sui gusti non si deve discutere”.

Ciò che piace a te, può non piacere a me e viceversa, questo è ineluttabile.

Tornando alle recensioni, alcune mi sembrano così dettagliate, in quanto vengono citati addirittura il nome del maître, del sommelier e dello chef, io a malapena mi ricordo il nome del locale e forse quello del cameriere, però se è una cameriera sicuramente quello non lo scordo, forse però.

Nella recensione delle pietanze vengono citati: gli ingredienti, i vini e il metodo di fermentazione, gli aromi inseriti, etc. Poi che dire delle foto delle pietanze a corredo della recensione, perfette.

Beati loro che sono così esperti, potrebbero fare sicuramente le recensioni per le riviste patinate o le guide del settore oppure anche quelle on-line che sono oramai diffusissimi e di facile consultazione.

Tornando, ancora una volta, alla recensioni, diciamolo sottovoce senza che si offenda nessuno, mi puzzano un tantinello, più che recensioni mi sembrano promozioni, mi sbaglierò “ma a pensar male non si fa peccato” recita un detto popolare.

In una di queste pagine, quella che consulto frequentemente perché parla di Palermo e provincia, purtroppo gli amministratori  hanno tolto, giustamente, i commenti, che spesso e volentieri oltre ad essere volgari sono talvolta offensivi.

Peccato, perché mi divertivo molto a leggerli. Ad esempio c’erano delle recensioni di locali dove propongono piatti della nouvelle cuisine, quindi locali ricercati dagli amanti della cucina raffinata, che visto il conto pagato, 300 euro in due, ricevevano commenti tipo “io con 300 euro ci mangio un anno”, oppure “ma mancia a tò casa ca spienni chiù picca e manci chiossai e meghiu” (per i non siculi: mangia a casa tua che spendi di meno e mangi di più e meglio).

Ammetto che erano dei commenti pittoreschi ma fuori luogo, ciascuno di noi può decidere dove mangiare e quanto spendere. La libertà è bella anche per questo. Personalmente, di questi locali ne ho provato solamente uno, debbo dire che mi sono trovato bene e per quello che si è mangiato il prezzo è stato giusto (era una serata particolare per la mia famiglia e poi ho usufruito dello sconto che in periodi particolari questo ristorantino pratica).

Concludendo che dire, mangiare è bello, naturalmente per chi ama farlo, ma preferisco la cucina tradizionale, sia i piatti tipici siciliani che quelli delle altre regioni. Personalmente apprezzo pure quello che oggi si definisce lo streat food nostrano. Vuoi mettere un bello panino con le panelle o un bel panino con la milza? Non hanno rivali ne paragoni.

Rigatoni maneggiati con capperi, pomodorini secchi, olive, pistacchi e pan grattato

In foto un piatto di pasta cucinato con le mie manine, che c’è di più bello che mangiare a casa propria, dove sei sicuro degli ingredienti che stai usando?

Bon appétit , come dicono i nostri cugini francesi.

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