Crisi in Italia, Masciarelli: colpa della politica

Stefano Masciarelli
Stefano Masciarelli
Stefano Masciarelli
Stefano Masciarelli

Palermo, 15.9.2013 – Ieri, prima della presentazione della stagione teatrale 2013/2014 del Teatro Al Massimo di Palermo, abbiamo posto alcune domande all’attore romano Stefano Masciarelli sulla crisi economica che continua a far soffrire il nostro paese.
Stefano, di chi è la colpa della grave situazione economica in cui si trova l’Italia e cosa si dovrebbe fare per uscirne? 
“Ci vorrebbe che i politici tornassero a fare il loro mestiere di politico. Purtroppo una cattiva gestione ha distrutto questo paese. Oggi si preoccupano solo di seguire cosa fanno le altre nazioni dimenticando che il nostro è realmente il più bel paese dove ci sono ottimi prodotti e grandi aziende. Le nostre risorse vengono valorizzate solo all’estero con la conseguenza che le imprese scappano dall’Italia perché qui non si può più vivere. ”
Cosa spinge le imprese a trasferirsi? 
“Un imprenditore che paga il 70% di tasse, perché deve rimanere qui quando ci sono nazioni confinanti che chiedono solo il 22%. Il risultato è evidente: le aziende se la danno a gambe levate ed il personale italiano viene licenziato. Così, alla fine chi paga le conseguenze è solo il lavoratore che ha serie difficoltà a sopravvivere.”
Sei d’accordo con quelli che credono che oramai l’Italia stia uscendo dall’incubo della crisi economica? 
“Non credo che stiamo uscendo dalla crisi così come dicono molti politici, credo che tra il 2013 ed il 2014 ne vedremo delle belle. Ci saranno gli esuberi di personale, in quei posti come le banche dove fino a qualche anno fa si pensava che fossero posti sicuri. Per uscire dalla crisi ci vuole un ministro dell’economia che faccia realmente dell’economia, ma oggi in Italia non esiste. In questo momento il nostro paese è tutta una risata sembra più di essere su “scherzi a parte” ma in fondo è un’amara realtà.”
La crisi ha penalizzato molto la cultura e soprattutto il teatro, ci sono dei settori che hanno resistito? 
“Non esistono settori che non piangano le conseguenze della scellerata gestione politica.” Qualche esempio? “Hanno distrutto il mondo delle auto e quello delle barche in cui primeggiavamo e che risultavano una delle più grandi fonti di impiego lavorativo. Per non parlare del settore immobiliare che oggi è bloccato e sembra un mammut che non riesce a muovere le zampe.”
Una ricetta per uscire dalla crisi? 
“Ci vuole una politica sana perché hanno davvero esagerato, non c’è rimasto più niente: ‘se so magnati tutto’ dice sorridendo ndr – Ci vuole una politica che ridia stabilità e sicurezza ai lavoratori. Negli anni passati l’operaio comprava la seconda casa per le vacanze, oggi l’operaio non può neanche acquistare la prima..”
Chi ne trae beneficio dalla crisi?
“Purtroppo, siamo una nazione che nel corso del tempo anziché evolversi si è involuta o meglio è implosa e di questo se ne sono accorti gli stranieri. Tant’è che i giapponesi, cinesi e russi, pian pianino stanno entrando con i loro capitali accaparrando immobili, aziende e attività commerciali ed inserendo la loro gente lasciando a casa gli italiani. Questo non può far altro che generare, ancora maggiore disagio sociale.”
Pensi che la gente abbia ancora speranza nel futuro?
“Si, e Palermo ne è l’esempio. Questa città mi da sempre un grande senso di speranza. La gente palermitana è sempre allegra e speranzosa. Ha una grande predisposizione all’amicizia e ad aiutare il prossimo, cosa che a Roma si è persa. Per esempio, pochi minuti fa, mentre eravamo fuori il teatro a chiacchierare, un uomo è caduto e la gente che passava, si è premurata a soccorrerlo ed un ragazzo gli ha portato un bicchiere di acqua preso dal vicino bar. Da noi è difficile che questo accada, tutti tendono a farsi i fatti propri, in modo da non avere grattacapi.”

Ninni Ricotta