giovedì, 12 Febbraio 2026
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Ciclone Harry, al via i lavori al porto di Lampedusa. A Linosa cantieri già operativi

Partiranno domani, giovedì 5 febbraio, i lavori di ripristino al porto di Lampedusa, colpito dalle violente mareggiate causate dal ciclone Harry che ha investito la Sicilia il mese scorso. I sopralluoghi tecnici effettuati hanno accertato danni significativi alla banchina commerciale, al molo di Cala Pisana e al molo Favaloro. Gli interventi, affidati dalla Regione Siciliana tramite gli uffici del Genio civile di Agrigento in somma urgenza, mirano a ripristinare nel più breve tempo possibile la piena operatività delle infrastrutture portuali, essenziali per i collegamenti con l’isola.

Sempre nell’arcipelago delle Pelagie i cantieri sono già operativi a Linosa, dove i lavori sono partiti ieri, martedì 3 febbraio, e interessano il porto vecchio e l’unica via d’accesso alla centrale elettrica, entrambi gravemente compromessi dal maltempo. L’intervento sulla strada è particolarmente importante per garantire il passaggio delle autobotti che riforniscono di carburante l’impianto e scongiurare così pericoli di black out.

Ciclone Harry, tre milioni per danni a imbarcazioni e acquacoltura. Sammartino: «Aiutiamo imprese ittiche a riprendersi»

La Regione Siciliana stanzia tre milioni di euro per risarcire le imprese ittiche colpite dal ciclone Harry attraverso un avviso pubblicato dal dipartimento della Pesca mediterranea dell’assessorato dell’Agricoltura. I fondi saranno destinati alle attività che hanno subito danni materiali a imbarcazioni e attrezzature e a quelle di acquacoltura per gli impianti produttivi.

«Le risorse – afferma l’assessore Luca Sammartino – aiuteranno le imprese a superare le difficoltà derivanti dal ciclone e a riprendersi il più rapidamente possibile dalle perdite economiche».

Il contributo, voluto dal governo Schifani, è riservato alle aziende iscritte nei registri delle capitanerie di porto della Sicilia, comprese quelle artigianali, della piccola pesca e di acquacoltura che operano sia in acque marine che interne della regione. Gli aiuti saranno determinati in base all’entità del danno con un importo minimo di mille euro.

Le richieste devono essere inviate attraverso posta elettronica certificata (Pec) all’indirizzo: dipartimento.pesca@certmail.regione.sicilia.it. L’avviso si può consultare sul portale istituzionale della Regione a questo indirizzo.

EMERGENZA SICILIA, CONSUMERISMO: DAI MUTUI ALLE BOLLETTE AI VEICOLI, ECCO TUTTE LE TUTELE PER I CITTADINI DANNEGGIATI DAL MALTEMPO

POSSIBILE SOSPENDERE RATE E AFFITTI, MA SU TASSE E TRIBUTI REGNA ANCORA L’INCERTEZZA

Gli eventi calamitosi che hanno colpito la Sicilia, e in particolare il territorio di Niscemi, riportano al centro dell’attenzione un aspetto fondamentale per le tasche delle famiglie colpite dal maltempo: cosa succede alle obbligazioni economiche dei cittadini quando beni e servizi diventano inutilizzabili per cause straordinarie.

In queste situazioni, la tutela del consumatore non può essere lasciata all’improvvisazione. È necessario distinguere con precisione tra diritti già riconosciuti dall’ordinamento, misure emergenziali effettivamente operative e annunci politici che, allo stato attuale, non si sono ancora tradotti in provvedimenti concreti. Lo afferma Consumerismo No Profit, che attraverso lo sportello +Tutela e la propria rete territoriale scende in campo a tutela dei cittadini siciliani coinvolti nell’emergenza maltempo.

“Dal punto di vista giuridico, l’inutilizzabilità di un bene o di un servizio a seguito di un evento calamitoso rientra nella fattispecie dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione, prevista dal Codice Civile – spiega Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo No Profit e delegato regionale – Quando la prestazione non può più essere eseguita per causa non imputabile al debitore, l’obbligazione può essere sospesa o risolta, perché viene meno la controprestazione che giustifica il pagamento. A questo impianto generale si affianca il quadro emergenziale: il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza per Sicilia, Calabria e Sardegna, che disciplina tra l’altro la sospensione dei mutui per gli immobili danneggiati o sgomberati”.

Abitazioni e immobili: quando le obbligazioni si fermano

In presenza di inagibilità certificata, le tutele attivabili sono già oggi diverse e concrete. Il canone di locazione deve essere sospeso, poiché viene meno il godimento dell’immobile. Per i mutui ipotecari relativi ad abitazioni principali o ad attività economiche situate in edifici sgomberati o danneggiati, l’ordinanza consente di chiedere la sospensione delle rate, scegliendo se sospendere l’intera rata o la sola quota capitale. La misura resta valida fino al ripristino dell’agibilità e comunque non oltre la cessazione dello stato di emergenza. Anche le utenze domestiche rientrano nel perimetro della forza maggiore: per luce e gas è possibile richiedere la sospensione delle componenti fisse e, nei casi più gravi, la chiusura dei punti di fornitura – spiega Consumerismo No profit – Il servizio idrico e la TARI non sono dovuti per immobili inagibili, poiché il bene non è utilizzabile e non produce rifiuti. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, se le infrastrutture risultano distrutte o inutilizzabili, il contratto può essere risolto senza penali. Le polizze assicurative devono invece essere attivate per la gestione dei sinistri e delle perizie, laddove previste.

Veicoli danneggiati e obbligazioni collegate

Quando l’evento calamitoso colpisce anche i veicoli, la tutela riguarda sia il profilo fiscale sia quello contrattuale. In caso di distruzione o perdita di possesso certificata, è possibile richiedere l’esenzione dal bollo auto. Le polizze Rc auto possono essere risolte con diritto al rimborso del premio non goduto. Per finanziamenti e leasing legati ai veicoli, è possibile chiedere la sospensione delle rate in attesa della liquidazione assicurativa. Tuttavia, Consumerismo evidenzia un limite rilevante: non esiste ancora una norma emergenziale che estenda automaticamente queste sospensioni ai veicoli, poiché l’ordinanza vigente è ancorata agli immobili danneggiati o sgomberati.

Contributi per affitti e famiglie sfollate

L’ordinanza nazionale prevede un contributo per l’autonoma sistemazione destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale è stata distrutta, danneggiata o sgomberata. Gli importi variano in base al numero dei componenti e possono arrivare fino a 900 euro mensili, nei limiti temporali dello stato di emergenza. A livello regionale e comunale, per Niscemi sono state attivate misure integrative a sostegno delle famiglie sfollate, in coordinamento con la Protezione Civile.

Tributi e altri pagamenti: tra annunci e realtà

Più complesso il quadro relativo a tributi, tasse e altre obbligazioni. “È qui che si crea maggiore confusione – osserva Riccobono – Molti cittadini pensano che tutto sia automaticamente sospeso, ma non è così. Per questo serve un lavoro serio di orientamento, per evitare pagamenti indebiti ma anche iniziative sbagliate che potrebbero ritorcersi contro chi è già in difficoltà”. Proprio per questo Consumerismo No Profit ha attivato un protocollo di tutela che parte dalla certificazione ufficiale del danno, prosegue con la notifica formale ai fornitori e agli istituti di credito e include la gestione cautelativa dei flussi finanziari, come la revoca degli addebiti automatici per servizi non più erogati.

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