giovedì, 12 Febbraio 2026
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Caro-voli: il 22 dicembre un sit-in all’aeroporto di Palermo contro il rialzo dei prezzi per chi torna a Natale

Con il sit-in del 22 dicembre, i cittadini tornano a chiedere con forza il rispetto del diritto alla mobilità e alla continuità territoriale per chi si trova "costretto" ad emigrare per motivi di studio, lavoro o salute

Il caro-voli continua a colpire duramente gli studenti ed i lavoratori pendolari che, in occasione delle festività natalizie, desiderano rientrare a casa. Anche quest’anno, a ridosso del Natale, i prezzi dei biglietti aerei da e per la Sicilia hanno registrato rincari fino al 900% rispetto alle tariffe base, con costi che superano persino i 500 euro per una sola tratta. Una situazione che costringe molti a rinunciare al rientro per mancanza di risorse economiche.
Per denunciare questa situazione scende in campo l’associazione Nun si parti, insieme a Federconsumatori Sicilia che, per domani lunedì 22 dicembre, organizzano un sit-
in di protesta all’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo. L’appuntamento è alle ore 10, davanti all’area Arrivi, e l’iniziativa è aperta ad associazioni, sindacati e cittadini.
L’obiettivo è accogliere i palermitani che sono riusciti a partire e rientrano dalle città del nord, e richiamare l’attenzione delle istituzioni, che non riescono ancora ad imporsi in maniera più incisiva su questa problematica che continua a ripetersi ad ogni stagione di punta.

Il Codacons, nei giorni scorsi, aveva lanciato una nuova iniziativa dedicata esclusivamente alla Sicilia per contrastare gli aumenti anomali dei voli in vista delle festività natalizie, chiedendo l’apertura di un tavolo tecnico permanente tra Ministero dei Trasporti, Enac, Antitrust e Regione Siciliana, con il compito di monitorare costantemente l’andamento delle tariffe sulle tratte da e per l’Isola, garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e rafforzare gli strumenti di vigilanza contro eventuali variazioni anomale.

“Il caro voli in Sicilia ha superato ogni limite di tollerabilità. È ormai evidente che la Regione non è riuscita a garantire il diritto alla mobilità dei cittadini: per questo chiediamo un intervento immediato del Governo nazionale – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, annunciando una formale protesta dell’associazione. Nel 2025 è inaccettabile che cittadini, studenti e lavoratori siano costretti a rinunciare a spostarsi o ad affrontare costi proibitivi, con biglietti aerei che raggiungono cifre insostenibili. La continuità territoriale non può restare uno slogan privo di effetti concreti”.

Per il Codacons, il caro voli rappresenta una grave lesione dei diritti fondamentali, con ricadute che vanno ben oltre i singoli spostamenti.  “Il problema – sottolinea Tanasi – colpisce l’intera economia dell’Isola: il turismo perde presenze importanti, proprio nei periodi più delicati dell’anno, con conseguenze pesanti per imprese, lavoratori e territori”. Non è più accettabile continuare a ricorrere a soluzioni emergenziali o a interventi tampone, mentre il mercato dei trasporti resta fuori controllo. Occorrono misure strutturali a livello nazionale, capaci di calmierare le tariffe, aumentare l’offerta e garantire collegamenti accessibili, dignitosi e continuativi”.

Il Codacons chiede dunque al Governo nazionale di assumere un ruolo attivo e immediato, valutando strumenti normativi e interventi straordinari per contrastare il caro voli e tutelare i cittadini siciliani. “La mobilità non può dipendere dalla capacità di spesa delle famiglie. Senza un’azione decisa dello Stato, la Sicilia continuerà a pagare un prezzo altissimo in termini di diritti, sviluppo e coesione sociale”, conclude Tanasi.

E poi, c’è un’altra faccia della medaglia, quella che vede migliaia di studenti e giovani lavoratori costretti a salire su treni che attraversano l’Italia impiegando oltre venti ore per raggiungere la Sicilia. Per il CODACONS GIOVANI, il Sicilia Express rappresenta, nei fatti, un fallimento, poichè, nel 2025, l’unica soluzione economicamente accessibile per rientrare nell’Isola sia un viaggio di 22 o 24 ore. E, ogni viaggio, si trasforma così in una vera e propria prova di resistenza che racconta l’isolamento della nostra Isola. I giovani ed i lavoratori siciliani prestati ad altre città, hanno diritto a collegamenti accessibili e dignitosi.

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