ConFormazioni: presentato oggi il programma del festival di danza e linguaggi contemporanei

Foto locandina
Foto locandina "Conformazioni" - di Tommaso Canciani

È stato presentato questa mattina al Teatro Biondo a Palermo, il programma di Conformazioni, il festival di danza e linguaggi contemporanei, realizzato su iniziativa di Muxarte, con la direzione artistica di Giuseppe Muscarello, con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 e della Fondazione Sant’Elia e con la collaborazione del Teatro Biondo, dove si svolgerà il festival, dal 26 al 29 aprile 2018. L’evento è pensato soprattutto per gli studenti del liceo coreutico, per le scuole d’arte e per i giovani danzatori.

Martina La Ragione
Martina La Ragione

Giunto alla sua seconda edizione ConFormazioni ospiterà compagnie e giovani artisti tra i più significativi del panorama della danza nazionale ed internazionale: uno sguardo sul mondo della creazione contemporanea e dodici spettacoli che daranno vita ad una poetica multiforme.

L’attenzione del Festival è rivolta anche alla formazione, per questo il programma prevede una sezione dedicata a workshop di danza contemporanea e teatrodanza, proposti dagli stessi coreografi e da docenti esterni che saranno ospitati durante la manifestazione. Quest’anno il tema sarà “La memoria” nell’accezione più ampia del termine, la memoria del corpo, non solo intesa come bagaglio tecnico, ma anche espressivo e fisiologico-conformativo, e la salvaguardia del vocabolario della danza classica nella danza contemporanea. La ricerca di una nuova “pulizia” e del recupero dei punti di riferimento culturale della danza attraverso la danza contemporanea, ma anche di una identità individuale del danzatore.

Francesco e Maxim
Francesco e Maxim

In programma anche un evento urbano che coinvolgerà spettatori occasionali sulla scalinata del Teatro Massimo, con un’istallazione corporea dal titolo “Sorgente” di Franca Ferrari, già presentata nell’ottobre del 2013 al museo MAMbo di Bologna in occasione della IX edizione della Giornata del contemporaneo, e nel novembre 2016 alla Triennale di Milano nell’ambito del festival “Più che danza”.

“Quest’anno ci interessa individuare chiare progettualità e investire anche su artisti emergenti. Questo è un rischio che ci piace correre – afferma Giuseppe Muscarello – e proveremo a riflettere sul fatto che oggi, forse, non c’è una chiara chiave di lettura per interpretare il nostro tempo”.

“L’obiettivo, non meno importante – afferma Muscarello – è formare non solo i danzatori che ogni anno si confrontano col mondo professionale, ma anche stimolare e invogliare alla danza un nuovo pubblico. L’impegno sarà a 360 gradi nell’ambito della cultura! Operare in questa direzione è la nostra missione”.

Daniele Ninarello
Daniele Ninarello

Sono previsti anche due incontri: il primo, “Memoria e trasmissione”,  a cura di Roberto Giambrone con il prezioso intervento di Alessandro Pontremoli dell’Università di Torino. Il secondo incontro/laboratorio, all’Ex Noviziato Dei Crociferi, sarà tenuto da Roberto Zappalà, il quale parlerà del suo “Omnia Corpora”, una riflessione coreografica e concettuale che si spinge verso l’indagine del corpo. Un focus sul lavoro del coreografo siciliano anche con una dimostrazione pratica aperta a tutti. Importanti direttori artistici di altri festival saranno presenti: tra questi Roberta Nicolai (Teatri Di Vetro), e Angela Fumarola (Armunia Festival).

Programma 26 e 27 aprile
Programma 26 e 27 aprile

Particolare attenzione è stata dedicata in questa seconda edizione ai luoghi del Festival, con la scelta di spazi urbani rappresentativi della città e location di prestigio come Palazzo Riso, sede del Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia (che nei giorni del festival proporrà agli spettatori biglietti a un prezzo ridotto per le mostre in corso così da poter fruire ad un prezzo accessibile sia degli spettacoli che delle esposizioni), il Piccolo Teatro Patafisico, suggestivo spazio situato all’interno di un padiglione dell’ex-Manicomio di Palermo, l’Ex Noviziato dei Crociferi che ospiterà i workshop: spazi diversi per coinvolgere un pubblico sempre più ampio e diversificato con l’obiettivo di attraversare la contemporaneità, di intercettare il

Programma 28 e 29 aprile
Programma 28 e 29 aprile

delinearsi di nuove identità e soggettività nell’ambito dello spettacolo dal vivo portando sul territorio, e quindi ampliando, il dibattito sui mutamenti del sistema danza in Italia e all’estero.

Gli incontri saranno ad ingresso libero, i workshop avranno un singolo costo di 35 euro (oppure un costo totale di 120 euro se si vorranno seguire tutti), mentre gli spettacoli avranno un costo di 6 euro cad. sia al Museo Riso (la tariffa comprende lo spettacolo e la visita al museo) che al Piccolo Teatro Patafisico.

Al termine della conferenza abbiamo intervistato Ariadne Mikou, danzatrice e coreografa di origine greca di futuremellon/not yet art e Associazione V.e.N.e., che collaborerà per “ConFormazioni OFF. Performances and Screendance” (verranno proiettati durante il corso delle serate dei trailer di video-danza) che ci ha parlato di danza con particolare attenzione alla screendance: «Quando ci siamo incontrati con Giuseppe ci siamo subito trovati bene tanto da voler collaborare per questo progetto. Io sono una danzatrice, scrivo sulla danza e da due anni svolgo un lavoro curatoriale insieme all’associazione V.e.N.e. sulla screendance (danza per lo schermo) che abbiamo presentato a Venezia sia a livello teorico che pratico (link)».

«Il termine screendance – prosegue la Mikou – può significare tante cose, non si tratta solo di un corpo che si muove sullo schermo e, prima ancora di definirla, bisogna distinguere la danza dalla coreografia. Screendance nasce insieme al cinema, ma viene definito con tale termine solo a partire dal 2012 per raggruppare, in una sola parola, diversi tipi di danza sullo schermo quali video-danza, cine-danza, la dance on camera, etc dando importanza a ciò che lo spettatore vede senza specificare il tipo di medium che si sta guardando, ma concentrando l’attenzione sullo schermo e sulla storia che si sta raccontando».

«È importante – conclude la danzatrice – anche dire cosa si intende per “schermo”: può essere un cellulare, un muro bianco dove viene proiettato un video, un tavolo di vetro che riflette l’immagine aprendo diverse possibilità allo spettatore potenzialmente interessato e ad altri scenari esplorativi sconosciuti».

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