Cantieri di lavoro: l’Unione delle Madonie e altri sindaci chiedono alla Regione misure concrete

Madonie

Basta con l’assistenzialismo“… L’Unione delle Madonie assieme ad altri sindaci chiedono misure di lavoro concrete. Con una nota inviata a mezzo PEC all’Assessore Antonio Scavone e Gaetano Armao, i sindaci dell’Unione dei comuni Madonie, dell’Unione Valle del Nisi (Area delle Terme), dell’Unione dei comuni del Corleonese, Francesco Ribaudo (sindaco del comune di Marineo) e Gandolfo Librizzi (neo-sindaco del comune di Polizzi Generosa), chiedono che vengano individuate le risorse necessarie per finanziare i cantieri di lavoro ( o cantieri di disoccupazione).

Il perdurare della crisi finanziaria degli ultimi decenni aggravata dalla pandemia attuale stanno mettendo a dura prova diverse famiglie Italiane, ancor di più quelle del Meridione che già soffrivano pesantissimi disagi economici dovuti al gap economico che da tempo divide l’Italia Settentrionale da quella Meridionale. Da rappresentanti delle istituzioni oggi sentiamo il dovere di difendere i nostri cittadini rivendicando misure concrete che riportino un pò di serenità a tutte le famiglie siciliane che maggiormente soffrono il perdurante disagio economico. Per i motivi espressi chiediamo a gran voce che il governo Siciliano si impegni a restituire dignità e concrete opportunità di lavoro a tutti Siciliani in difficoltà, abbandonando definitivamente ogni logica assistenzialistica e facendosi carico di portare le nostre istanze ai tavoli di confronto permanenti con il governo Nazionale. Una delle misure che suggeriamo, tra l’altro già consolidate nel tempo, che porterebbero sicuramente benefici immediati a tantissimi disoccupati, potrebbero essere i cantieri di lavoro o di disoccupazione che darebbero tra l’altro la possibilità ai comuni di riqualificare le infrastrutture esistenti o in alternativa la possibilità di realizzare nuove opere pubbliche. Sarebbe utile, anzi, e ci dispiace che nessuno ne parli e se ne interessi, ripensare ed adeguare anche il compenso orario per i lavoratori, considerando che il costo della vita è cresciuto notevolmente specialmente negli ultimi decenni. Abbiamo ritenuto altresì necessario far conoscere la nostra missiva al Presidente della regione Nello Musumeci, al ministro per il lavoro e le politiche sociali Nunzia Catalfo, al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando e al Presidente dell’Anci Antonio Decaro. Certi della vostra attenzione ci auguriamo che la nostra proposta venga analizzata e discussa nelle sedi opportune, in attesa di un vostro riscontro si porgono distinti saluti“.

E’ quanto scrivono i sindaci dell’Unione dei comuni Madonie, dell’Unione Valle del Nisi (Area delle Terme), dell’Unione dei comuni del Corleonese, Francesco Ribaudo (sindaco del comune di Marineo) e Gandolfo Librizzi (neo-sindaco del comune di Polizzi Generosa).

A seguire, il contenuto integrale della lettera:

All’attenzione dell’assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro Antonio Scavone -dell’assessore regionale dell’economia Gaetano Armao e.p.c. – Al Presidente della Regione Nello Musumeci -Al ministro per il lavoro e le politiche sociali Nunzia Catalfo -Al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte -Al Presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando -Al Presidente dell’Anci Antonio Decaro.

Oggetto: richiesta stanziamento fondi per cantieri di lavoro e adeguamento ed incremento compenso orario operai.

Diversamente da chi oggi continua a chiedere che vengano incrementati fondi per finanziare ulteriori misure assistenziali al fine di contrastare il perdurante disagio economico di diverse famiglie siciliane, oggi sarebbe utile invece che la Regione Sicilia riuscisse a trovare le risorse necessarie per finanziare cantieri di lavoro (o cantieri di disoccupazione ). Non è più ammissibile che si pensi di contrastare la disoccupazione con i servizi civici o i cantieri di servizio, misure che tra l’altro non prevedono alcun versamento dei contributi pensionistici in favore dei potenziali beneficiari. L’alternativa al reddito di cittadinanza, quindi, misura palesemente assistenziale , non può essere pensata attraverso ulteriori misure assistenziali, la gente non ha bisogno di boccate di ossigeno, così come qualcuno asserisce, ma di dosi elevate di ossigeno, e in attesa che arrivino dei segnali forti e concreti sulle prospettive di lavoro in favore degli italiani da parte del governo nazionale, i cantieri di lavoro o di disoccupazione sono l’unica alternativa utile a ridare finalmente dignità ai lavoratori e nel contempo la possibilità ai comuni di riqualificare le infrastrutture esistenti o in alternativa la possibilità di realizzare nuove opere pubbliche. Sarebbe utile, anzi, e ci dispiace che nessuno ne parli e se ne interessi, ripensare ed adeguare anche il compenso orario per i lavoratori, considerando che il costo della vita è cresciuto notevolmente specialmente negli ultimi decenni. I piccoli lavori e le piccole manutenzioni possono essere realizzate benissimo attraverso i progetti di servizio civile, offrendo così anche ai giovani la possibilità di inserirsi, attraverso tale esperienza, nel mondo del lavoro. Anche qui la Regione dovrebbe impegnarsi ulteriormente per cercare di reperire maggiori risorse economiche al fine di finanziare quanti più progetti possibili e sollecitare il governo affinché vengano reinseriti i contributi pensionistici in favore dei giovani volontari così com’era prima che venisse applicato il DECRETO ANTICRISI DEL 2008-DL 185/2008 che tolse, in maniera definitiva, con decorrenza dal 1 gennaio 2009, ogni obbligo contributivo a carico del Fondo Nazionale del Servizio Civile (art 4-4-ter. Dal 1° gennaio 2009, cessa a carico del Fondo Nazionale del Servizio Civile qualsiasi obbligo contributivo ai fini di cui al comma 4 per il periodo di servizio civile prestato dai volontari avviati dal 1° gennaio 2009.»). Vogliamo ricordare altresì che tantissimi anni fa attraverso i cantieri di lavoro diversi comuni hanno migliorato tantissimo l’aspetto urbanistico del proprio territorio e la disoccupazione in diversi periodi dell’anno era quasi o pari a zero, anzi talvolta si faceva persino fatica a reperire le adeguate risorse umane. Se vogliamo che la Sicilia e i Siciliani crescano economicamente ma anche dal punto di vista culturale e sociale è necessario innanzitutto abbandonare definitivamente ogni logica assistenzialistica, il lavoro è l’unica fonte certa perché tutto ciò avvenga. Confidando nella vostra indubbia sensibilità e sperando che le nostre istanze vengano accolte si porgono distinti saluti.

Firmatari:

-Unione dei comuni Madonie -Unione Valle del Nisi (Area delle Terme) -Unione dei comuni del Corleonese -Francesco Ribaudo (sindaco del comune di Marineo) -Gandolfo Librizzi (sindaco del comune di Polizzi Generosa).