mercoledì, 29 Giugno 2022
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Ci siamo quasi

Tra meno di una settimana andremo a votare per l’elezione del nuovo Sindaco della nostra amata Palermo. Contemporaneamente voteremo per i componenti del Consiglio comunale, per i Presidenti e per i Consiglieri di circoscrizione. Inoltre, ci verranno consegnate al seggio, se lo vorremo, anche le schede per pronunciarci su ben 5 quesiti referendari.

Mi sorge spontanea una domanda, ma di questi quesiti referendari chi di voi cari lettori ne ha sentito parlare, so che sono di tipo abrogativo e riguardano il tema Giustizia. Ho fatto una ricerca sul web per saperne almeno parlare un pochino, giuro non ci ho capito un gran che, mi fido degli esperti che in rete sinteticamente ci hanno illustrato di cosa si tratta, ricordando sempre che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, dicevano i nostri antenati, che di esperienza ne avevano certamente più di noi. La loro era filosofia spiccia, ma che colpiva nel segno.

“Mamma mia chi confusioni, mi gira a tiesta o sulu pinzieru, setti, sunnu setti i schedi ca ni consignerannu o seggiu” (per i soliti non siculi: “mamma mia che confusione, mi gira la testa al solo pensiero, sono sette le schede che ci consegneranno al seggio”).

Quindi, rimarcando che saranno al massimo sette le schede che ci verranno consegnate al seggio, sempre se accetteremo di votare per i quesiti referendari, tenuto conto che siamo liberi di farci consegnare tutti i quesiti, parte di essi o addirittura niente.

In queste ultime settimane, tra i vari candidati a Sindaco, abbiamo assistito a scene degne di commedie teatrali alla De Filippo (non me ne voglia il grande maestro per questo mio accostamento).

In effetti dei sei candidati solo tre possono sperare di ricoprire la carica di sindaco. Dagli ultimi sondaggi la distanza tra i primi due, uno appoggiato dai partiti del centro destra e l’altro dai partiti del centro sinistra, è minima. Il terzo è più distanziato, mentre gli altri tre vengono dati con percentuali molto basse.

Tornando ai due contendenti principali, l’uno ha fatto volare stracci impregnati di acqua putrida, l’altro signorilmente si è limitato a non rispondere, o quasi, alle provocazioni che gli venivano indirizzate. Certo, c’è da dire che alcune alleanze e alcuni appoggi politici fanno pensare male.

Questa città ha bisogno di tranquillità per risalire la china e soprattutto di lavoro, tanto lavoro, e impegno.

Il prossimo Primo cittadino si dovrà rimboccare le maniche e cominciare da zero o quasi, la situazione in cui versa la città, i conti del Comune, etc. è disastrosa.

Cari candidati, parlare solo di programmi no? Perché avvelenare il clima elettorale? La nostra città ha bisogno di tante cose e attaccare gli avversari è l’ultimo dei problemi che affliggono la nostra città. Questo clima non fa bene, molti miei amici e conoscenti, visto il clima che si è creato, domenica 12 giugno si terranno lontano dai seggi elettorali.

In effetti pure io ho pensato di disertare le urne per la prima volta. Nelle ultime tornate elettorali ho votato turandomi il naso, questa volta turarsi il naso non basterà, ci vuole fegato.

Di solito io punto sulle persone in cui credo, purtroppo questa volta il candidato che avevo scelto come Consigliere comunale non si è più candidato, peccato. Ho molti conoscenti tra i candidati che mi chiedono il voto, sinceramente non so a chi fare avere la mia preferenza.

Di una cosa sono sicuro, questa volta non favorirò nessuno che rappresenti la continuità con le precedenti amministrazioni, ci vuole un cambiamento, ci vuole una svolta, un cambio di rotta. Ma tutto questo basterà? La vedo dura, non vedo la luce in fondo al tunnel, spero tanto di sbagliarmi.

Vediamo un po’ di numeri:

  • 6 candidati a Sindaco;
  • 20 le liste dei partiti che li appoggiano;
  • 771 candidati al Consiglio comunale;
  • 1200 candidati alle Circoscrizioni;

il tutto per 40 posti in Consiglio comunale e 80 per le circoscrizioni (8 Presidenti e 72 Consiglieri.

Az, ma quanti sono questi candidati, un esercito. Ma vale la pena candidarsi? Certo un po’ di soldini si devono spendere, alcuni spenderanno cifre enormi, che anche se eletti non riusciranno a coprire con il loro compenso, si vede che hanno soldini da buttare dalla finestra, buon per loro che li hanno. Ma ne vale la pena?

Lettori, anche voi sono sicuro che avete sentito parlare di promesse e proclami roboanti, come ad esempio: “entro i miei primi cento giorni farò questo”, “tra sei mesi questo sarà realizzato”, “i conti saranno sanati”, “la città tornerà a splendere di luce propria” (magari questa ultima frase non l’hanno detta ma nel pezzo ci sta bene e io l’ho messa), etc. etc.

Signori candidati ma a chi volete prendere per il c… ehm, bavero (diciamola pulita), ve lo siete scordati che siamo a Palermo, che siamo in Sicilia, che siamo in Italia?

Non siamo nel paese dei balocchi, state con i piedi per terra, promettete solo cose che in effetti potete mantenere, non fate proclami di cose che non si potranno mai fare, per tanti e tanti motivi, “piccioli un ci ni sunnu, mittitivillu in testa”.

Ricordatevi che c’è una città da rimettere in sesto, un esempio per tutti, ancora nel Centro Storico ci sono rovine risalenti alla seconda guerra mondiale e anche alla prima.

Mi giunge un’ultima notizia, che una ex municipalizzata ha presentato in questi giorni un piano di riordino aziendale con tanto di caselle, caselline, quadrati, quadratini, rettangolini e cerchietti, nella maggior parte dei casi da ricoprire.

Mi chiedo e vi chiedo, era questo il momento giusto per farlo? Non si poteva aspettare l’elezione del nuovo Sindaco? A menticavo, sono usciti anche concorsi per ricoprire ruoli nella pubblica amministrazione che ci riguardano da vicino. Che tempismo, cari amici.

Le promesse da mercante del tempio, ci sono state sempre e purtroppo dalle nostre parti ci saranno sempre, ricordiamoci che siamo nella terra del Gattopardo.

Allora che fare? Alcuni in rete suggeriscono per evitare tutte queste frammistioni, di farci governare da gente, tecnici e manager esterni alla nostra terra. Riflettendoci forse queste persone non hanno tutti i torti, la Sicilia è sempre stata terra di conquista. Dalle nostre parti sono passate tante e tante dominazioni. Può darsi che così facendo forse questa terra si potrà riscattare, noi abbiamo dimostrato di non saperci governare. Ma se ciò avvenisse chiaramente la cosa ci mortificherebbe e di tanto. Boh!

Speriamo bene, cari lettori, non ci resta che incrociare le dita, e non solo quelle. Sono molto, ma molto preoccupato e pessimista. Spero di sbagliarmi per il bene nostro e della nostra Città.

L’immagine della copertina è una mia personale elaborazione che vuole rappresentare ironicamente: “Muoia Sansone con tutti i Filistei”, della serie “dopo di me il caos”. Tanto mi sembra che questo sia già cominciato, basta guardare la foto pubblicata sotto (scatto sempre mio).

Come dicono i meglio informati, si tratta di una istallazione d’arte “Elisa“ realizzata da Arcangelo Sassolino per conto della Fondazion Falcone, ma personalmente ho tanti dubbi che sia un’opera d’arte. Intanto è riciclata, nasce in un’altra realtà con un’altra motivazione, e poi il suo posizionamento è stato sicuramente inopportuno, proprio ai Quattro Canti (piazza Vigliena, per i non palermitani) dovevano piazzarla? Questa piazza rappresenta il centro, l’ombelico della città.

Meno male che hanno pensato bene di ingabbiarla, così non può scappare.

Povera Palermo e poveri palermitani. Comunque “forza Palermo sempre e comunque”, questo è il mio motto per la nostra squadra di calcio, che si può adattare bene anche a tutto quello riguarda la nostra amata città.


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